Categoria: Social media strategy

Come creare Tik Tok che l’algoritmo ama (e premia!)

Come creare Tik Tok che l'algoritmo ama (e premia!) - Francesca Antonetti digital strategist

Oggi torno a parlare con di Tik Tok. In particolare, vedremo come creare dei video che l’algoritmo apprezza e quindi premia, aumentando la visibilità e finire nei “Per Te”, ovvero la sezione principale della piattaforma, dove ciascun utente visualizza in maniera random (scelta appunto dall’algoritmo)i vari tik tok di altri utenti, che non necessariamente segue.

Come creare Tik Tok che l'algoritmo ama (e premia!) - Francesca Antonetti digital strategist

1)Manda i giusti segnali all’algoritmo

Il successo su TikTok dipende dalla comprensione dell’algoritmo.

Come per TUTTI I SOCIAL, più invii segnali positivi all’algoritmo, più questo “spingerà” il tuo contenuto, in modo che più utenti lo vedano.

Più soddisfi l’algoritmo, più aumentano le possibilità di raggiungere l’apice e diventare virale nella For You Page.

Vediamo esattamente per cosa viene ottimizzato l’algoritmo.

I video di Tik Tok sono molto brevi, ma l’algoritmo è molto molto vicino a quello di YouTube: lo scopo è appunto che le persone restino più tempo possibile sulla piattaforma a visualizzare contenuti.

Vediamo i 5 fattori chiave che contano:

  • Il loop: La prima cosa che TikTok cerca sono i loop, ovvero il numero di volte in cui le persone riproducono il tuo video. Per avere un’idea di quanto spesso ciò accade con i tuoi contenuti, guarda le tue analisi di TikTok. Avrai bisogno di un account aziendale o di un creator per accedere all’analisi. Se non disponi già di uno di questi tipi di account, puoi cambiare facilmente il tipo di account nelle impostazioni. Per accedere alle tue analisi, tocca i tre punti in alto a destra del tuo profilo. Quando viene visualizzata la schermata Impostazioni e privacy, scegli Business Suite> Analytics o Strumenti per i creator> Analytics, a seconda del tipo di account. Successivamente, apri la scheda Contenuto e guarda il tempo di visualizzazione medio dei tuoi video, che ti dirà se le persone li stanno guardando di nuovo. Ad esempio, se il tuo video TikTok dura 8 secondi e ha un tempo di visualizzazione medio di 11 secondi, sai che le persone lo ripetono ripetutamente, il che invia un segnale forte all’algoritmo.
  • Visualizzazione completa: se l’utente va avanti al video successivo senza visualizzare completamente il tuo, il segnale per l’algoritmo è negativo.
  • Condivisioni: Anche ottenere condivisioni sui tuoi video è importante. Una condivisione su TikTok è quando le persone toccano il pulsante di condivisione sul tuo video per condividerlo con i loro amici attraverso altre piattaforme (Instagra, Whatsapp, ecc)
  • Commenti: i video virali di TikTok hanno molti commenti e risposte ai commenti. Più è alto l’engagement, meglio l’algoritmo vede il video.
  • Like: Anche se i Mi piace sono uno degli ultimi fattori che TikTok considera nell’algoritmo, sono l’unica social proof sul tuo video oltre ai commenti. Quando le persone stanno scorrendo la pagina For You e cercano spunti su quali video sono popolari, i likes sono probabilmente la prima cosa che vedranno.

2) progetta i tuoi Tik Tok in modo che gli utenti siano stimolati a visualizzare tutto il video

Per generare segnali che l’algoritmo di TikTok sta cercando, devi progettare i tuoi **contenuti per attirare gli spettatori fino alla fine del video.

Usa la tecnica della “rivelazione” alla fine del video.

Non a caso, la maggior parte dei Tik Tok Trends hanno questa struttura di “rivelazione” alla fine del video.

Qui, va considerato che noi tutti siamo strutturati in modo da aver bisogno di arrivare alla soluzione, di arrivare alla risoluzione del problema e questo ci porta ad arrivare alla fine del video.

Questo a sua volta invia un messaggio all’algoritmo che le persone non solo completano il video, ma lo riproducono più volte.

