Il Piano Editoriale – La regola dell’80 – 20

Il principio di Pareto o “legge 80/20”

Pareto, studiando la distribuzione dei redditi, nel 1897 dimostrò che in una data regione solo pochi individui possedevano la maggior parte della ricchezza. Questa osservazione ispirò la cosiddetta “legge 80/20”, una legge empirica che fu poi riformulata anche da Joseph M. Juran ma che è nota anche con il nome di principio di Pareto (o principio della scarsità dei fattori), e che è sintetizzabile nell’affermazione: la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause (considerando grandi numeri). Questo principio, in realtà, è il risultato della distribuzione paretiana.

Naturalmente i valori 80% e 20% sono ottenuti mediante osservazioni empiriche e sono solo indicativi, ma è interessante notare come numerosi fenomeni abbiano una distribuzione statistica in linea con questi valori.

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Pareto

Principio di Pareto 80 -20

Il Principio dell’80/20 in marketing

La legge di Pareto è notevolmente efficace quando si applica alle situazioni di vendita e di marketing  nonostante l’uso della teoria di Pareto nelle vendite e nel marketing sia generalmente trascurata completamente.

“L’80 per cento dell’output è prodotto dal 20 per cento degli input”

Se si comprende questo, si potrà comprendere anche l’importanza dell’applicazione di tale principio.

Ad esempio, si consideri un’organizzazione che continua a dirigere le proprie attività in tutta la sua gamma di prodotti, quando forse il 95% dei suoi profitti deriva da appena il 10% dei prodotti e / o forse solo il 2% dei suoi profitti proviene dal 60%, idem con riferimento ai clienti.

Immaginate lo sforzo sprecato … Facendo un’adeguata analisi di Pareto, si potrebbe concentrare le proprie attività, sforzi, investimenti soltanto su clienti o prodotti più redditizi, senza dispendio di energie.

The rule of 80-20 Francesca Antonetti

La regola dell’80-20 nel piano editoriale

Una delle regole fisse per costruire una buona social media strategy è la stesura di un buon piano editoriale.

Un bravo e preparato social media manager prima di qualunque altra azione crea il piano editoriale.

Dunque se l’80% delle azioni è data dal 20% degli input, ha senso creare il 100% dei post con lo stesso obiettivo?

Assolutamente NO!

Utilizzare i Social per fare comunicazione, vuol dire cogliere l’opportunità di fare marketing differenziale e portare la propria attività ad un livello alto di comunicazione.

Vuol dire connettersi con i propri clienti-utenti, perciò non può bastare la comunicazione del tipo “compra il mio che è più bello..” (o costa meno, ecc.)

Ha senso fare social media marketing se si comprende l’importanza di trasferire valore attraverso la comunicazione.

Quindi applicare la regola dell’80/20 al piano editoriale può risultare una giusta strategia.

Questo si traduce in 80 per cento di contenuti percepiti come “di valore” per gli utenti: informazioni utili riguardanti l’area o il settore del quale l’azienda fa parte.

Soltanto il 20 per cento della comunicazione – cioè quella che genera azioni – sarà orientata all’azienda stessa o i propri prodotti e servizi.

Questo vuol dire stabilire una comunicazione “ragionata”, offrire contenuti di valori che genereranno un rapporto di fiducia tra utente e azienda, non annoiare con una comunicazione piatta, ma stimolare il dibattito.

 

5 concetti base che devi conoscere per gestire una pagina Facebook

logo facebook1. La pagina Facebook rappresenta la tua azienda, non te stesso!

Se hai una pagina Facebook, vuol dire che hai un’attività, qualunque tipo di attività – tranne nel caso in cui tu non sia un personaggio pubblico (ma anche in questo caso, la pagina rappresenta la tua attività di personaggio pubblico).

Questo vuol dire che la comunicazione che dovrai utilizzare non deve riguardare la tua vita privata, la tua famiglia, i tuoi hobby e così via.

Ho dato molto spesso per scontato questo punto, ma ho notato che molto spesso ancora accade una cosa:

Prima, anni fa, non esistevano le pagina, ma soltanto i profili personali, quindi si tendeva a mischiare questi due aspetti.

Oggi, come ripeto spesso nei miei articoli, Facebook ci “offre” uno strumento di marketing vero e proprio.

