Lo storytelling? Mira alle emozioni e sii sincero!

Il contenuto emozionale e lo storytelling

Il contenuto che arriva al cuore

Se sei un blogger, un web marketer o semplicemente una persona che utilizza il web per condividere il suo messaggio sai quanto sia importante il contenuto.

Siamo bombardati da messaggi, c’è un surplus di informazioni –  molto spesso anche errate – se sei consapevole di questo sei già ad un buon punto.

Perché se sei consapevole della quantità di contenuti ai quali sei esposto continuamente, avrai compreso quanto sia importante utilizzare un contenuto che “prevalga” su gli altri, che attiri l’attenzione dei tuoi lettori.

Quindi:

  • Se utilizzi il web – attraverso un sito web, i social network, un blog – per comunicare e spesso di conseguenza vendere, il contenuto emozionale, ovvero che causi emozioni è fondamentale. Solo così potrai raggiungere il tuo obiettivo e comunicare il tuo messaggio in maniera efficace, senza risultare ridondante.

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Lo storytelling

Che cos’è lo storytelling?

È una metodologia che usa la narrazione come mezzo creato dalla mente per inquadrare gli eventi della realtà e spiegarli secondo una logica di senso. L’atto del narrare, nello storytelling, si ritrova nell’esperienza umana e si può rappresentare in varie forme (individuali o collettive) che connettono pensiero e cultura. Soprattutto le emozioni dell’uomo – attraverso la narrazione – trovano il mezzo più efficace di espressione. Fonte: Wikipedia

Ok, questa è una definizione che spiega in termini e concetti più o meno complicati cosa sia lo storytelling.

Il punto però su cui mi voglio concentrare è uno:

Quando tu utilizzi il web per COMUNICARE, usa le tue emozioni.

Stai parlando di un servizio o un prodotto che vendi? Sii sincero, parla sinceramente di quello che ti suscita. In breve: Racconta una storia che coinvolga chi legge o interagisce con te.

Emozioni nello storytelling

La comunicazione efficace

Sicuramente ti sarà capitato spesso di essere attirato da un titolo, di averlo cliccato e di aver scoperto contenuti che non erano assolutamente coerenti con il titolo.

Ecco, questo non è storytelling e ad ogni modo non è quello che renderà la tua comunicazione efficace.

Purtroppo, non tutti settori ti permettono di sfruttare il fattore emozionale. E’ successo anche a me.

Ho messo su un blog – come spiego qui – nel quale l’idea di base era un blog di web marketing, che rappresenta il mio lavoro e la mia passione.

Il problema era che avevo paura che il blog, così come lo avevo pensato, diventasse un po’ troppo “asettico” e quindi che non mi avrebbe rappresentata, non ero io la “guru” di turno fredda e distante. Per questo ho optato poi per una sezione “Lifestyle&Co” , per poter avere anche uno spazio più frivolo e più emozionale.

Ho scritto un articolo sul tema del Social Media Management, che ho impostato come “principale”e puoi trovare qui.

Il risultato è stato un articolo che ha richiesto un grandissimo impegno da parte mia, ma il mio obiettivo è stato fin da subito quello di comunicare la mia conoscenza. Per questo motivo è “freddo”. Non traspare la mia passione per il lavoro e i risultati sono stati buoni, ma non ottimi.

Ho scritto poi – in realtà prima – un altro articolo su un libro che ho letto e soprattutto amato. Ho scritto un articolo per “vendere” questo libro in affiliazione, perciò anche in questo caso lo scopo ultimo non era “emozionare”. Il punto è che suscitando in me emozioni e passione, sono riuscita a metterli non solo dentro all’articolo, ma anche nel post utilizzato per generare traffico. Già dal titolo… Il riconoscimento delle anime.

Il risultato è stato di tante, tantissime visualizzazioni generate, un numero molto più alto della mia media giornaliera che oggi mi ha portato a quasi 10.000 visualizzazioni.

Puoi trovare l’articolo qui!

Lo storytelling nel marketing

Grazie a questa esperienza quindi, ho compreso l’importanza del fattore emozionale.

Perché tanti concetti puoi studiarli, ma li comprendi a pieno solo con l’esperienza.

Ho capito che anche se il web marketing – che è il mio settore e quello che devo “vendere” – può risultare poco emozionale io devo metterci me stessa, la mia passione, la mia storia. Usare ciò che fa di me quella che sono rendendomi unica – perché ognuno di noi è unico e irripetibile – e raccontarlo anche attraverso il mio lavoro.

Stesso principio nel mio lavoro di Social Media Manager per altre aziende – di settori più disparati. Non tutte vendono prodotti o servizi che mirano al cuore, perciò il mio lavoro è quello di individuare la giusta storia da raccontare che coinvolga gli utenti, valutare i valori aziendali e comunicarli con leggerezza (perché la comunicazione via Social deve essere “leggera”)

I segreti sono due:

  • immedesimarsi nell’interlocutore e chiedersi “cosa vorrei sentire riguardo a quello che sto proponendo?”e creare il contenuto di conseguenza
  • essere sinceri – sì perché nell’era nella quale viviamo, lo “stucchevole” non funziona più nel marketing (e neanche nella vita quotidiana) e poi la sincerità ti ripagherà sempre. Se sei sincero e trasparente si vede, si percepisce e ti premierà!

Utilizzare correttamente le tecniche di storytelling richiede astuzia, propensione al marketing, empatia… Ma non è impossibile, basta pensarci, anche semplicemente prima di un creare un post sulla tua pagina aziendale 🙂 Pensa qualche minuto in più al contenuto e a come strutturarlo.

Tell your story immagine

 

Lo Storytelling non è il raccontare storie o aneddoti, ma la creazione di rappresentazioni (testuali, visive, sonore, percettive) che un brand, un prodotto o servizio, una persona possono realizzare per emozionare e relazionarsi meglio con un pubblico  –  spiega Andrea Fontana che insegna Storytelling e narrazione d’impresa all’Università di Pavia  – Lo storytelling è la creazione di un universo narrativo da parte di un autore (marca, prodotto, o persona) che invita altri (clienti, consumatori, stakeholders) a partecipare a un destino 

Fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/13/news/storytelling_in_azienda-97981877/

Le landing pages: l’importanza di reperire contatti attraverso il web

Cosa vuol dire ottenere un contatto?

Durante il mio lavoro con le diverse società, dei diversi settori e di diverse ampiezze ho notato che non tutti percepiscono l’importanza di OTTENERE CONTATTI.

Sfugge il potenziale, che invece è di importanza definitiva.