Quando crei un video TikTok, imposta quale sarà la rivelazione all’inizio. Il testo sullo schermo è il modo migliore per farlo. Il testo potrebbe essere qualcosa di semplice come “Non crederai a quello che è successo…

Quando hai una rivelazione o un colpo di scena nel tuo video, comunichi due cose importantissime a livello di ottimizzazione dell’algoritmo: convincere le persone a guardare l’intero video e riprodurlo.

D’altra parte, l’ottimizzazione del tuo video TikTok per Mi piace, commenti e condivisioni è difficile.

Puoi semplicemente chiedere “metti mi piace o commenta” oppure capire ciò che interessa al tuo pubblico di TikTok, sviluppare quel pubblico e creare una community è il modo per ottenere un coinvolgimento coerente e costante.

Certamente ci sono tattiche che puoi usare per ottenere questo coinvolgimento, come porre domande dirette e spingere gli utenti a condividere la loro opinione su qualcosa. Ma otterrai il maggior numero di commenti e condivisioni quando avrai creato una community all’interno del tuo pubblico di TikTok.

3) Fai una lista di suoni trend da utilizzare nei tuoi Tik Tok futuri

Per trovare idee per questo tipo di contenuti, scorri la tua pagina For You e cerca i suoni che hanno chiari colpi di scena in essi su cui potresti essere in grado di mettere il tuo brand, cioè di rendere tuo!

È possibile salvare il suono toccandolo, dai video che trovi e facendo Aggiungi a Preferiti.

Continua a scrollare e ripeti questo processo per compilare un elenco di potenziali suoni che puoi utilizzare per creare semplici video TikTok per il tuo brand o personal brand. La parte migliore è che questi suoni hanno già l’ottimizzazione incorporata.

Conclusione

Non c’è mai stata un’opportunità su Internet come TikTok. Puoi essere visto da milioni di persone senza spendere soldi, ma solo se il tuo contenuto invia i segnali giusti all’algoritmo.

Influencer marketing strategy: come e perché

Influencer marketing strategy: come e perché - Francesca Antonetti

Andiamo oltre tutte le accezioni negative dell’espressione “influencer marketing” (perché ci sono) e pensiamo che esiste un intero mondo di influencer e content creator che su Instagram, YouTube, Twitter e LinkedIn hanno coltivato un pubblico che li ama, li rispetta e si fida di loro per le loro opinioni su determinate cose, in particolare prodotti e servizi nella loro area di competenza.

Influencer marketing strategy: come e perché - Francesca Antonetti

Quando questi creatori di contenuti consigliano un prodotto o un servizio, il loro pubblico interviene ed è coinvolto!

Secondo l’Edelman Trust Barometer 2019, il 74% delle persone intervistate ha dichiarato di non guardare gli annunci pubblicitari, ma il 63% ha affermato di fidarsi degli influencer per i consigli sui prodotti.

Con gli influencer online, le aziende hanno un modo efficace ed efficiente per raggiungere un pubblico, in particolare un pubblico di nicchia.

1: TROVA IL GIUSTO TIPO DI INFLUENCER PER LA TUA CAMPAGNA

Un influencer è chiunque possa persuadere un pubblico ad agire. Ad esempio, due persone che hanno una conversazione su un prodotto di fronte a te in fila al supermercato possono influenzare la tua decisione, a seconda del loro tono di voce, del loro linguaggio del corpo e dell’aspetto che hanno.

Allo stesso modo, qualcuno che ha un sito Web e un podcast con centinaia di migliaia di lettori e ascoltatori che si fidano di loro per l’esperienza che forniscono ha influenza su quel pubblico.

Oltre l’influencer online ci sono le celebrità, che sono un po’ diverse. Un influencer online ottiene la propria influenza e credibilità creando intenzionalmente contenuti sui social media. Le celebrità sono famose per la loro abilità o notorietà in qualche altro luogo. Se hanno molti follower online, hanno un’influenza online, ma ciò è dovuto a qualcos’altro, non a causa dei contenuti che hanno creato online.

