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Siamo quello che pubblichiamo: il personal branding

unconventional-personal branding

Il personal branding non è altro che l’insieme di attività di marketing che facciamo per noi stessi, per la nostra persona.

Ciascuno di noi, all’interno della società riveste un ruolo e soprattutto oggi, con l’avvento dei social media, ciascuno di noi ha la possibilità di mostrare se stesso.

Il personal branding quindi, è strettamente connesso a internet.

Una definizione che mi piace molto dice che:

Il tuo Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie

Se partiamo da questo presupposto possiamo comprendere l’importanza del personal branding e imparare a calibrare le nostre interazioni.

La Finestra di Johari

La finestra o matrice di Johari prende il nome da un gioco di parole ottenuto mescolando alcune parti dei nomi di battesimo di Joseph Luft e Harry Ingham, ricercatori dell’università della California che negli anni ‘60 strutturarono questo modello per studiare le interazioni sociali.

La matrice non serve tanto per misurare la personalità, quanto per offrire uno strumento capace di rilevare come la personalità viene espressa, osservando quindi il rapporto tra noi e gli altri.

Dallo studio si evince che ci sono aspetti della personalità che sono noti sia a noi stessi che agli altri ed aspetti che invece ci teniamo solo per noi. Ci sono cose che gli altri notano di noi e delle quali non siamo consapevoli (o forse non le accettiamo) ed un lato oscuro a tutti.

Per ottenere la matrice si divide un quadrato in quattro “finestre”.

 

finestra di Johari
Fonte: Riccardo Agostini- Public speaking coach https://www.agostiniriccardo.com/

Abbiamo quindi:

  • L’area PUBBLICA quella dei fatti e le emozioni che volontariamente mostriamo. Può esprimere sia la nostra forza che le nostre debolezze, ma è quella parte di noi che scegliamo di condividere con gli altri.
  • L’area NASCOSTA (o cieca) è quella che contiene le cose che gli altri osservano di noi e che ci sono ignote. Di nuovo si può trattare di feedback positivi o negativi e comunque incide sul modo in cui gli altri si relazionano a noi e anche sul livello della nostra disinvoltura in determinate situazioni.
  • L’area IGNOTA contiene quegli aspetti totalmente sconosciuti, a noi stessi e agli altri perché è sepolta nel subconscio che si rivela solo in situazioni particolarmente emozionali.
  • L’area PRIVATA (o Facciata) contiene quegli aspetti che ben conosciamo di noi stessi, ma che teniamo nascosti agli altri. (fonte: http://www.psicolab.net/2009/finestra-johari/)

L’area che ci interessa per curare il nostro personal brand è quella pubblica.

Siamo quello che pubblichiamo…

Stai cercando lavoro? Presta attenzione a quello che pubblichi sui social!

La Stevenson Univeristy, università del Maryland negli Stati Uniti, ha di recente pubblicato un’infografica sulla relazione tra la ricerca di un posto di lavoro e l’utilizzo dei social network da parte del candidato, evidenziando come il 60% dei datori di lavoro dà un occhiata a Facebook e compagnia bella per compiere una scrematura iniziale.

Questo vale anche nel caso in cui tu non stia cercando lavoro, ma clienti – quindi che tu sia un libero professionista, un commerciante o un imprenditore: cura i tuoi profili social!

 

Sei un professionista o un imprenditore? Condividi i tuoi risultati positivi. Non essere presuntuoso, l’umiltà è una cosa seria. Ma invia il tuo messaggio positivo ai tuoi interlocutori. Farà bene sia a te che a loro!

Quali social e come?

Facebook

Con i suoi 2 miliardi di utenti attivi al giorno, è molto facile che tu trovi il target sul social network. Questo vuol dire che devi prestare attenzione a quello che pubblichi.

Parla di te, della tua vita e del tuo lavoro. Sii positivo. Cerca di non postare immagini di te “imbarazzanti”. Sii positivo, la negatività non è piacevole. Non fare spam.

Fai storytelling: leggi il mio articolo qui

LinkedIn

Se sei un professionista, indipendentemente dal settore, crea e cura il tuo profilo su LinkedIn – la più grande rete professionale. Non essere rintracciabile su LinkedIn potrebbe rivelarsi davvero penalizzante.