Partiamo dal principio:

Qualunque sia il tuo settore o l’ampiezza della tua azienda, che tu sia un brand di rilevanza ormai conclamata o una startup di nicchia hai bisogno di fare marketing. 

Le attività di marketing rappresentano il cuore della tua attività.

Servono a:

  1. Far conoscere alla tua audience chi sei, cosa fai, il tuo prodotto o servizio
  2. Generare brand awarness ossia conoscenza del tuo brand, imporre te e la tua zienda nell’immaginario di un cliente potenziale
  3. Fidelizzare il cliente ottenuto 

citazione sul marketing

Voglio soffermarmi sul punto 3.

Ma prima, evito di dare per scontato quello che già dovresti sapere e lo ripeto.

Utilizzare il web per aumentare il tuo business

Non mi stancherò mai di ripeterlo:

Se hai degli account social – pagina Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn – relativi alla tua azienda, il tuo negozio, la tua attività e questi non generano nuovi CONTATTI stai sbagliando qualcosa e stai perdendo soldi.

Le attività di marketing che devi utilizzare variano da settore a settore, dalla geolocalizzazione, dal target.

Le sole attività online non bastano, a meno che la tua attività non sia esclusivamente via web.

Ma se non stai svolgendo nessuna attività online, se non hai neppure una pagina Facebook stai perdendo. Stai perdendo in termini di immagine, stai perdendo clienti… stai perdendo l’opportunità di far crescere il tuo business.

Allo stesso modo:

Se hai un sito web che aggiorni una volta l’anno, una pagina Facebook o Instagram gestita in maniera poco professionale (ad esempio con grafiche e copy che non rispettano i criteri basilari del marketing) e che attira l’attenzione dei tuoi soli parenti…. Stai perdendo!

Per approfondire puoi leggere questo articolo che ho scritto sul Facebook marketing.

web marketing, rete di contatti

Generare contatti col web – come e perché

Forse ti sarà capitato di notare che Facebook ti proponga di “sponsorizzare” un post della tua pagina.

Tu probabilmente avrai anche pensato di farlo e che fosse quindi facile.

Ti assicuro che non è così.

Ma in questo articolo il mio scopo non è quello di parlarti dell’attività che un Social Media Manager potrebbe offrirti e i vantaggi che ne ricaveresti, per cui vado oltre.

Quello che ti chiedo di pensare è:

Una volta che hai creato un post, magari ben fatto, paghi dei soldi (anche se pochi sono soldi!) e poi?

Come fai a misurare i risultati?

Ecco oggi ti svelerò il segreto dei contatti 🙂 

 

da contatti a clienti

Sei consapevole del valore di ogni singolo contatto per la tua azienda?

Sto parlando di contatti caldi, ovvero persone che in qualche misura hanno mostrato un interesse verso di te, verso il tuo prodotto o la tua azienda, ad esempio attraverso un commento in un tuo post di Facebook.

Bene! hai avuto il feedback che volevi pagando qualcosa su Facebook – e con un post ben creato, giusto target, giusto budget, ecc – ora?

Per te è fondamentale comunicare con questi contatti, perché sono POTENZIALI CLIENTI.

Per fare questo è fondamentale avere uno strumento:

Alla tua attività promozionale sui Social deve equivalere una landing page.

Ossia una pagina nella quale il contatto che ha mostrato interesse per il tuo post atterra.

Se interessato davvero non esiterà a lasciarti il suo contatto, lo scopo della landing page è infatti questo: far capire alla persona in modo più approfondito cosa puoi offrirgli e ottenere in cambio il suo contatto.

Su questo contatto potrai fare le tue attività di marketing – mail, newsletter, sms ecc – autorizzato dal contatto stesso, senza disperdere il tuo tempo e le tue risorse, ma facendo un’attività mirata!

Rifletti su questo aspetto del web marketing per le tue attività, è un consiglio.

Ricorda: tu vivi di clienti e non di like.

Fidelizzare i clienti

Una volta che tu avrai il contatto del cliente – potenziale o che ha già effettuato un acquisto da te – potrai utilizzare il suo contatto per fidelizzarlo ad esempio riservando per lui speciali offerte, che guarda un po’…. puoi comunicare attraverso il contatto.

Devi far capire che il suo contatto e i suoi dati per te sono “preziosi”.

Quindi,

Lo scopo primario delle attività di web marketing – che vanno ponderate ed integrate con le attività di marketing offline – è quello di generare contatti caldi ovvero contatti di persone che mostrano un interesse verso di te potrebbero diventare tuoi clienti.

Calibra le tue attività online in base ai contatti che generi e vedrai risultati concreti e misurabili.

E i tuoi investimenti pubblicitari avranno un senso.

 

Ecco perché NON odio Chiara Ferragni

Storie di principesse contemporanee

Siamo agli inizi di maggio, concerto di Fedez all’Arena di Verona.

Migliaia di fan. Luci basse, una bambina va dalla sua fidanzata Chiara Ferragni e la accompagna sul palco.

Fedez le canta una canzone e poi s’inginocchia e con una scatolina in mano, le chiede di  sposarlo.

Tutto questo live su RTL 102.5.

Una favola moderna.

Ora: un gesto così plateale è ovviamente soggetto a innumerevoli chiacchiere da web.

Ovvio! La coppia è nata e cresciuta praticamente sotto la “luce” costante dei social media.

Ad ogni modo, indipendentemente da questo episodio, altro è avvenuto nei giorni in cui Chiara Ferragni festeggiava il suo trentesimo compleanno.

Ecco se devo essere sincera quello che di più mi ha colpito in questi giorni è stata la durata dei suoi festeggiamenti (circa una settimana!).

Il fatto che lei abbia affittato un Frecciarossa Trenitalia Milano – Venezia per i suoi ospiti (non so se ci rendiamo conto!)

Il suo successo. Punto.

Chiara Ferragni compleanno Trenitalia

Chiara Ferragni ce l’ha fatta

Già. Chiara Ferragni, una mia coetanea, è una ragazza che ce l’ha fatta.

In questi giorni, ma non solo in questi mi è capitato di leggere di tutto.

Quello che proprio non comprendo è la critica al modello, spesso indicato come negativo, di Chiara.

Non credo che tutte le ragazze dai 15 ai 30 debbano aspirare a diventare fashion blogger, questo no!

Dico invece che qualunque “bambina” abbia il diritto e il dovere di aspirare al successo.

Di porsi degli obiettivi e di lavorare sodo per raggiungerli.

The Blonde Salad

Se facciamo un bilancio veloce sull’attività di Chiara Ferragni ci rendiamo conto di quanto davvero abbia costruito.