Case Study:
Quando UBS, la società di servizi finanziari, stava cercando opportunità per spargere la voce sui loro prodotti di rendita, hanno trovato Martin Bamford, che lavorava nel settore finanziario e ha ospitato un podcast
Non aveva molti follower sui social media, ma il suo podcast riceveva qualche migliaio di download al mese. UBS ha trovato il suo pubblico molto interessante perché era interessato ai contenuti finanziari per la gestione finanziaria personale.

UBS ha proposto a Martin di ospitare uno dei loro dirigenti nel suo podcast. Dopo l’apparizione del podcast, UBS ha monitorato un aumento 4 volte dei lead al proprio sito Web facendo domande sulle rendite. Questo era l’effetto di un singolo podcast con influenza su un pubblico iper-mirato interessato a quel particolare tipo di prodotto finanziario personale.

2: USA GLI STRUMENTI ONLINE PER TROVARE E ENTRARE IN CONTATTO CON GLI INFLUENCER

Per trovare influencer online, esistono strumenti e soluzioni di database che ti consentono di cercare parole chiave pertinenti e ottenere un elenco di influencer, insieme a approfondimenti che ti aiuteranno a valutarli. È solo questione di trovarne uno che si adatti al tuo budget e alle tue esigenze.

Quando utilizzi un software per trovare influencer online, tieni presente che gli elenchi che generano sono consigli. Devi poi leggere i contenuti dell’influencer e valutare se possono effettivamente spingere il tuo pubblico ad agire. Solo perché hanno molti follower non significa che convertiranno molti clienti.

3: PROPONI UNA PARTNERSHIP CON UN INFLUENCER

Più piccolo è il pubblico dell’influencer, più è probabile che sarà lui a chiederti di collaborare con il tuo brand. Poiché stanno cercando di sviluppare la propria attività come creatori / influencer di contenuti online, solleciteranno quel tipo di attività.

Man mano che diventano un po’ più grandi, potrebbero smettere di cercare da soli e aspettare che i marchi vengano da loro.

Quindi, quando arrivano a un certo punto (generalmente oltre 150.000 follower su un dato social network), le società di gestione si avvicineranno a loro per gestirli.

Sia che vieni avvicinato da un influencer o che ti avvicini a un influencer per una potenziale partnership, devi sapere che i soldi che investirai, come investimento ti porteranno un ritorno!

È importante conoscere i tuoi obiettivi, le metriche che ti interessano e cosa vuoi fare. L’influencer deve quindi dimostrarti che può davvero essere determinante. Chiedi loro di fornire alcuni punti di prova da precedenti progetti simili. Devi avere la certezza che i tuoi risultati varranno i soldi.

Ci sono molte persone che stanno cercando di essere influenti ma non hanno davvero il livello di coinvolgimento per persuadere il loro pubblico ad agire effettivamente.

4: MISURA I RISULTATI DEL TUO INFLUENCER MARKETING

Come qualsiasi azione di marketing devi monitorare i risultati

Quando inizi a costruire la tua strategia, definisci i tuoi obiettivi e determina come acquisirai le informazioni che ti dicono che ti stai avvicinando al raggiungimento di tale obiettivo o che stai facendo progressi lungo quel continuum.

Il tuo obiettivo potrebbe essere quello di generare traffico, generare vendite, ottenere lead, aumentare la brand awareness o cambiare la tua reputazione. Come lo misurerai? Inizia stabilendo un punto di riferimento. Quali sono le tue vendite adesso? Qual è la tua reputazione adesso? Quanti contatti stai ottenendo ora?

Ciò è particolarmente importante per gli obiettivi di branding, consapevolezza e reputazione. Fai sondaggi e social listening per vedere quante persone stanno parlando di te ora. In questo modo, quando lo misuri di nuovo su tutta la linea, sarai in grado di confrontare il numero di persone che parlano di te per sapere se funziona.

Ci sono molti indicatori chiave di prestazione (KPI). Se stai misurando il brand e la brand awareness, ad esempio, i tuoi indicatori chiave di prestazione sono la copertura, le impression, le visualizzazioni di video, forse i numeri di coinvolgimento sui post social e così via.

Ma ci sarà anche un indicatore di performance a cui tieni più di tutti gli altri. Se si tratta di un gioco di branding e consapevolezza, sarebbe quante più persone sono consapevoli della tua attività alla fine rispetto all’inizio. Potresti misurarlo tramite sondaggi, ascolto sociale e altri metodi.