Una volta aperto però bada bene ad averne cura: pubblica contenuti rilevanti per il tuo settore  e aggiorna le tue esperienze. Utilizza un’immagine che parli di te.

LinkedIn non è Facebook: evita gattini&co. 🙂 per questo c’è Facebook.

Instagram

Se LinkedIn è il social network professionale, Instagram è il social network fotografico per eccellenza. Come ho raccontato nel mio articolo “Conoscere Instagram per fare business”, proprio da lì per me è partita l’ascesa professionale.

Blog

Se sei un libero professionista apri il tuo blog! Questo ti conferirà autorità nel tuo settore, potrai mettere a disposizione del tuo target le tue competenze e offrire contenuti di valore.

Per consigli su come creare da zero il tuo #primoblog leggi il mio articolo qui.

Se vuoi ricevere una consulenza personalizzata o hai bisogno di qualcuno che si occupi del tuo personal brand, contattami!

 

 

 

 

Il Piano Editoriale – La regola dell’80 – 20

Il principio di Pareto o “legge 80/20”

Pareto, studiando la distribuzione dei redditi, nel 1897 dimostrò che in una data regione solo pochi individui possedevano la maggior parte della ricchezza. Questa osservazione ispirò la cosiddetta “legge 80/20”, una legge empirica che fu poi riformulata anche da Joseph M. Juran ma che è nota anche con il nome di principio di Pareto (o principio della scarsità dei fattori), e che è sintetizzabile nell’affermazione: la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause (considerando grandi numeri). Questo principio, in realtà, è il risultato della distribuzione paretiana.

Naturalmente i valori 80% e 20% sono ottenuti mediante osservazioni empiriche e sono solo indicativi, ma è interessante notare come numerosi fenomeni abbiano una distribuzione statistica in linea con questi valori.

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Pareto

Principio di Pareto 80 -20

Il Principio dell’80/20 in marketing

La legge di Pareto è notevolmente efficace quando si applica alle situazioni di vendita e di marketing  nonostante l’uso della teoria di Pareto nelle vendite e nel marketing sia generalmente trascurata completamente.

“L’80 per cento dell’output è prodotto dal 20 per cento degli input”

Se si comprende questo, si potrà comprendere anche l’importanza dell’applicazione di tale principio.

Ad esempio, si consideri un’organizzazione che continua a dirigere le proprie attività in tutta la sua gamma di prodotti, quando forse il 95% dei suoi profitti deriva da appena il 10% dei prodotti e / o forse solo il 2% dei suoi profitti proviene dal 60%, idem con riferimento ai clienti.

Immaginate lo sforzo sprecato … Facendo un’adeguata analisi di Pareto, si potrebbe concentrare le proprie attività, sforzi, investimenti soltanto su clienti o prodotti più redditizi, senza dispendio di energie.

The rule of 80-20 Francesca Antonetti

La regola dell’80-20 nel piano editoriale

Una delle regole fisse per costruire una buona social media strategy è la stesura di un buon piano editoriale.

Un bravo e preparato social media manager prima di qualunque altra azione crea il piano editoriale.

Dunque se l’80% delle azioni è data dal 20% degli input, ha senso creare il 100% dei post con lo stesso obiettivo?

Assolutamente NO!

Utilizzare i Social per fare comunicazione, vuol dire cogliere l’opportunità di fare marketing differenziale e portare la propria attività ad un livello alto di comunicazione.

Vuol dire connettersi con i propri clienti-utenti, perciò non può bastare la comunicazione del tipo “compra il mio che è più bello..” (o costa meno, ecc.)

Ha senso fare social media marketing se si comprende l’importanza di trasferire valore attraverso la comunicazione.

Quindi applicare la regola dell’80/20 al piano editoriale può risultare una giusta strategia.

Questo si traduce in 80 per cento di contenuti percepiti come “di valore” per gli utenti: informazioni utili riguardanti l’area o il settore del quale l’azienda fa parte.