Lancia il suo fashion blog “The Blonde Salad”8 anni fa. In un’epoca nella quale non era ancora una professione se non per pochissimi. Oggi la sua azienda dà lavoro a circa una ventina di persone, età media 28 anni. Ha un marchio di scarpe ed è in procinto di aprire il suo monomarca a Milano.

Oggi vanta un fatturato di 20 milioni di Euro.

Quindi mi domando? Per quale motivo non dovrebbe essere un modello più che positivo?

Lei è un modello di successo, una donna di 30 anni che ha costruito un impero.

Fa il suo lavoro. Ma credo che ognuna di noi debba guardare con ammirazione alla sua caparbietà. Ognuna di noi deve cercare con tutta se stessa di eccellere in quello che ha scelto di fare.

Ognuna di noi deve domandarsi “Chi sono?” – “Chi voglio essere?” e lottare, studiare e lavorare per diventarlo.

Non concentriamoci sui suoi capelli sempre perfetti, oppure sì!

Perché se per te è importante avere sempre i capelli perfetti, dovresti vivere una vita che ti permette di avere cura dei tuoi capelli.

Così come non è necessario vivere in affanno se abbiamo bisogno di relax.

Dobbiamo solo scegliere chi vogliamo essere e avere il coraggio di diventarlo.

Certo nella vita ci vuole anche fortuna e quella di Chiara Ferragni ha un nome e cognome: Riccardo Pozzoli, l’uomo che sta dietro. Co-fondatore e socio oltre che ex fidanzato di Chiara.

Sicuramente le sue intuizioni sono state giuste, ma anche lei ha fatto il suo. Non dimentichiamo che Chiara è laureata in Bocconi e ben presto terrà una lezione ad Harvard – dove già è stata in visita- sull’impero costruito partendo dal suo blog.

Gli scheletri nell’armadio – Diavoletta87

Qualche giorno fa Dagospia, cioè lo strumento di informazione online che si occupa di retroscena, ha pubblicato un articolo un po’inquietante sul passato di Chiara come ‘Diavoletta87’, riassunto così:

QUANDO CHIARA FERRAGNI ERA UNA TRUZZA CHE PUBBLICAVA I SUOI SUBLIMI PENSIERI DIETRO IL NICKNAME ‘DIAVOLETTA87’: ‘NN SOPPORTO L’IPOKRISIA DELLE ZIEE, I REGALINI DI MERDA PER DIMOSTRARMI AFFETTO INESISTENTE…NATALE, LA FESTA DELLA SKIFEZZA. HO FATTO I KOLPI DI SOLE, ORA HO TROPPI SKLERI. BELLA ST.MORITZ, A KASA DI QUELLA TROIA DI SUANNE’ – FINO ALL’INCONTRO CON RICCARDO, IL FIDANZATO CHE LA DE-BURINIZZA E CREA IL PERSONAGGIO

immagine di Chiara Ferragni truzza

Questo a mio avviso però l’ha solo resa più “umana”.

Più vicina a noi, NO FASHION BLOGGER, perché tutte abbiamo un passato che ci fa sorridere e un pò vergognare. se ripenso ai miei di nickname, oppure alle scarpe ridicole che indossavo un periodo…

Ma soprattutto questo fa meglio comprendere come e quanto abbia lavorato su se stessa, fino a diventare un brand umano, nonché la musa di Hermés. 🙂

Detto questo, credo che il web e la tv siano pieni di modelli sbagliati…. Ma non venitemi a dire che Chiara Ferragni sia uno di questi!

 

 

 

Il mondo dei coupon: sfruttare il web marketing per portare nuovi clienti in negozio!

I coupon, ossia i buoni sconto, che le attività – negozi, studi professionali, centri estetici ecc ecc- mettono a disposizione dei clienti, rappresentano un ottimo metodo per raggiungere nuovi clienti.

Ovviamente la creazione dei coupon deve essere integrata all’interno di una strategia di marketing completa.

Chi di voi non ha mai utilizzato un coupon, ad esempio su Groupon?

Io personalmente ne faccio ampio utilizzo.

Come me, milioni di persone, ogni giorno sfruttano il web per cogliere occasioni imperdibili.

La dimostrazione è la nascita di decine di piattaforme web di raccolta di coupon.

I coupon come strategia di web marketing

Mettere a disposizione dei coupon, cioè dei buoni sconto è una scelta buona e giusta 🙂

Se hai deciso di sfruttare le potenzialità del web raggiungere nuovi clienti, integrare il piano marketing con la creazione di un coupon è una scelta di grande interesse per diversi motivi:

  1. Proporre un prodotto o un servizio ad un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato, porta tanti nuovi clienti direttamente nel tuo punto vendita. Ovviamente questo comporta un “sacrificio”in termini di fatturato, che tuttavia verrà ampiamente ripagato con l’acquisizione di nuovi clienti.
  2. Se scegliete la piattaforma giusta, vi basterà creare il coupon, cioè comunicare il tipo di sconto e il prodotto o servizio e al resto penserà la piattaforma stessa. Inoltre, ad esclusione di Groupon, le altre piattaforme sono davvero economiche.
  3. E’un’attività di marketing diretta al cliente. Non si tratta di pubblicità passiva, ma di uno strumento che attiva una “conversione”. Il cliente spinto dal grande sconto, dall’occasione, eseguirà un’azione; verrà direttamente nel tuo punto vendita.
  4. E’un metodo remunerativo, qualora si disponesse di importanti giacenze di magazzino.

E’chiaro che bisogna scegliere con attenzione la piattaforma alla quale affidare il proprio coupon, Groupon è molto costoso, è ovviamente una garanzia, ma non tutte le attività hanno la forza di sostenere questo tipo di pubblicità.

Si tratta soltanto di un investimento e “lead generation”(cioè generazione di contatti) e non è poco, ma i guadagni sono nulli.

Altrettanto importante è creare un buono che rappresenti VALORE REALE per il potenziale cliente.

Mi spiego meglio con un esempio:

Se sono un parrucchiere e voglio ampliare la mia clientela creerò un coupon. Conoscendo bene i prezzi di mercato e il mercato stesso so che riuscire a “spostare” una cliente fidelizzata richiede uno sforzo.

Così dovrei proporre taglio + colore ad un prezzo davvero basso, che attivi un cambiamento nella cliente potenziale.

Così per tutti gli altri settori.

PER ATTIVARE UN’AZIONE – UNA CONVERSIONE – DA CLIENTE POTENZIALE A CLIENTE DEVI OFFRIRE QUALCOSA DI VALORE REALE PER IL CLIENTE.

lead magnet immagine

E’del tutto inutile creare un coupon per vendere un prodotto a 15€ anziché 20. Questo non rappresenta un’azione di marketing di valore, anzi è anche controproducente!