Questo vuol dire che utilizzare Facebook per promuovere (e vendere) richiede un livello minimo di professionalità.

Ricorda: Il social media manager non è tuo cugggino! 🙂

Valuti gli investimenti sia per la gestione che per l’advertising.

Per capire meglio il ruolo e il valore del social media manager puoi approfondire qui.

social media manager

2. L'”immagine profilo” della pagina

L’immagine profilo della pagina è quella che si stampa nella mente dei tuoi utenti.

Deve essere semplice e immediata.

Deve essere il tuo logo.

Potrai poi sbizzarrire la tua fantasia con l’immagine da copertina, che ti consiglio di modificare mensilmente per comunicare i “tips” più importanti a seconda del mese, ad esempio: promozioni, servizi del mese, stagionalità dei prodotti che offri ecc.

Scrivi nel dettaglio tutto: sito web, indirizzo mail, altri account social, orari di lavoro ecc.

 

3. Crea un piano editoriale

So che la tentazione di pubblicare qualsiasi cosa, molto spesso prende il sopravvento.

In realtà però, non serve pubblicare mille post al giorno perché il rischio spam è dietro l’angolo. Tieni presente che Mr. Facebook tende a mostrare i tuoi post alle persone che ti seguono e interagiscono maggiormente con te e, ahimè, sono una percentuale piuttosto bassa rispetto al totale dei follower. Quindi rischi di risultare un tantino ridondante.

Crea un piccolo piano editoriale “macro” segnando le date dell’anno importanti per la tua attività: festività, black friday, saldi, ecc e utilizzale come punti fermi, programmando attività di marketing online e offline mirate.

Crea poi un piano editoriale “micro”settimanale: 4/5 post settimanali sono più che sufficienti. All’interno di questo piano editoriale stabilisci i contenuti. In base al tuo target cerca di comprendere quali siano i contenuti di valore per esso. Alterna articoli di settore, immagini, post nei quali promuovi i tuoi prodotti e servizi.

Inserisci all’interno del piano quali sono i momenti giusti per raggiungere un’audience più ampia e utilizzare Facebook ADs, ossia pubblicità a pagamento mirata e geolocalizzata.

 

4. Stimola il dialogo – Fai community

Esistono tantissime azioni di marketing che puoi utilizzare per portare nuovi clienti da te grazie a Facebook.

Pensa solo ai contest fotografici: scatta e vinci e simili.

Uno degli aspetti più impattanti del web 2.0 è l’interazione. L’abbattimento delle barriere tra azienda e cliente finale che si è sviluppato soprattutto grazie ai social media.

Questo aspetto è importantissimo tanto per le grandi aziende quanto per le piccole e medie.

L’aspetto positivo che devi valutare è la fidelizzazione che ne consegue.

Siate friendly: fate domande nei post per ricevere risposte e stimolare l’interazione; rispondete ai messaggi privati e anche alle critiche e recensioni sia positive che negative.

 

5. Utilizza Facebook Ads

Spero che arrivati a questo punto abbiate ben assimilato un concetto: una pagina Facebook ben strutturata e gestita è uno strumento di marketing aziendale.

Facebook è un’azienda, come tale vive con i proventi provenienti dalla pubblicità. Il bello è che vende spazi pubblicitari, oltre al fatto che ti permette di creare il tuo cliente ideale e di raggiungerlo, con strumenti sofisticati e migliori anche di Google.

Crea il tuo account pubblicitario, definisci il tuo obiettivo di marketing e il tuo target e crea inserzioni mirate al raggiungimento degli obiettivi.

Non cadere negli inganni. Lo so che probabilmente avrai creato un post, Facebook ti avrà proposto di metterlo in evedenza e tu avrai “abboccato”.

Non è quello Facebook Ads!

Ricorda infine che, in una situazione normale, quando pubblichi un post soltanto il 2/3% dei tuoi seguaci vedrà quel post. Questa situazione può cambiare leggermente se si crea una forte interazione, quindi condivisioni, commenti ecc.

Ma se vuoi utilizzare la tua pagina per raggiungere dei risultati devi pagare. 🙂

Non sottovalutare però il rapporto spesa- risultati, perché perderesti ottime opportunità di far crescere il tuo business.

 

 

Chi è realmente il Social Media Manager?

Social media manager

Di cosa si occupa realmente il Social Media Manager? Quale ruolo svolge all’interno del piano marketing aziendale?