Soltanto il 20 per cento della comunicazione – cioè quella che genera azioni – sarà orientata all’azienda stessa o i propri prodotti e servizi.

Questo vuol dire stabilire una comunicazione “ragionata”, offrire contenuti di valori che genereranno un rapporto di fiducia tra utente e azienda, non annoiare con una comunicazione piatta, ma stimolare il dibattito.

 

La rivoluzione dei Social Media: tutti i cambiamenti avvenuti dai rapporti interpersonali alla comunicazione aziendale

In questo articolo parlerò dei cambiamenti portati dai Social Media nella comunicazione, in particolare:

  1. La comunicazione nel web 2.0
  2. I Social media nel marketing
  3. I Social Media e la comunicazione politica

 

Iniziamo subito con la definizione di Social Media, premettendo che non esiste una definizione univoca, tuttavia utilizzerò quella suggerita da Wikipedia.

Social media, è un termine generico che indica tecnologie e pratiche in rete che le persone adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio.

I professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein hanno definito i media sociali come un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del Web 2.0, che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti.

1.La comunicazione nel web 2.0

1.1. Primo forte cambiamento: dal monologo al dialogo

Nei media tradizionali – come tv, radio, giornali, riviste – la comunicazione avviene da una fonte ad una molteplicità.

immagine, rappresentazione della comunicazione nei media tradizionali

 

Il più importante cambiamento, quello più radicale riguarda la comunicazione, che diventa dialogo. 

Nei social media infatti, il punto cardinale è la condivisione. 

L’utente fruitore di contenuti ed informazione diventa esso stesso editore – è il caso ad esempio dei blog.

L’informazione è democratizzata. La possibilità di replica, il contraddittorio, il non dover subire informazioni passivamente, l’avere la possibilità di dibattito e confronto è tutto quello che mi ha fatto “innamorare” dei Social media.

Il dialogo nella comunicazione web 2.0 - Social Media

Questo aspetto ovviamente ha avuto e continuerà ad avere importantissime ripercussioni in ogni aspetto della nostra vita: dalla politica al marketing aziendale alle relazioni interpersonali.

1.2. Gli strumenti a disposizione della comunicazione

Come già detto, i social media sono un modo per condividere strumenti con un vasto pubblico.

I social media sono dunque il veicolo, il softwere, all’interno di esso troviamo poi le strutture e reti sociali, dove gli utenti si uniscono e condividono i propri contenuti.

Un esempio banale:

Nella comunicazione tradizionale abbiamo i mass media come tv, radio, cinema, riviste ecc, questi sono dei veicoli d’informazione.

Ci sono poi gli strumenti utilizzati dai mass media come tg, dibattiti, programmi tv o radio, film, documentari.

I social media:

Secondo la definizione di Wikipedia:

I social media possono assumere differenti forme, che possono essere raggruppate in 13 categorie:

  • Blog
  • business network (network professionali)
  • collaborative project
  • enterprise social network (network aziendali)
  • Forum Internet
  • microblog
  • photo sharing
  • review di prodotti/servizi
  • social bookmarking
  • social gaming
  • social network
  • video sharing
  • virtual world (realtà virtuali)

 

Bene, a questo punto va chiarito che i Social network rappresentano uno strumento all’interno dei social media. Le due espressioni quindi, non coincidono. 

Per comprendere meglio cosa siano i social network – ovvero reti sociali – utilizzerò la definizione di Treccani, poiché la ritengo esaustiva:

Con l’espressione social network si identifica un servizio informatico on line che permette la realizzazione di reti sociali virtuali. Si tratta di siti internet o tecnologie che consentono agli utenti di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro.Generalmente i s. n. prevedono una registrazione mediante la creazione di un profilo personale protetto da password e la possibilità di effettuare ricerche nel database della struttura informatica per localizzare altri utenti e organizzarli in gruppi e liste di contatti. Le informazioni condivise variano da servizio a servizio e possono includere dati personali, sensibili (credo religioso, opinioni politiche, inclinazioni sessuali ecc.) e professionali.Sui s. n. gli utenti non sono solo fruitori, ma anche creatori di contenuti. La rete sociale diventa un ipertesto interattivo tramite cui diffondere pensieri, idee, link e contenuti multimediali.