Offrire un prodotto a metà prezzo oppure un pacchetto convenienza, che sia conveniente davvero sì!

Ovviamente – e questo è molto importante – non si tratta di svendere il proprio prodotto o servizio – ma si tratta di una vera e propria azione di marketing.

E’il principio dell’acquisizione clienti.

La strategia fondamentale del web marketing è questa: offrire gratuitamente prodotti di valore, per generare contatti e trasformali poi in clienti.

Qualsiasi marketer ti dirà la stessa cosa.

Bene! Con i coupon il principio è lo stesso – è un lead magnet – una calamita per nuovi clienti.

Sì ma quale piattaforma scegliere?

Per motivi di lavoro, sono venuta in contatto con Il Tagliaprezzo.

Vi racconto brevemente la storia.

Il Tagliaprezzo nasce come raccolta di coupon cartacea in Abruzzo (la mia terra!) nel 2013, anno in cui il marchio è stato registrato.

Il giornale – raccoglitore veniva poi distribuito gratuitamente nelle città.

Oggi la società ha deciso però di fare un’evoluzione.

Abbandonare la “carta” e trasferire il portale online.

In tal modo, utilizzando i giusti strumenti, non esistono più vincoli territoriali.

Basta che un commerciante inserisca il buono, non importa dove si trovi l’attività, grazie agli strumenti e gli esperti di marketing, il coupon raggiungerà i suoi potenziali clienti! 

Puoi inserire il tuo coupon iscrivendoti qui.

coupon immagine

Perché scegliere Il Tagliaprezzo?

Ho scelto di consigliarvi questa piattaforma per diversi motivi.

Innanzitutto perché, visto il passaggio da cartaceo a web, può essere considerata una startup e come tale offre numerosi vantaggi:

  • Inserimento totalmente gratuito per il primo mese, senza vincoli.
  • Il prezzo molto basso, 10 euro a coupon/mese per il periodo successivo al mese di prova.
  • La filosofia aziendale “green”: nessun utilizzo della carta, il coupon viene scaricato dall’utente sul proprio smartphone o tablet direttamente dal sito web, senza necessità di essere stampato. Questo perché il prezzo non varia in base al numero di coupon perciò non c’è necessità di riscontro. Il riscontro lo ha il negoziante (imprenditore, professionista ecc) con l’acquisizione del cliente.

Conclusioni

Come strategia di web marketing ritengo l’utilizzo di buoni sconto un ottimo strumento per generare nuovi clienti, purché il coupon si ben progettato e rappresenti valore reale per il cliente.

Se vuoi inserire il tuo coupon gratuitamente non perdere questa occasione.

Clicca qui e inserisci il tuo coupon.

Se vuoi ricevere una consulenza per il web marketing della tua azienda scrivimi!

 

 

 

 

La rivoluzione dei Social Media: tutti i cambiamenti avvenuti dai rapporti interpersonali alla comunicazione aziendale

In questo articolo parlerò dei cambiamenti portati dai Social Media nella comunicazione, in particolare:

  1. La comunicazione nel web 2.0
  2. I Social media nel marketing
  3. I Social Media e la comunicazione politica

 

Iniziamo subito con la definizione di Social Media, premettendo che non esiste una definizione univoca, tuttavia utilizzerò quella suggerita da Wikipedia.

Social media, è un termine generico che indica tecnologie e pratiche in rete che le persone adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio.

I professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein hanno definito i media sociali come un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del Web 2.0, che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti.

1.La comunicazione nel web 2.0

1.1. Primo forte cambiamento: dal monologo al dialogo

Nei media tradizionali – come tv, radio, giornali, riviste – la comunicazione avviene da una fonte ad una molteplicità.

immagine, rappresentazione della comunicazione nei media tradizionali

 

Il più importante cambiamento, quello più radicale riguarda la comunicazione, che diventa dialogo. 

Nei social media infatti, il punto cardinale è la condivisione. 

L’utente fruitore di contenuti ed informazione diventa esso stesso editore – è il caso ad esempio dei blog.

L’informazione è democratizzata. La possibilità di replica, il contraddittorio, il non dover subire informazioni passivamente, l’avere la possibilità di dibattito e confronto è tutto quello che mi ha fatto “innamorare” dei Social media.

Il dialogo nella comunicazione web 2.0 - Social Media

Questo aspetto ovviamente ha avuto e continuerà ad avere importantissime ripercussioni in ogni aspetto della nostra vita: dalla politica al marketing aziendale alle relazioni interpersonali.

1.2. Gli strumenti a disposizione della comunicazione

Come già detto, i social media sono un modo per condividere strumenti con un vasto pubblico.

I social media sono dunque il veicolo, il softwere, all’interno di esso troviamo poi le strutture e reti sociali, dove gli utenti si uniscono e condividono i propri contenuti.

Un esempio banale:

Nella comunicazione tradizionale abbiamo i mass media come tv, radio, cinema, riviste ecc, questi sono dei veicoli d’informazione.

Ci sono poi gli strumenti utilizzati dai mass media come tg, dibattiti, programmi tv o radio, film, documentari.

I social media:

Secondo la definizione di Wikipedia:

I social media possono assumere differenti forme, che possono essere raggruppate in 13 categorie:

  • Blog
  • business network (network professionali)
  • collaborative project
  • enterprise social network (network aziendali)
  • Forum Internet
  • microblog
  • photo sharing
  • review di prodotti/servizi
  • social bookmarking
  • social gaming
  • social network
  • video sharing
  • virtual world (realtà virtuali)

 

Bene, a questo punto va chiarito che i Social network rappresentano uno strumento all’interno dei social media. Le due espressioni quindi, non coincidono. 

Per comprendere meglio cosa siano i social network – ovvero reti sociali – utilizzerò la definizione di Treccani, poiché la ritengo esaustiva:

Con l’espressione social network si identifica un servizio informatico on line che permette la realizzazione di reti sociali virtuali. Si tratta di siti internet o tecnologie che consentono agli utenti di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro.Generalmente i s. n. prevedono una registrazione mediante la creazione di un profilo personale protetto da password e la possibilità di effettuare ricerche nel database della struttura informatica per localizzare altri utenti e organizzarli in gruppi e liste di contatti. Le informazioni condivise variano da servizio a servizio e possono includere dati personali, sensibili (credo religioso, opinioni politiche, inclinazioni sessuali ecc.) e professionali.Sui s. n. gli utenti non sono solo fruitori, ma anche creatori di contenuti. La rete sociale diventa un ipertesto interattivo tramite cui diffondere pensieri, idee, link e contenuti multimediali.