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Come migliorare la copertura organica su Facebook

Come migliorare la copertura organica su Facebook - Francesca Antonetti social media strategist

La portata organica su Facebook in declino già negli ultimi anni, attualmente è praticamente crollata. Tranquilli, non sentitevi soli… è così per tutti!

Come migliorare la copertura organica di Facebook - Francesca Antonetti

In realtà è il momento giusto per porre maggiore attenzione alla copertura organica su Facebook… Perché? Te lo spiego subito!

Con le imminenti modifiche apportate da IOS e Google Privacy Sand box, per Facebook sarà sempre più difficile tracciare le azioni che gli utenti compiono fuori da Facebook. Poiché saranno più limitati nei dati che possono raccogliere, i contenuti sulla piattaforma Facebook diventeranno ancora più importanti.Facebook si trova quindi nella situazione di dover usare quei content creators in grado di creare contenuti sui quali gli utenti compiono azioni, come fermarsi, leggere, fare tap!Ogni volta che pubblichiamo un contenuto, che si tratti di un video o di un link esterno al blog, Facebook tiene traccia di tutte le azioni degli utenti, in modo che possano vendere quei dati agli inserzionisti.

Quando qualcuno guarda un video di 5 minuti sull’abbigliamento, Facebook impara qualcosa sui suoi interessi perché ha agito su quel contenuto. Così Facebook invierà loro altri contenuti sull’abbigliamento. E questo è il principio portante di Facebook Ads!

Facebook è motivato a condividere i nostri contenuti organici in modo da poter identificare chi sta agendo su quel contenuto e indirizzare loro delle pubblicità (Facebook Ads) in seguito. Fatta questa premessa, vediamo come far a migliorare la copertura organica dei nostri contenuti della nostra pagina Facebook.

1: FAI CAPIRE A FACEBOOK QUAL È IL TUO PUBBLICO IDEALE

Innanzitutto, assicurati di scegliere come target la nicchia giusta su Facebook. Facebook Audience Insights (https://www.facebook.com/ads/audience-insights/people…)può aiutarti a fare questa selezione. 

Ti dà accesso ai dati del pubblico su tutte le pagine e i gruppi di interesse su Facebook. Puoi vedere i loro livelli di attività, le pagine che stanno seguendo, il tipo di dispositivi che utilizzano e così via. Chiunque abbia una pagina Facebook può accedere a questi dati.

Quando apri Audience Insights, Facebook ti chiederà di scegliere un pubblico per iniziare.

 ▪️Seleziona “Tutti su Facebook“. Quindi, inserisci l’argomento della tua nicchia (nella sezione Interessi sul lato sinistro della pagina). Facebook ti dirà quante persone ci sono in quella nicchia, quali pagine gli piacciono e alcune delle loro informazioni demografiche come dove si trovano.

▪️Se vai alla scheda Attività, puoi vedere quanto è coinvolto questo pubblico su Facebook. Mostra quanti commenti, Mi piace e condivisioni danno in media in un mese, nonché su quanti annunci pubblicitari cliccano. 

Oltre a esaminare i dati sul pubblico per diversi interessi, puoi anche esaminare i dati sul pubblico per le singole pagine di Facebook. 

Cerca le pagine nella tua nicchia, simili alla tua, e vedi se il loro pubblico è simile a quello che desideri attirare per la tua pagina.

Assicurati che il pubblico su quelle pagine sia coinvolto. Se scopri che il pubblico di una determinata pagina non commenta, mette mi piace o condivide i suoi contenuti, probabilmente non agirà neanche con te.

Dopo aver identificato una pagina con un pubblico coinvolto che vorresti raggiungere, puoi iniziare a inviare dei segnali per comunicare che la tua pagina è proprio simile a quella che stanno seguendo. Non è necessario collaborare con quella pagina perché facebook possa indirizzare il traffico verso di te.

Puoi usare i segnali di Facebook per far sì che accada.

Ad esempio, potresti andare alla loro pagina e lasciare un commento, taggare la loro pagina in uno dei tuoi post e condividere i contenuti dalla loro pagina sulla tua pagina.