Riassumendo: all’interno di queste reti sociali ciascun individuo è collegato ad altri, condivide contenuti di interesse comune, interagisce e partecipa al dialogo.

 

la rete sociale

L’avvento dei social media ha cambiato e sta cambiando moltissimo a livello di comunicazione interpersonale.

Pensiamo alle chat e video chat e tutti i servizi di messaggistica istantanea e gratuita come WhatsApp utilizzato da più di un miliardo di utenti in 180 paesi del mondo.

Esempio pratico del progresso:

Vi faccio un esempio pratico, proprio qualche giorno fa, ho contattato via mail un commerciante cinese, per un business per un mio cliente, in pochissime ore mi ha risposto e la sua risposta è stata “Do you have Whatsapp?”

Proprio così, delle trattative commerciali (importanti!) con un commerciante cinese, risolte in pochissimi e voloci messaggini su WhatsApp!

Io lo trovo straordinario, eppure è ormai la normalità.

Pensiamo allo stesso tipo di comunicazione qualche anno fa, non tantissimi… In che modo avresti potuto contattare un imprenditore cinese? Attraverso quale mezzo ci avresti comunicato?

2. I Social media nel marketing

Vediamo adesso alcuni dei cambiamenti che i social media hanno apportato nel marketing, soprattutto nella pubblicità e nella comunicazione aziendale.

Innanzitutto classifichiamo le forme di pubblicità “tradizionali”:

  • Tv (spot video pubblicitari)
  • Radio
  • Volantini
  • Brochure
  • Porta a porta
  • Inserzioni su giornali e riviste
  • Cartelloni
  • Fiere e manifestazioni
  • Telefono

Tutte queste forme pubblicitarie sono sicuramente ancora vive e attive, ma oggi il web ci offre un’opportunità che i media tradizionali non riescono a raggiungere.

Parlo della profilazione dell’audience, l’esatta (o più esatta possibile) targettizzazione e l’inbound marketing (vedremo più tardi in che modo)

Oltre che costi davvero contenuti, rispetto ai media tradizionali.

2.1. Dal messaggio passivo all’inbound marketing

I media tradizionali, veicolano un messaggio, questo messaggio però è rivolto a tutti gli utenti di quel possibile veicolo.

Ad esempio, pensiamo agli spot pubblicitari. Di tutta quella pubblicità che “interrompe” la visione del nostro film, quanti spot sono davvero interessanti per noi?

Certo, oggi più di ieri, un minimo di targettizzazione in base ai programmi nei quali inserire i propri spot viene fatta.

Pensiamo ancora ai cartelloni pubblicitari per strada: quanti catturano davvero la nostra attenzione? E perché?

Certamente la loro funzione per quanto riguarda il riuscire ad imporsi nella mente del potenziale consumatore è ancora valida ed efficace.

Ma quanto spreco di risorse!

Vediamo invece le opportunità offerte dalla pubblicità online.

Prima di tutto – come ho già detto – riusciamo a definire meglio il nostro target, il cliente tipo, il cliente potenziale che ha già mostrato online un interesse verso il nostro prodotto o servizio.

Avendo costruito uno o più CLIENTI TIPO non ci resta che creare un messaggio specifico (copy), scegliere il social media giusto, e creare una pubblicità.

E come fa internet a capire a chi far vedere il mio messaggio e a chi no?

Facile! Quando noi navighiamo, lasciamo costantemente traccia nel web.

Questo oggi si verifica soprattutto per via dei cookie – vi lascio la definizione di Cookie di Wikipedia:

I cookie HTTP (più comunemente denominati cookie web, o per antonomasia cookie) sono un tipo particolare di magic cookie, una sorta di gettone identificativo, usato dai server web per poter riconoscere i browser durante comunicazioni con il protocollo HTTP usato per la navigazione web.

I cookie, e in particolare i cookie di terza parte, sono comunemente usati per memorizzare le ricerche di navigazione degli utenti […]

Così ad esempio Facebook, si è ormai consolidato come un potentissimo strumento pubblicitario.