Riassumendo: all’interno di queste reti sociali ciascun individuo è collegato ad altri, condivide contenuti di interesse comune, interagisce e partecipa al dialogo.

 

la rete sociale

L’avvento dei social media ha cambiato e sta cambiando moltissimo a livello di comunicazione interpersonale.

Pensiamo alle chat e video chat e tutti i servizi di messaggistica istantanea e gratuita come WhatsApp utilizzato da più di un miliardo di utenti in 180 paesi del mondo.

Esempio pratico del progresso:

Vi faccio un esempio pratico, proprio qualche giorno fa, ho contattato via mail un commerciante cinese, per un business per un mio cliente, in pochissime ore mi ha risposto e la sua risposta è stata “Do you have Whatsapp?”

Proprio così, delle trattative commerciali (importanti!) con un commerciante cinese, risolte in pochissimi e voloci messaggini su WhatsApp!

Io lo trovo straordinario, eppure è ormai la normalità.

Pensiamo allo stesso tipo di comunicazione qualche anno fa, non tantissimi… In che modo avresti potuto contattare un imprenditore cinese? Attraverso quale mezzo ci avresti comunicato?

2. I Social media nel marketing

Vediamo adesso alcuni dei cambiamenti che i social media hanno apportato nel marketing, soprattutto nella pubblicità e nella comunicazione aziendale.

Innanzitutto classifichiamo le forme di pubblicità “tradizionali”:

  • Tv (spot video pubblicitari)
  • Radio
  • Volantini
  • Brochure
  • Porta a porta
  • Inserzioni su giornali e riviste
  • Cartelloni
  • Fiere e manifestazioni
  • Telefono

Tutte queste forme pubblicitarie sono sicuramente ancora vive e attive, ma oggi il web ci offre un’opportunità che i media tradizionali non riescono a raggiungere.

Parlo della profilazione dell’audience, l’esatta (o più esatta possibile) targettizzazione e l’inbound marketing (vedremo più tardi in che modo)

Oltre che costi davvero contenuti, rispetto ai media tradizionali.

2.1. Dal messaggio passivo all’inbound marketing

I media tradizionali, veicolano un messaggio, questo messaggio però è rivolto a tutti gli utenti di quel possibile veicolo.

Ad esempio, pensiamo agli spot pubblicitari. Di tutta quella pubblicità che “interrompe” la visione del nostro film, quanti spot sono davvero interessanti per noi?

Certo, oggi più di ieri, un minimo di targettizzazione in base ai programmi nei quali inserire i propri spot viene fatta.

Pensiamo ancora ai cartelloni pubblicitari per strada: quanti catturano davvero la nostra attenzione? E perché?

Certamente la loro funzione per quanto riguarda il riuscire ad imporsi nella mente del potenziale consumatore è ancora valida ed efficace.

Ma quanto spreco di risorse!

Vediamo invece le opportunità offerte dalla pubblicità online.

Prima di tutto – come ho già detto – riusciamo a definire meglio il nostro target, il cliente tipo, il cliente potenziale che ha già mostrato online un interesse verso il nostro prodotto o servizio.

Avendo costruito uno o più CLIENTI TIPO non ci resta che creare un messaggio specifico (copy), scegliere il social media giusto, e creare una pubblicità.

E come fa internet a capire a chi far vedere il mio messaggio e a chi no?

Facile! Quando noi navighiamo, lasciamo costantemente traccia nel web.

Questo oggi si verifica soprattutto per via dei cookie – vi lascio la definizione di Cookie di Wikipedia:

I cookie HTTP (più comunemente denominati cookie web, o per antonomasia cookie) sono un tipo particolare di magic cookie, una sorta di gettone identificativo, usato dai server web per poter riconoscere i browser durante comunicazioni con il protocollo HTTP usato per la navigazione web.

I cookie, e in particolare i cookie di terza parte, sono comunemente usati per memorizzare le ricerche di navigazione degli utenti […]

Così ad esempio Facebook, si è ormai consolidato come un potentissimo strumento pubblicitario.

Un accenno al funzionamento della pubblicità su Facebook puoi trovarlo in questo articolo.

Ti basta pensare a quando navighi su Facebook: che tipi di post sponsorizzati ti appaiono?

Ti sei mai accorto che se poco prima hai cercato su google “scarpe bianche marca xxx” subito dopo navigando su Facebook magicamente ti appare il post sponsorizzato di quella marca, con il medesimo modello di scarpe?

Ecco questo si avvicina molto all’inbound marketing:

Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. Con l’Inbound si passa dall’ Interruption al Permission Marketing: l’audience va conquistata fornendo contenuti interessanti e utili per il target di riferimento, non interrotta. (Wikipedia)

inboundnd vs outbound marketing immagine

Non mi soffermerò molto sull’inbound marketing, ma credo che sia un’attività vincente di marketing che non danneggia perché non disturba.

Permetti al tuo potenziale cliente di trovarti facilmente e contattarti.

Questo tipo di attività è perfettamente e “facilmente” realizzabile grazie al web e ai social media.

Ti riporto un esempio personale pratico. Ho gestito due diverse campagne pubblicitarie su Facebook per una stessa società con la quale collaboro. Quando ero connessa con il mio profilo personale, il post sponsorizzato di una delle due campagne mi “usciva” sempre, mentre l’altro mai.

Questo ovviamente, perché ero perfettamente in target con un post, mentre non rientravo nella profilazione dell’altro!

Riesci a comprendere le potenzialità della pubblicità su Facebook?

2.2. Il ROI nelle pubblicità online

Un altro importantissimo vantaggio nello scenario dei cambiamenti portati dal web marketing è il calcolo del ROI – cioè il ritorno sull’investimento.

Grazie alla pubblicità online – che sia sotto forma di banner, attraverso i social network o Google AdWords – riusciamo a verificare l’andamento della nostra pubblicità e eventualmente modificarla, grazie agli insights.

Riusciamo ad ottenere un monitoraggio continuo.

Ma c’è di più!

Possiamo creare dei post ottimizzati per ottenere una determinata azione, questa azione, in quanto tale, si trasformerà in qualcosa di tangibile e concreto: che siano leads (cioè contatti) o iscrizioni al nostro sito web o acquisti.

Tutto ciò rende la nostra pubblicità MISURABILE – Non è fantastico?

Certo, per tantissimi motivi è importante implementare e ponderare buone attività di web marketing – possibili soprattutto grazie all’avvento dei social media – ma non bisogna smettere di curare e prestare attenzione a tutte le azioni di marketing, anche quelle tradizionali.