Tutte queste interazioni danno a Facebook segnali che sei simile all’altra pagina. Così, Facebook inizierà a indirizzare il traffico dal pubblico attivo sull’altra pagina alla tua pagina. Inizierai a vedere un aumento dei suggerimenti di pagina non appena inizierai a far crescere il tuo pubblico, senza che tu debba pubblicare ads.

2: TROVA LO STILE DI MESSAGGIO GIUSTO

La seconda chiave da utilizzare è “creare il messaggio giusto!

Attenzione! Creare il giusto messaggio non è tanto relativo al tuo prodotto/servizio quanto al tuo pubblico.

Devi identificarti con il tuo pubblico, per fare in modo che il tuo pubblico si identifichi con te, e creare un messaggio che loro hanno potenzialmente voglia di condividere.

Quindi, guarda i contenuti postati dalle pagine che hai individuato nello step precedente. Quali post migliorano la vita del loro pubblico? Le persone interagiscono con i contenuti su Facebook per fare colpo su altre persone.

Pensa al messaggio sulla tua pagina come a qualcosa che il tuo pubblico vorrebbe far sapere al mondo su di loro.

Il tuo pubblico sa che tutto ciò che dicono e apprezzano su Facebook è pubblico e i loro amici e familiari possono vedere con cosa stanno interagendo. Quindi, naturalmente, diranno cose su Facebook che li fanno apparire in un certo modo e in modo che possano avere un impatto sugli altri.

Per questo, fai attenzione a pubblicare post con temi “sensibili” che le persone non vorrebbero condividere su stesse (dieta, problemi finanziari, ecc), ovvero poni maggiore attenzione nella creazione del messaggio.Una volta che il tuo pubblico si impegna con te e fa suo il tuo messaggio, sarà molto più probabile che risponda e poi acquisti da te.

Pensa alla risposta che avresti se ti avvicinassi a uno sconosciuto a una festa e dicessi: “Ciao, risolvo questo problema e il mio prodotto offre questi cinque vantaggi”. Anche se quella persona è il tuo cliente ideale, probabilmente finirà rapidamente la breve interazione e se ne andrà.

Se vuoi coinvolgerli in una conversazione significativa, dovresti salutarli e chiedere loro di se stessi. Quando hanno finito di parlare, la cosa naturale da fare è ricambiare e chiedere di te. Questa conversazione funziona anche su Facebook. È così che puoi vendere al tuo pubblico senza farlo sembrare una vera vendita.

3: PUBBLICA 4 POST PER COINVOLGERE LA TUA AUDIENCE

Una volta che hai il pubblico e il messaggio giusti, l’ultimo pezzo del puzzle è il tuo contenuto.

Devi creare i contenuti in grado di inviare a Facebook dei segnali che i contenuti sono rilevanti. 

Like, reaction (cuori, ecc9 e brevi commenti sono dei micro segnali. 

A tal proposito, sappi che potresti aver bisogno di 10 likes per eguagliare il valore di una condivisione, un salvataggio o un commento più lungo.

Ecco perché devi creare contenuti che portino il tuo pubblico a impegnarsi e compiere questa azioni più profonde. Utilizzando un insieme di foto, video ecc coinvolgenti, puoi ottenere tutti quei segnali preziosi in modo che Facebook inizi a indirizzare più traffico alla tua pagina.In generale:

  • Foto e meme (post con immagini generano più like rispetto ad altri contenuti
  • I video generano invece maggiori condivisioni e “save” (Per i video che durano 3 minuti o più, organizzali in playlist, dove verranno riprodotti uno dopo l’altro. Se riesci a convincere gli spettatori a guardare tre video di fila, Facebook si assicurerà che ogni volta che pubblichi un video, quegli spettatori lo vedranno spesso e sicuramente; tieni presente che la maggior parte delle persone guarda i video senza audio quindi valuta un sistema per sottotilora o utilizza video con testi)
  • I post che avviano una conversazione sono quando poni una domanda a cui la tua audience perfetta non può fare a meno di rispondere. Deve essere qualcosa a cui risponderanno immediatamente con “sì”, “no”. (Per avere idee per iniziare la conversazione, guarda le pagine di Facebook che hai identificato per trarre ispirazione. Guarda quali domande fanno che stanno generando molto coinvolgimento. Potresti provare a creare qualcosa di simile ma metterci del tuo!)