Un accenno al funzionamento della pubblicità su Facebook puoi trovarlo in questo articolo.

Ti basta pensare a quando navighi su Facebook: che tipi di post sponsorizzati ti appaiono?

Ti sei mai accorto che se poco prima hai cercato su google “scarpe bianche marca xxx” subito dopo navigando su Facebook magicamente ti appare il post sponsorizzato di quella marca, con il medesimo modello di scarpe?

Ecco questo si avvicina molto all’inbound marketing:

Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. Con l’Inbound si passa dall’ Interruption al Permission Marketing: l’audience va conquistata fornendo contenuti interessanti e utili per il target di riferimento, non interrotta. (Wikipedia)

inboundnd vs outbound marketing immagine

Non mi soffermerò molto sull’inbound marketing, ma credo che sia un’attività vincente di marketing che non danneggia perché non disturba.

Permetti al tuo potenziale cliente di trovarti facilmente e contattarti.

Questo tipo di attività è perfettamente e “facilmente” realizzabile grazie al web e ai social media.

Ti riporto un esempio personale pratico. Ho gestito due diverse campagne pubblicitarie su Facebook per una stessa società con la quale collaboro. Quando ero connessa con il mio profilo personale, il post sponsorizzato di una delle due campagne mi “usciva” sempre, mentre l’altro mai.

Questo ovviamente, perché ero perfettamente in target con un post, mentre non rientravo nella profilazione dell’altro!

Riesci a comprendere le potenzialità della pubblicità su Facebook?

2.2. Il ROI nelle pubblicità online

Un altro importantissimo vantaggio nello scenario dei cambiamenti portati dal web marketing è il calcolo del ROI – cioè il ritorno sull’investimento.

Grazie alla pubblicità online – che sia sotto forma di banner, attraverso i social network o Google AdWords – riusciamo a verificare l’andamento della nostra pubblicità e eventualmente modificarla, grazie agli insights.

Riusciamo ad ottenere un monitoraggio continuo.

Ma c’è di più!

Possiamo creare dei post ottimizzati per ottenere una determinata azione, questa azione, in quanto tale, si trasformerà in qualcosa di tangibile e concreto: che siano leads (cioè contatti) o iscrizioni al nostro sito web o acquisti.

Tutto ciò rende la nostra pubblicità MISURABILE – Non è fantastico?

Certo, per tantissimi motivi è importante implementare e ponderare buone attività di web marketing – possibili soprattutto grazie all’avvento dei social media – ma non bisogna smettere di curare e prestare attenzione a tutte le azioni di marketing, anche quelle tradizionali.

2.3. Il passaparola

Citazione sul marketing del passaparola

Se sei un commerciante, un imprenditore o comunque gestisci un’attività conosci il potere del passaparola.

Da sempre. Anche prima dell’arrivo del web 2.0.

Amo fare esempi pratici.

Il passaparola prima:

Vado in un ristorante mangio benissimo lo dico a tutta la mia cerchia di amici, conoscenti, colleghi ecc.

Genero un passaparola positivo, lo consiglio e qualcuno dei miei amici andrà sicuramente in quel ristorante così il ristoratore, fornendo un buon servizio, avrà generato un processo che gli porta nuovi clienti.

Ovviamente se guardo a questo esempio, pensando a me come persona che genera il passaparola, la mia cerchia si aggirerà attorno a qualche decina (facciamo 15?) di persone.

Il passaparola oggi:

Vado in un ristorante, mangio benissimo, ancor prima di tornare a casa, già dal ristorante stesso vado nella pagina Facebook del locale e gli lascio una recensione con 5 stelle e tanti complimenti; non contenta vado su TripAdvisor e lascio un’altra splendida recensione; stessa cosa su Yelp.

Ma basta anche meno. Apro il mio profilo di Instagram e pubblico una bella foto, ricca di effetti, di un piatto che ho mangiato, inserisco il luogo dove ho scattato la foto, ci scrivo un bel post sul cibo e il servizio e la condivido contemporaneamente su Instagram e Facebook.