2.3. Il passaparola

Citazione sul marketing del passaparola

Se sei un commerciante, un imprenditore o comunque gestisci un’attività conosci il potere del passaparola.

Da sempre. Anche prima dell’arrivo del web 2.0.

Amo fare esempi pratici.

Il passaparola prima:

Vado in un ristorante mangio benissimo lo dico a tutta la mia cerchia di amici, conoscenti, colleghi ecc.

Genero un passaparola positivo, lo consiglio e qualcuno dei miei amici andrà sicuramente in quel ristorante così il ristoratore, fornendo un buon servizio, avrà generato un processo che gli porta nuovi clienti.

Ovviamente se guardo a questo esempio, pensando a me come persona che genera il passaparola, la mia cerchia si aggirerà attorno a qualche decina (facciamo 15?) di persone.

Il passaparola oggi:

Vado in un ristorante, mangio benissimo, ancor prima di tornare a casa, già dal ristorante stesso vado nella pagina Facebook del locale e gli lascio una recensione con 5 stelle e tanti complimenti; non contenta vado su TripAdvisor e lascio un’altra splendida recensione; stessa cosa su Yelp.

Ma basta anche meno. Apro il mio profilo di Instagram e pubblico una bella foto, ricca di effetti, di un piatto che ho mangiato, inserisco il luogo dove ho scattato la foto, ci scrivo un bel post sul cibo e il servizio e la condivido contemporaneamente su Instagram e Facebook.

Bene. A questo punto, in pochissimi minuti, avrò generato un passaparola positivo in pochissimi minuti. Il mio post sarà visualizzato da migliaia di persone.

Tutto questo a patto che il ristorante abbia almeno una pagina su Facebook (lo do per scontato!)

Questo si traduce in tanta potentissima pubblicità online, gratuita.

Ora, viene da sé che il mio esempio è stato in positivo.

Ma la stessa cosa, lo stesso potente passaparola, può verificarsi anche in negativo.

Il segreto è ovviamente uno: offrire un ottimo prodotto e servizio e difficilmente i tuoi cliente genereranno passaparola negativo 🙂

Tuttavia può succedere e in quel caso bisogna cercare di moderare e poi recuperare, ma lo vedremo successivamente 😉

 

3. I Social media e la comunicazione politica

Come è facilmente immaginabile, anche nella comunicazione politica, i new media hanno portato ad un forte cambiamento.

Se prima potevamo assistere ed ascoltare il dibattito politico in modi limitati – ossia seguendo le tribune politiche in tv, attraverso i tg, o a livello locale partecipando attivamente – oggi anche il messaggio che la politica – i politici – vogliono veicolare è molto più diretto.

Prenderò come oggetto di spunto due strumenti in particolare:

3.1.Twitter

Per quanto riguarda i tweet, i politici italiani si sono dimostrati dei veri fanatici. 

Tweet di solidarietà – anche rivolti ad avversari politici, si pensi al malore di Pierluigi Bersani nel 2014. Ma anche nel più recente intervento chirurgico dell’attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. In questa occasione moltissimi politici hanno avuto modo di mostrare e comunicare la loro umanità.

Puoi guardare la foto gallery dei tweet in questo articolo di Rai News.

Attraverso i tweet avvengono spesso veri e propri dibattiti:

tweet dibattito tra Casini e Di Pietro

Spesso poi, grazie ai tweet abbiamo assistito a veri “scivoloni”– questo ci dimostra che i social media sono un’arma a doppio taglio per i politici, perché mostrano il lato più vero e verace del politico.

Tweet Renata Polverini

Il congiuntivo non considerato dalla Polverini…

Senza citare necessariamente i tweet di  Antonio Razzi, che lo hanno reso celebre (non tanto come politico quanto probabilmente come comico).

Ai fini della comunicazione politica i social media, e soprattutto Twitter, vanno considerati per la loro capacità di aggregazione, l’immediatezza del messaggio e la velocità di propagazione dei contenuti.

3.2. Blog

Parlando di blog e politica non si può fare a meno di menzionare il Blog di Beppe Grillo.

Oltre che una miniera d’oro” in termini di fatturato (proventi della pubblicità, generati dal traffico), è il primo strumento di propaganda del MoVimento 5 Stelle, il partito politico nato proprio dal comico e e dall’imprenditore del web Gianroberto Casaleggio.

Il punto sul quale voglio soffermarmi qui è proprio questo.

Grillo è riuscito a creare un partito politico grazie alla partnership con un imprenditore di strategie informatiche, cogliendo in pieno l’utilizzo dei social media nella comunicazione politica.

Per un approfondimento su Il ruolo dei Social Media nella comunicazione politica, vi invito a leggere questo articolo di Stefano Vanetti.

Riassumendo

Il ruolo dei Social Media ha assunto, ormai da anni un ruolo centrale e imprescindibile nella comunicazione.

Scegliere la giusta strategia per implementare una corretta e proficua comunicazione all’interno del vasto scenario – in special modo blog, social network, forum – è un compito che va ponderato e sul quale investire.

Che tu sia un imprenditore o un politico, prestare attenzione massima ad una comunicazione che oggi è dialogo.

La comunicazione della tua attività non è più unidirezionale e passiva per l’utente, ma esiste una partecipazione al dibattito che merita i tuoi investimenti, in termini di tempo, contenuti e denaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Igers: chi sono e cosa fanno su Instagram

 

Immagine citazione sulla fotografia

 

 

 

Anche tu sei un fan del social network fotografico Instagram?

Se ti incuriosisce o ti affascina il mondo di Instagram, puoi leggere l’articolo Conoscere Instagram per fare business.

Oggi però ti parlo di una categoria ben definita, quella dei cosidetti Igers

Vi sarà certamente capitato, di notare tanti account su Instagram, di ragazzi e ragazze con migliaia di followers.

Se vuoi sapere come ottenere tanti followers e un buon engagement, puoi leggere questo articolo.

Oggi invece vi racconto proprio chi sono questi Igers.

Letteralmente gli igers, non sono altro che gli utenti attivi di Instagram: non hanno un blog (non necessariamente), non sono personaggi famosi o popolari, almeno non provengono dai media tradizionali eppure sono molto popolari sul social network fotografico.

Non sono neppure fotografi professionisti (molto più spesso si tratta di una passione).

Per capire meglio le dinamiche di questo fenomeno ho intervistato due ragazze, due super igers, che mi hanno raccontato come hanno raggiunto questi risultati e quali vantaggi hanno ottenuto grazie ai loro account Instagram.