4: USA IL 5°POST PER PROMUOVERTI

Una volta che hai ottenuto molto coinvolgimento dai tuoi contenuti, hai un pubblico che ti conosce, ti ama e si fida di te e sta aspettando che tu venda.

Quindi il quinto post può riguardare la tua offerta.

Hai dato al tuo pubblico la possibilità di parlare, quindi ora è disponibile a parlargli della tua offerta. 

La tua offerta non deve essere necessariamente qualcosa che vendi. Potrebbe essere entrare nella tua lista e-mail, unirti al tuo gruppo Facebook o ascoltare il tuo ultimo episodio di podcast. Qualunque cosa sia, dai al tuo pubblico un’azione da intraprendere.

Fonte: Social Media Examiner

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Storie in evidenza di Instagram: come utilizzarle

Storie in evidenza di Instagram: come utilizzarle - Francesca Antonetti social media strategist

Oggi torno a parlare di Instagram. In particolare di stories, ancora più nello specifico di highlights! Già, perché anche questa funzione, se usata con strategia, può essere molto utile allo sviluppo del nostro brand/business su Instagram!

Storie in evidenza di Instagram: come utilizzarle - Francesca Antonetti social media strategist

CHE COSA SONO LE STORIE IN EVIDENZA O HIGHLIGHTS?

Si tratta di stories che mettiamo in evidenza e quindi restano sul nostro profilo più delle 24h di vita delle normali stories, anzi fino a che non le togliamo!Utilizzarle strategicamente, vuol dire però di più: non basta valutare le performance di una stories, cioè risposte, reazioni e visualizzazioni – per decidere di metterle in evidenza, è un buon parametro, ma possiamo fare di più.Per i miei clienti è una delle prime impostazioni di cui mi occupo!

ECCO ALCUNE IDEE PER IMPOSTARLE E UTILIZZARLE AL MEGLIO

(N.B. impostarle prima ci aiuta anche a definire il piano editoriale delle nostre stories, quindi ne vale la pena!)

  1. FAQ: crea stories in cui rispondi a domande frequenti e crea questa serie di storie in evidenza.
  2. Articoli di blog: nuovo articolo? Fai una storia e metti in evidenza!
  3. Recensioni/feedback: così saranno sempre disponibili per chi atterra sul tuo profilo.
  4. Prodotti/servizi di punta
  5. Dietro le quinte: ecco qui puoi inserire le stories più performanti.
  6. UGC: i tuoi clienti ti taggano nelle loro stories? Premiali così!
  7. Offerte/promo
  8. Chi sono/vita quotidiana: Inserisci le stories che parlano di te e ti raccontano.

LA COPERTINA

Quando crei una storia e la metti in evidenza, potrai inserire un titolo per la storia in evidenza (e aggiungere successivamente lì tutte le storie in evidenza che desideri) e la prima storia inserita diventerà di default la copertina della serie di hightlights.

Il mio consiglio è di personalizzare le copertine per ciascuna raccolta di hightlights.

Anche in questo caso, guardiamo all’aspetto strategico e estetico, perché Instagram è una piattaforma basata sul visual, non dimentichiamolo! 

Cerchiamo di creare delle copertine in armonia con il nostro feed!

Per esempio, io creo le copertine in maniera molto semplice e veloce utilizzando i colori del brand.

Tu, utilizzi gli hightlights in maniera strategica?

Gamification e social media

Gamification e Social media - Francesca Antonetti

Cosa fa un social media manager, tra le altre attività? Crea la strategia, definisce gli obiettivi da raggiungere e crea un piano editoriale e relativo calendario per raggiungerli.

Trovare e creare i contenuti giusti è una sfida quotidiana. Cosa vuol dire giusti? Vuol dire contenuti in grado di catturare l’attenzione dell’utente, con l’obiettivo di coinvolgerlo, fidelizzarlo e trasformarlo poi in cliente.

La gamification è un tipo di attività che può aiutarci in questo obiettivo. Per spiegartela bene, ho chiesto aiuto ad Andrea Khaldi, meglio noto come l’Architetto della Mente, coach esperto in tecniche di apprendimento rapido e Gamification. Grazie Andrea per il tuo contributo!