Bene! Ho deciso di scrivere questo articolo per fare chiarezza sul ruolo e le competenze del social media manager.

Una figura professionale nuova (ma non nuovissima) che sta prendendo sempre più piede all’interno non solo delle grandi aziende, ma anche piccole e medie imprese locali.

Come mai? Bé perché con l’avvento del web 2.0 tutto è cambiato a livello di marketing e comunicazione.

Per approfondire questo punto puoi leggere un altro mio articolo:

La rivoluzione dei Social Media: tutti i cambiamenti avvenuti dai rapporti interpersonali alla comunicazione aziendale

In realtà, mi sento di scrivere questo articolo per chiarire bene il ruolo del social media manager, quindi il mio ruolo 🙂 e offrire un contenuto a chi ancora non capisce molto bene a cosa serve questa figura.

  • Competenze

Innanzitutto il SMM è un professionista, con una base didattica e operativa in marketing e comunicazione, che ha sviluppato poi una specializzazione nel web.

Deve conoscere almeno le maggiori piattaforme software di “publishing” come WordPress, deve avere basi di web design, oltre che nozioni basilari di grafica, un minimo di conoscenza di HTML, ma soprattutto deve conoscere le principali tecniche di SEO. Deve saper creare campagne pubblicitarie: testi, immagini, definizione del target e del budget, landing pages, follow up con autoresponder – ALMENO QUESTO 🙂

Per approfondire l’aspetto dell’utilizzo di Facebook come strumento pubblicitario, leggi questo articolo:

Come funziona il Social Media Marketing con Facebook

 

Purtroppo l’idea che basti pagare qualcosa per fare buone campagne pubblicitarie su Facebook sta fuorviando molti “amministratori di pagina”, Facebook dispone di uno strumento molto utile, solo se correttamente utilizzato e utilizzarlo per raggiungere risultati richiede le giuste competenze.

I Social sono veloci, questo vuol dire che molto spesso non c’è tempo di contattare il grafico (anche se è all’interno dell’azienda) farsi preparare le giuste grafiche e pubblicarle. Per questo il social media manager deve necessariamente avere competenze trasversali.

Quindi, non una persona qualunque che si propone per gestire la tua pagina Facebook, ma un professionista seriamente preparato. Il motivo è dovuto alle mansioni stesse che è chiamato a svolgere e te le illustro di seguito:

  • Mansioni

Scelta e gestione dei canali – Social Network

Il Social media manager deve conoscere dettagliatamente tutti i social network. Cosa significa?

Deve saper scegliere in autonomia, quali canali attivare per una corretta comunicazione a seconda del brand, prodotto o servizio.

Una volta selezionati, deve sapere in che modo farli crescere: generare traffico, aumentare follower e interazioni, raggiungendo un’audience che sia in target, ovvero interessata a quello che stiamo comunicando per creare un’interazione che si trasformi in fidelizzazione.

Non bisogna utilizzare tutti i social media esistenti, bisogna scegliere accuratamente quelli giusti e lavorare su di essi.

Aprire un account Instagram o Twitter e avere 0 follower non serve a nulla, anzi piuttosto spesso lede l’immagine aziendale.

Ogni Social network poi, ha delle logiche diverse, perciò difficilmente lo stesso post potrà essere utilizzato nei diversi canali.

Content marketing

Premessa: Il social media manager deve godere di stima totale da parte dell’azienda. Questo perché è lui (o lei 🙂 ) che rappresenta l’immagine aziendale online.

L’autonomia nella scelta dei contenuti da scegliere o creare è un aspetto fondamentale.

Saper creare contenuti di valore per gli utenti e perfettamente coerente con i valori aziendali, scrivere articoli nel blog aziendale (o sito web), scegliere e predisporre il materiale fotografico, senza copiare e senza essere banale…. Soltanto tutti questi accorgimenti renderanno la tua comunicazione efficace!

Un altro compito fondamentale del SMM è quello di occuparsi del piano editoriale, semestrale o annuale. Anche questo va fatto con un criterio logico. Bisogna scegliere per ogni giorno che tipo di comunicazione utilizzare, per quali social network con una visione nel lungo periodo.

 

Community management

Uno dei motivi fondamentali per i quali bisogna utilizzare il web per la comunicazione è creare una community, una comunità virtuale di persone che hanno interesse a quello che comunichiamo.