Bene. A questo punto, in pochissimi minuti, avrò generato un passaparola positivo in pochissimi minuti. Il mio post sarà visualizzato da migliaia di persone.

Tutto questo a patto che il ristorante abbia almeno una pagina su Facebook (lo do per scontato!)

Questo si traduce in tanta potentissima pubblicità online, gratuita.

Ora, viene da sé che il mio esempio è stato in positivo.

Ma la stessa cosa, lo stesso potente passaparola, può verificarsi anche in negativo.

Il segreto è ovviamente uno: offrire un ottimo prodotto e servizio e difficilmente i tuoi cliente genereranno passaparola negativo 🙂

Tuttavia può succedere e in quel caso bisogna cercare di moderare e poi recuperare, ma lo vedremo successivamente 😉

 

3. I Social media e la comunicazione politica

Come è facilmente immaginabile, anche nella comunicazione politica, i new media hanno portato ad un forte cambiamento.

Se prima potevamo assistere ed ascoltare il dibattito politico in modi limitati – ossia seguendo le tribune politiche in tv, attraverso i tg, o a livello locale partecipando attivamente – oggi anche il messaggio che la politica – i politici – vogliono veicolare è molto più diretto.

Prenderò come oggetto di spunto due strumenti in particolare:

3.1.Twitter

Per quanto riguarda i tweet, i politici italiani si sono dimostrati dei veri fanatici. 

Tweet di solidarietà – anche rivolti ad avversari politici, si pensi al malore di Pierluigi Bersani nel 2014. Ma anche nel più recente intervento chirurgico dell’attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. In questa occasione moltissimi politici hanno avuto modo di mostrare e comunicare la loro umanità.

Puoi guardare la foto gallery dei tweet in questo articolo di Rai News.

Attraverso i tweet avvengono spesso veri e propri dibattiti:

tweet dibattito tra Casini e Di Pietro

Spesso poi, grazie ai tweet abbiamo assistito a veri “scivoloni”– questo ci dimostra che i social media sono un’arma a doppio taglio per i politici, perché mostrano il lato più vero e verace del politico.

Tweet Renata Polverini

Il congiuntivo non considerato dalla Polverini…

Senza citare necessariamente i tweet di  Antonio Razzi, che lo hanno reso celebre (non tanto come politico quanto probabilmente come comico).

Ai fini della comunicazione politica i social media, e soprattutto Twitter, vanno considerati per la loro capacità di aggregazione, l’immediatezza del messaggio e la velocità di propagazione dei contenuti.

3.2. Blog

Parlando di blog e politica non si può fare a meno di menzionare il Blog di Beppe Grillo.

Oltre che una miniera d’oro” in termini di fatturato (proventi della pubblicità, generati dal traffico), è il primo strumento di propaganda del MoVimento 5 Stelle, il partito politico nato proprio dal comico e e dall’imprenditore del web Gianroberto Casaleggio.

Il punto sul quale voglio soffermarmi qui è proprio questo.

Grillo è riuscito a creare un partito politico grazie alla partnership con un imprenditore di strategie informatiche, cogliendo in pieno l’utilizzo dei social media nella comunicazione politica.

Per un approfondimento su Il ruolo dei Social Media nella comunicazione politica, vi invito a leggere questo articolo di Stefano Vanetti.

Riassumendo

Il ruolo dei Social Media ha assunto, ormai da anni un ruolo centrale e imprescindibile nella comunicazione.

Scegliere la giusta strategia per implementare una corretta e proficua comunicazione all’interno del vasto scenario – in special modo blog, social network, forum – è un compito che va ponderato e sul quale investire.

Che tu sia un imprenditore o un politico, prestare attenzione massima ad una comunicazione che oggi è dialogo.

La comunicazione della tua attività non è più unidirezionale e passiva per l’utente, ma esiste una partecipazione al dibattito che merita i tuoi investimenti, in termini di tempo, contenuti e denaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come funziona il Social Media Marketing con Facebook

 

Facebook marketing - logo

 

 

Molto spesso, mi capita di vedere approcci al Social media marketing completamente sbagliati.

Avendo io scelto di seguire questo percorso ho studiato e letto tantissima roba dei più famosi marketer.