Si tratta di Clarissa

foto clarissa
@clarybnm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

e Gessica,

foto Gessica
@gessicatrifilio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due profili che adoro per motivi diversi: di Clarissa amo l’interpretazione dei suoi selfie 🙂 e i post quotes; di Gessica l’ironia e le foto della bellissima terra nella quale vive – la Calabria -, inoltre da brava iger “attiva”i suoi post sono sempre estremamente informativi… 🙂

Iniziamo con Clarissa:

Io: Ciao Clary… Presentati! (ahahahah rido perché in realtà ci conosciamo bene e siamo amiche!)

C: Ciao sono Clarissa! Clarybnm su Instagram! Ho 30 anni sono una mamma e studentessa di giurisprudenza! Vivo a l’Aquila praticamente da sempre anche se sono originaria di Pescara!

Io: Quanti follower hai su Instagram?

C: ho circa 28 mila follower su Instagram (sono felice che mi seguano ma sinceramente non so dove portarli 😉 )

IoCome ti sei avvicinata a questo social network fotografico e perché?

C: Mi sono avvicinata a questo social per curiosità non sapendo inizialmente neanche come funzionasse! Poi ho scoperto che le mie foto piacevano, che non ero così male come pensavo e che magari qualcuno trovava interessante quanto avevo da dire! E così è stato un ottimo rimedio contro la mia bassa autostima!!!!

(Puoi trovare il corso di cui Gessica parla cliccando qui)

Io: Dalla tua popolarità su Instagram hai ottenuto lavori, collaborazioni, o altri tipi di vantaggi? Se si quali?

C: Ho ottenuto richieste di collaborazioni da piccoli brand di accessori e abbigliamento! Ho accettato con piacere ma non ho mai chiesto soldi per pubblicizzare alcun articolo! È stato semplicemente un gioco divertente!

Attualmente oltre a piccole richieste per collaborazioni spesso ricevo richieste di gestione pagine social e ad oggi lo faccio come “lavoro” per un negozio della mia città (SagapoBio di L’Aquila)

IoQuali sono gli account ai quali ti ispiri per curare il tuo profilo? 

C: Sinceramente non mi ispiro ad alcun profilo ne a personaggi in particolare! Sono me stessa nella mia quotidianità e magari sono seguita proprio per questo perché sono quel “nessuno” in cui tanti si rispecchiano!

IoQuanto tempo al giorno dedichi al tuo account di Instagram? Ti piace piace più fotografare o essere fotografata?

C:  Dipende dal mio umore e dagli impegni! Ci sono giorni in cui mi dimentico anche della sua esistenza ed altri in cui potrei passarci anche due ore consecutive!

Adoro fotografarmi e fotografare! Sono troppo timida per permettere a qualcun altro di farlo al posto mio! SELFIE tutta la vita😂!

Grazie Clary, I love you 🙂

 

 

Immagine account Instagram Clarissa
Segui Clarissa su Instagram @clarybnm

 

Adesso invece conosciamo meglio Gessica.

Io: Ciao Gessica! Che fai nella vita?

G: Al di fuori di Instagram lavoro come cameriera. Non ho voluto continuare gli studi all’università subito dopo aver finito la ragioneria  perché avevo bisogno di soldi principalmente anche se è stato difficile per me trovare lavoro nel paese in cui vivo😊..  anche se il mio sogno era quello di  seguire corsi per la fotografia. Ma spero che un giorno io possa coronorare questo sogno..

Io: Quanti followers hai su Instagram?

G: Attualmente su Instagram sono seguita da 14.688 follower  e sono contenta che ho questo seguito perché capisco che ciò che pubblico piace!

Io: Come ti sei avvicinata a questo social network fotografico e perché?

G: Ero già registrata su Instagram da tanti anni.. l’anno scorso girando su Facebook ho visto un post di un corso per Instagram e siccome mi piaceva questo mondo e mi piace la fotografia ho comprato il corso e ho iniziato a capire un po’ di più di questo mondo.. sono migliorata sicuramente in un anno e continuerò a migliorarmi..

Io: Dalla tua popolarità su Instagram hai ottenuto lavori, collaborazioni, o altri tipi di vantaggi? Se si quali?

G: Ho ottenuto molte collaborazioni in questo ultimo periodo alcune di queste erano aziende di orologi, occhiali oppure prodotti per la pelle.. mi hanno anche mandato dei voucher per un viaggio pagato dall’azienda che farò ad ottobre!

Io: Wow! Quali sono gli account ai quali ti ispiri per curare il tuo profilo? 

G: Non c’è un profilo specifico al quale mi ispirò. . Ciò che pubblico e le foto che faccio provengono tutte dalla mia testa.. quando so che devo fare una collaborazione ho già in mente come la devo pubblicare.

Io: Cosa pensi piaccia ai tuoi followers del tuo profilo (visto l’alto engagement?)

G: Ciò che piace ai miei follower sono sicuramente le foto, poi come descrivo i prodotti e soprattutto il mio sarcasmo nel fare le battute tipo sulla giornata.. non sono una persona impostata parlo come parlerei ad una mia amica 😁

Io: Dove speri ti porterà il tuo profilo Instagram?

G: Guarda, oltre al mio sogno da fotografa mi piacerebbe avere un mio marchio di moda!

Grazie Gessica, te lo auguro di cuore 🙂 

Immagine account Instagram Gessica
Segui @gessicatrifilio

Riassumendo:

Queste due splendide Igers, come tante altre, sono semplicemente delle ragazze che amano prendersi cura del proprio profilo Instagram.

I motivi sono molteplici: aumentano l’autostima e ricevono anche dei piccoli benefici.

L’importante per avere successo, come hanno sottolineato entrambe, è essere se stesse, persone vere, ragazze reali!

I brand prestano sempre maggiore attenzione a questa nuova “categoria sociale” sono loro i nuovi testimonial. 

Perché sono “vicini” all’utente medio e quindi ai potenziali clienti. Non top model o attori, ragazzi normali, che hanno un forte seguito perché sanno comunicare.

Questo rappresenta una grandissima rivoluzione (o evoluzione) del marketing. E’ anche in questo modo che i social network si integrano all’interno delle strategie di marketing aziendale.

Gli Igers equivalgono ai nuovi brand ambassadors.

 

 

Come funziona il Social Media Marketing con Facebook

 

Facebook marketing - logo

 

 

Molto spesso, mi capita di vedere approcci al Social media marketing completamente sbagliati.

Avendo io scelto di seguire questo percorso ho studiato e letto tantissima roba dei più famosi marketer.

Tutto utilissimo – avendo già una formazione in marketing “tradizionale“.

Ecco, ho capito una cosa: puoi avere tutte le nozioni possibili, conoscere le tecniche e il funzionamento degli strumenti, ma ogni attività è diversa e richiede una strategia specifica.