Per questo motivo il SMM deve stimolare la conversazione, rispondere alle eventuali critiche oltre che ai feedback positivi.

Rispondere ai commenti non è sempre facile, bisogna avere la capacità di analizzare la situazione.

Ovviamente anche il modo di gestire la community – sia online che offline – deve essere coerente con i valori aziendali.

Uno degli aspetti del community manager è il crisis managementovvero la gestione della crisi.

 

Infine il Social media manager passa 3/4 della giornata a creare i post, un altro quarto ad aggiornarsi, perché non esistono regole fisse e definite, l’aggiornamento dei social media è costante e quindi il professionista che lavora in questo settore deve continuamente investire in formazione.

 

Se ti occorre un Social Media Manager e hai trovato utile questo articolo contattami 🙂

 

 

 

 

 

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Primoblog

 

 

 

 

Apri il tuo blog

blog

Ti piacerebbe aprire un blog?

Se l’idea di aprire un blog tutto tuo ti piace… Forse dovresti farlo!

Per esperienza ti dico che è molto più complicato da pensare che da fare.

Io stessa non ho grandissime competenze tecniche, non conosco il codice di programmazione ecc.. eppure ho creato questo blog da sola e velocemente.

Perché dovresti aprire un blog?

Ci sono moltissimi motivi, ma il primo e fondamentale, quello che ti porterà al successo è la passione.

Se conosci bene qualcosa, ami leggere e scrivere, vuoi condividere le tue esperienze e conoscenze allora… Puoi farlo!

Altrimenti non ne vale la pena.

Ad ogni modo che tu sia un imprenditore o un commerciante, un libero professionista o semplicemente coltivi un hobby con passione… perché non dovresti farlo?

Avere un blog ti sarà d’aiuto anche nel tuo lavoro.

Io ad esempio, ho aperto questo blog per condividere nozioni e concetti del mio lavoroma anche ciò che mi appassiona e conosco bene e cioè viaggi e il cibo

Soprattutto all’inizio lo si fa per pura passione, poi una volta presa confidenza con gli strumenti monetizzare il blog si può.

Non parlerò di questo in questo articolo, ma ti assicuro che ci sono tantissimi modi di monetizzare il tuo blog.

Quello che però voglio dirti è di farlo se hai voglia e di valutare anche l’aspetto professionale del blog.

Innalza la tua professionalità

Se hai una piccola azienda, nella quale lavori solo tu potresti creare il tuo blog per “parlare” al pubblico dei tuoi prodotti, dandogli qualcosa in più oltre il negozio fisico.

Stesso discorso se sei un libero professionista.

Leggere di ciò che fai o vendi aumenta incredibilmente la fidelizzazione dei tuoi clienti. Stai offrendo qualcosa di più. Leggendo i tuoi articoli crea con te un rapporto di “intimità”.

Inoltre oggi è praticamente impensabile di non avere una presenza online costante, attiva e di valore per i clienti.

> Per approfondire leggi questo articolo

Avrai o dovresti avere sicuramente almeno una pagina social e immagino che farai fatica a trovare i contenuti da condividere. Magari condividi articoli o prodotti altrui, ma questo è sbagliato!

Perché non rimandare ad una pagina web legata a te e la tua attività anziché “allontanare” il tuo cliente con contenuti altrui?

Fashion Blog

E’più complicato pensarci che farlo

Sempre per esperienza personale ti dico che ho perso tanto tantissimo tempo a pensare, pensare, pensare… Il giorno in cui ho acquistato il dominio e l’hosting invece ho dato una svolta.

In una settimana – il mio blog era online. Scrivo meno spesso di quanto vorrei, è vero. Ma l’importante è non abbandonarlo, mai! 🙂

Ho creato un mini report nel quale ti spiego tutto quello che devi fare per mettere su il tuo blog.

>> Iscriviti e scarica il report qui <<

Ora non mi resta che “prenderti per mano” e accompagnarti alla conquista del tuo spazio nel web, perché da questo punto in poi sarà tutto in discesa, credimi!

>> Acquista il tuo dominio (e hosting!) ora <<

Travel Blog

Food Blog

A presto!

 

Lo storytelling? Mira alle emozioni e sii sincero!