Gamification e Social media - Francesca Antonetti

Con questo articolo-intervista saprai:

  • Quali sono i 4 tipi di contenuti che devi utilizzare nel tuo piano editoriale
  • Che cosa si intende per Gamification
  • Quali sono gli elementi imprescindibili per creare una comunicazione efficiente utilizzando la Gamification
  • Come utilizzare la Gamification nella tua social media strategy
  • Come la Gamification può aumentare la tua brand awareness

4 tipi di contenuti che devi utilizzare nel tuo piano editoriale

Ecco i 4 tipi di contenuti che io utilizzo nei miei piani editoriali:

  • CONTENUTI EDUCATIVI: insegna quello che sai, offri valore ai tuoi utenti.

  • CONTENUTI EMOZIONALI: che tu rappresenti un brand o stia promuovendo il tuo personal brand raccontare te stesso, qualcosa di te, della tua vita, la tua storia (il tanto citato storytelling insomma) o della storia del prodotto che vendi o la tua attività, ti aiuterà a costruire fiducia nei tuoi confronti.

  • CONTENUTI VIRALI O CONDIVISIBILI: è un tipo di contenuto che ai miei clienti propongo sempre perché funziona sempre. Post grafici, citazioni, meme.

  • CONTENUTI PROMOZIONALI: anche se questo tipi di contenuti dovrebbe rappresentare solo il 20% dei post e se hai fatto bene l’altro 80% questo 20% è abbastanza, ovviamente non viviamo di like, commenti e followers ma di quello che vendiamo. A questo livello io inserisco qualsiasi post con CTA, che quindi portano l’utente a compiere un’azione, quindi anche la lead generation.

Ne parlo approfonditamente qui: Piano editoriale: la regola dell’80 20

Oggi mi concentrerò sui contenuti ludici, che quindi inserisco all’interno dei contenuti emozionali. Visto che è nella sfera emotiva dell’utente che agiscono. Attraverso un’intervista con Andrea Khaldi.

D: Che cosa si intende per Gamification?

Questa domanda sembra banale, ma non lo è! Pensa che neanche gli addetti al settore concordano su quale sia la definizione precisa della Gamification!

Per certi versi per gamification si intende l’uso dei meccanismi dei principi dei giochi e dei videogiochi all’interno delle normali attività umane, che magari possono risultare noiose o frustranti.

Ma scavando più a fondo si impara che non basta mettere dei punti o dei trofei per gamificare una situazione: occorre costruire una relazione molto più intensa con il Giocatore/utente, capendo quali sono le sue vere motivazioni.
Ed ecco che allora esce fuori forse, cos’è davvero la Gamification: il più sofisticato filtro conoscitivo dell’animo umano e lo strumento più pratico per far concentrare le persone su quello che stanno facendo.
Una sorta di Mindfulness molto molto pratica!

D: Quali sono gli elementi imprescindibili per creare una comunicazione efficiente utilizzando la gamification

Direi soprattutto uno: mettere al centro di tutto l’utente che hai davanti.

Capire chi è, cosa lo motiva, come “funziona” e costruire un “cerchio magico”, l’insieme di regole, premi e punizioni che regoleranno il “gioco”.

Questo Cerchio Magico è fisiologicamente diverso per ogni giocatore, per questo è importante calibrarlo bene attraverso una relazione conoscitiva approfondita. Per fortuna capire il tipo di Giocatore che si ha davanti è abbastanza facile.

Ed è a quel punto che si si passa alla parte operativa: stabilire le Meccaniche appropriate ed usare i Componenti necessari.

Una Meccanica è un processo specifico che fa agire una persona.

Magari il nostro utente ama ottenere premi e riconoscimenti, oppure ama scoprire tutte le sfumature di una storia. C’è chi ha bisogno di sapere di essere il numero 1 e chi invece ama poter partecipare alla costruzione del gioco.

Quando abbiamo capito la meccanica più adatta, a quel punto possiamo scegliere i “componenti”, ovvero gli elementi che verranno effettivamente usati da un utente.

Hai presente un Avatar per un social network, il sistema a punti di un super market o un sondaggio per creare un Lead?