Fondamentalmente si tratta di effettuare dei test, fino ad arrivare alla strategia che è più calzante con l’attività, il target, la localizzazione dell’attività o azienda.

Facebook marketing

Oggi, più o meno tutti sappiamo che se si ha un’attività (negozio,ristorante, studio professionale, agenzia, ecc) è fondamentale essere presenti sul web in generale e sui social network in particolare.

Questo per almeno due ragioni:

  • L’immagine aziendale
  • Le possibilità di crescita del business che il web offre alle imprese di qualunque grandezza

Facebook è il social network più “popolato” e attivo.

Se hai un’attività – che sia un negozio, un’agenzia, uno studio professionale, ecc. – non puoi non avere una pagina ufficiale su Facebook. Se non ce l’hai stai perdendo delle opportunità. 

immagine social media

 

Superato questo primo “scoglio” della creazione della pagina, la diretta conseguenza dovrebbe essere: “E adesso cosa ci faccio?”

Bene!

Non ti servirà a nulla avere tanti like – quello che ti interessa è implementare la tua pagina Facebook in una strategia di marketing.

Cosa non serve e va evitato:

  1. Sarà inutile (e anche sbagliato da un punto di vista di marketing!) che tu (titolare dell’attività, dipendente o social media manager) inviti attraverso il tuo profilo personale le persone con cui sei in contatto in maniera random. In quel caso starai facendo solo SPAM, e tu non vuoi. 🙂
  2. Sarà inutile anche raccogliere, nei vari modi gratuiti disponibili, tanti like – che restano solo numeri – non in target e non interessati al tuo prodotto o servizio.

Cosa devi fare:

  1. Devi ragionare nell’ottica di strategia di marketing: definire l’obiettivo che vuoi raggiungere, trovare ed utilizzare gli strumenti che ti occorrono per raggiungerlo e il giusto investimento. 
  2. Trova materiali e studia se ti è possibile, altrimenti affidati un professionista che prepari per te una strategia, una campagna e ti faccia raggiungere gli obiettivi prefissati. Costruisci una campagna che generi leads – cioè contatti di qualità, interessati a te, alla tua azienda, al tuo prodotto; Trasforma i contatti in clienti.

Oramai tutti sanno – ma se non lo sai te lo dico io 🙂 – che soltanto il 2 – 3 % di tutti i fan di una pagina visualizza (parliamo di visualizzazione e basta!) il post di una pagina.

Se ad esempio hai 1000 fans, il tuo post, nella migliore delle ipotesi, verrà visto da circa 30 persone.

Di queste 30 persone, credi che siano tutte in target e interessate alla tua attività? Non credo.

Questo vuol dire che il tuo messaggio è quasi del tutto inutile!

Facebook è un’azienda

Se realizzi che Facebook è un’azienda e come tale vive di entrate generate dalla pubblicità – e ci vive alla grande – comprendi come funziona il Facebook marketing.

La nascita di strumenti professionali come il Power Editor, il Business Manager, Facebook Ads spiega tutto meglio.

Per questo Facebook darà priorità assoluta a chi investe (anche poco) per la sua pubblicità online, rispetto alle pagine senza pubblicità.

Sarò sincera, nonostante Facebook migliori di giorno in giorno per diventare sempre più fruibile dagli utenti, non sono sistemi così intuitivi e immediati.

Sopratutto c’è bisogno di tempo a disposizione per creare ed implementare le giuste campagne.

Perciò il mio consiglio è quello di rivolgerti ad un professionista, esperto di marketing e web, che ti aiuti.

Riassumendo

  • Crea almeno una pagina Facebook aziendale
  • Imposta una strategia e definisci degli obiettivi misurabili
  • Usa gli strumenti che Facebook mette a disposizione per creare campagne che ti portino clienti reali e non solo like

Contattami

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Conoscere Instagram per fare business

logo_instagram

Instagram mi ha insegnato davvero tanto!

Se ho deciso di intraprendere la strada del web marketing lo devo soprattutto a questo social network fotografico.

Circa un anno fa infatti, ho iniziato ad appassionarmi a questa applicazione, dedicando più tempo alla “cura” del mio profilo.

Più di un Social network

Quello che mi piaceva, all’inizio, era sopratutto il “nutrimento dell’ego” che derivava dall’utilizzo. Non posso negare il mio “sano” egocentrismo (sono pur sempre un leone 🙂 ) : pochi #hashatag ben disposti e una pioggia di likes e followers.

Sempre grazie ad Instagram, mi sono avvicinata al mondo dei blogger e ho iniziato a comprendere il potenziale. Vedevo tante persone stra seguite, con una vera e propria community di followers e non si trattava di modelle, attori, cantanti… ma di blogger, cioè di persone che scrivono.

Nel giro di pochissimo tempo sono “esplosi” dei profili, ancora più anonimi… Persone normalissime piene di seguaci,  che molto spesso non avevano neanche un blog. Notavo che anche alcuni titolari di piccole imprese, creavano dei buoni profili e vendevano attraverso Instagram> WhatsApp> Paypal.

Tutto questo era rivoluzionario! 

E mi sono incuriosita.

Spesso leggevo la frase “Essere famosi su Facebook, è come essere ricchi a Monopoli” e sorridevo, perché lo pensavo anche io. Su Instagram invece, non è così. Essere “famosi” su Instagram equivale esattamente a monetizzare il proprio profilo.

Ho capito le infinite possibilità offerte dal buon uso di Instagram, grazie ad un corso online (un bestseller per i marketer!) che mi ha aperto un mondo!

Sono sempre dell’idea che sia importante condividere, perciò se anche tu sei appassionato di web marketing o lo utilizzi per lavoro o per piacere personale, se vuoi sfruttare le opportunità che Instagram (e non solo) può offrirti… Ti consiglio di investire questi scarsi 14 euro (davvero il prezzo di una pizza!)

Vai al corso ora! Scopri anche tu i segreti di milioni di marketer e blogger.

Imparerai ad utilizzare Instagram per account professionali in modo semplice e veloce.

Io, fino a un mese fa, ne ho fatto un uso -non professionale- ma con l’arrivo del mio blog, avere 13k followers si è rivelata una benedizione. Inoltre, le mie aspirazioni non sono mai state da “influencer“, eppure avendo un gran numero di followers ho ricevuto diverse proposte di collaborazione.

Non perdere le opportunità offerte da questo Social e non sottovalutarlo. Può essere estremamente utile per te, che tu sia un blogger, un imprenditore o che tu abbia un negozio o uno studio professionale.

Immagine Instagram On Fire

Vai al corso e inizia subito!