Tutto utilissimo – avendo già una formazione in marketing “tradizionale“.

Ecco, ho capito una cosa: puoi avere tutte le nozioni possibili, conoscere le tecniche e il funzionamento degli strumenti, ma ogni attività è diversa e richiede una strategia specifica.

Fondamentalmente si tratta di effettuare dei test, fino ad arrivare alla strategia che è più calzante con l’attività, il target, la localizzazione dell’attività o azienda.

Facebook marketing

Oggi, più o meno tutti sappiamo che se si ha un’attività (negozio,ristorante, studio professionale, agenzia, ecc) è fondamentale essere presenti sul web in generale e sui social network in particolare.

Questo per almeno due ragioni:

  • L’immagine aziendale
  • Le possibilità di crescita del business che il web offre alle imprese di qualunque grandezza

Facebook è il social network più “popolato” e attivo.

Se hai un’attività – che sia un negozio, un’agenzia, uno studio professionale, ecc. – non puoi non avere una pagina ufficiale su Facebook. Se non ce l’hai stai perdendo delle opportunità. 

immagine social media

 

Superato questo primo “scoglio” della creazione della pagina, la diretta conseguenza dovrebbe essere: “E adesso cosa ci faccio?”

Bene!

Non ti servirà a nulla avere tanti like – quello che ti interessa è implementare la tua pagina Facebook in una strategia di marketing.

Cosa non serve e va evitato:

  1. Sarà inutile (e anche sbagliato da un punto di vista di marketing!) che tu (titolare dell’attività, dipendente o social media manager) inviti attraverso il tuo profilo personale le persone con cui sei in contatto in maniera random. In quel caso starai facendo solo SPAM, e tu non vuoi. 🙂
  2. Sarà inutile anche raccogliere, nei vari modi gratuiti disponibili, tanti like – che restano solo numeri – non in target e non interessati al tuo prodotto o servizio.

Cosa devi fare:

  1. Devi ragionare nell’ottica di strategia di marketing: definire l’obiettivo che vuoi raggiungere, trovare ed utilizzare gli strumenti che ti occorrono per raggiungerlo e il giusto investimento. 
  2. Trova materiali e studia se ti è possibile, altrimenti affidati un professionista che prepari per te una strategia, una campagna e ti faccia raggiungere gli obiettivi prefissati. Costruisci una campagna che generi leads – cioè contatti di qualità, interessati a te, alla tua azienda, al tuo prodotto; Trasforma i contatti in clienti.

Oramai tutti sanno – ma se non lo sai te lo dico io 🙂 – che soltanto il 2 – 3 % di tutti i fan di una pagina visualizza (parliamo di visualizzazione e basta!) il post di una pagina.

Se ad esempio hai 1000 fans, il tuo post, nella migliore delle ipotesi, verrà visto da circa 30 persone.

Di queste 30 persone, credi che siano tutte in target e interessate alla tua attività? Non credo.

Questo vuol dire che il tuo messaggio è quasi del tutto inutile!

Facebook è un’azienda

Se realizzi che Facebook è un’azienda e come tale vive di entrate generate dalla pubblicità – e ci vive alla grande – comprendi come funziona il Facebook marketing.

La nascita di strumenti professionali come il Power Editor, il Business Manager, Facebook Ads spiega tutto meglio.

Per questo Facebook darà priorità assoluta a chi investe (anche poco) per la sua pubblicità online, rispetto alle pagine senza pubblicità.

Sarò sincera, nonostante Facebook migliori di giorno in giorno per diventare sempre più fruibile dagli utenti, non sono sistemi così intuitivi e immediati.

Sopratutto c’è bisogno di tempo a disposizione per creare ed implementare le giuste campagne.

Perciò il mio consiglio è quello di rivolgerti ad un professionista, esperto di marketing e web, che ti aiuti.

Riassumendo

  • Crea almeno una pagina Facebook aziendale
  • Imposta una strategia e definisci degli obiettivi misurabili
  • Usa gli strumenti che Facebook mette a disposizione per creare campagne che ti portino clienti reali e non solo like

Contattami

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