Sono componenti, che attivano meccaniche per far compiere un’azione ad un utente.

Un cerchio magico, insomma!

D: Ogni buon social media strategist sa che all’interno di una Social media strategy, è sempre più difficile riuscire a raggiungere il proprio target. Può riuscirci solo con contenuti di valore e coinvolgendolo anche attraverso le emozioni. La gamification è utile in questo senso?

Assolutamente sì!
In due modi: innanzitutto, come ho detto prima, la Gamification sfrutta le Leve Motivazionali fisiologiche degli esseri umani. Per questo dicevo che gamificare un’attività non significa solo usare punti o trofei, ma costruire un processo in cui la motivazione e le emozioni di un utente siano il perno centrale.
La vendita verrà dopo, in modo naturale.
Yukai Chou, uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, preferisce parlare di “Human Driven Motivation” contrapposta a “Data Driven Motivation”, quando parla di Gamification.


Poi c’è la quantità stratosferica di storie, metafore, personaggi che ormai sono diventati parte del nostro immaginario e che provengono dal mondo “nerd”: pensa al successo degli Avengers ad esempio, ed in generale dell’MCU.
Personaggi come Spider Man, o Black Panther, ormai possono essere usati come simboli, metafore… come ancore, insomma, per solleticare la curiosità di un utente e generare un’interazione molto forte.
Le più moderne piattaforme social, Twitch e Tik Tok, si basano proprio su questo: far giocare gli utenti con immaginari e scenari che fino a qualche anno fa erano considerati negativamente o con superficialità!

D: Quindi ad esempio, i giveaway e le challenge sono un esempio di gamification nel social media marketing?

Esatto, sono gli esempi più lampanti di Gamification nel Social Media Marketing.

Sono efficaci perché attivano meccaniche molto forti: la competizione, il desiderio di essere i numeri uno e sconfiggere gli avversari, ottenere una ricompensa etc.

Si tratta di strumenti semplici ed efficaci ma attenzione: non basta inserire un premio o dei punti per pensare di aver gamificato un’attività.

Occorre costruire una strategia precisa perché come tutto ciò che riguarda la comunicazione ed il social media management in particolare le nostre azioni devono essere calibrate in modo preciso sul tipo di utenza che vogliamo raggiungere (chi sono i miei follower? che tipo di giocatori sono?).

Io ad esempio sono totalmente insensibile alle challenge che mettono in palio un premio basato sulla fortuna, ma reagisco bene alle classifiche in cui posso impegnarmi per dimostrare il mio valore. E questo è solo un esempio tra i tanti possibili. Dopotutto di tecniche di gamification ne esistono tante: è scegliere quella giusta per te, la vera sfida!

D: Ad un brand (o personal brand) occorrono almeno 16 interazioni per far sì che una persona, guardando anche solo il logo o la faccia, li riconosca. La gamification può aiutare nel generare queste interazioni?

Certo!

Al punto che non spiego come non venga usata di più dai brand.

Uno degli elementi più importanti della Gamification è il cosidetto “Player’s Journey”, che indica le 4 fasi che un giocatore segue quando inizia un gioco: Discovery, Onboarding, Scaffolding, Endgame.

Quando un utente ci scopre si trova inevitabilmente nella fase di Discovery, momento fondamentale in cui decide se continuare o meno a conoscerci.

Attraverso alcune meccaniche molto semplici da applicare al giorno d’oggi è possibile fargli iniziare il suo Player’s Journey verso il nostro Brand, agendo non su quello che noi possiamo fare per lei/lui, ma su quello che il l’Utente vuole: continuare a giocare.

In questo modo, calibrando bene il Copy e sfruttando una buona strategia cross-canale è possibile far salire vertiginosamente il numero di interazioni che un utente compirà.

Andrea fa parte della community di cui faccio parte anche io e ne sono admin Officina2030 di Alessandro Principali, con il quale collaboro e che ha recentemente intervistato Andrea nell’ambito del suo nuovo interessantissimo format Live2030.

Ecco l’intervista!

Live2030 – Sviluppare Disciplina per apprendere velocemente – Andrea Khaldi, Architetto della Mente

Se ti interessa approfondire e conoscere meglio Andrea Khaldi, ecco i suoi contatti!