Il contenuto emozionale e lo storytelling

Il contenuto che arriva al cuore

Se sei un blogger, un web marketer o semplicemente una persona che utilizza il web per condividere il suo messaggio sai quanto sia importante il contenuto.

Siamo bombardati da messaggi, c’è un surplus di informazioni –  molto spesso anche errate – se sei consapevole di questo sei già ad un buon punto.

Perché se sei consapevole della quantità di contenuti ai quali sei esposto continuamente, avrai compreso quanto sia importante utilizzare un contenuto che “prevalga” su gli altri, che attiri l’attenzione dei tuoi lettori.

Quindi:

  • Se utilizzi il web – attraverso un sito web, i social network, un blog – per comunicare e spesso di conseguenza vendere, il contenuto emozionale, ovvero che causi emozioni è fondamentale. Solo così potrai raggiungere il tuo obiettivo e comunicare il tuo messaggio in maniera efficace, senza risultare ridondante.

I 100 libri da non perdere

Lo storytelling

Che cos’è lo storytelling?

È una metodologia che usa la narrazione come mezzo creato dalla mente per inquadrare gli eventi della realtà e spiegarli secondo una logica di senso. L’atto del narrare, nello storytelling, si ritrova nell’esperienza umana e si può rappresentare in varie forme (individuali o collettive) che connettono pensiero e cultura. Soprattutto le emozioni dell’uomo – attraverso la narrazione – trovano il mezzo più efficace di espressione. Fonte: Wikipedia

Ok, questa è una definizione che spiega in termini e concetti più o meno complicati cosa sia lo storytelling.

Il punto però su cui mi voglio concentrare è uno:

Quando tu utilizzi il web per COMUNICARE, usa le tue emozioni.

Stai parlando di un servizio o un prodotto che vendi? Sii sincero, parla sinceramente di quello che ti suscita. In breve: Racconta una storia che coinvolga chi legge o interagisce con te.

Emozioni nello storytelling

La comunicazione efficace

Sicuramente ti sarà capitato spesso di essere attirato da un titolo, di averlo cliccato e di aver scoperto contenuti che non erano assolutamente coerenti con il titolo.

Ecco, questo non è storytelling e ad ogni modo non è quello che renderà la tua comunicazione efficace.

Purtroppo, non tutti settori ti permettono di sfruttare il fattore emozionale. E’ successo anche a me.

Ho messo su un blog – come spiego qui – nel quale l’idea di base era un blog di web marketing, che rappresenta il mio lavoro e la mia passione.

Il problema era che avevo paura che il blog, così come lo avevo pensato, diventasse un po’ troppo “asettico” e quindi che non mi avrebbe rappresentata, non ero io la “guru” di turno fredda e distante. Per questo ho optato poi per una sezione “Lifestyle&Co” , per poter avere anche uno spazio più frivolo e più emozionale.

Ho scritto un articolo sul tema del Social Media Management, che ho impostato come “principale”e puoi trovare qui.

Il risultato è stato un articolo che ha richiesto un grandissimo impegno da parte mia, ma il mio obiettivo è stato fin da subito quello di comunicare la mia conoscenza. Per questo motivo è “freddo”. Non traspare la mia passione per il lavoro e i risultati sono stati buoni, ma non ottimi.

Ho scritto poi – in realtà prima – un altro articolo su un libro che ho letto e soprattutto amato. Ho scritto un articolo per “vendere” questo libro in affiliazione, perciò anche in questo caso lo scopo ultimo non era “emozionare”. Il punto è che suscitando in me emozioni e passione, sono riuscita a metterli non solo dentro all’articolo, ma anche nel post utilizzato per generare traffico. Già dal titolo… Il riconoscimento delle anime.

Il risultato è stato di tante, tantissime visualizzazioni generate, un numero molto più alto della mia media giornaliera che oggi mi ha portato a quasi 10.000 visualizzazioni.

Puoi trovare l’articolo qui!

Lo storytelling nel marketing

Grazie a questa esperienza quindi, ho compreso l’importanza del fattore emozionale.

Perché tanti concetti puoi studiarli, ma li comprendi a pieno solo con l’esperienza.

Ho capito che anche se il web marketing – che è il mio settore e quello che devo “vendere” – può risultare poco emozionale io devo metterci me stessa, la mia passione, la mia storia. Usare ciò che fa di me quella che sono rendendomi unica – perché ognuno di noi è unico e irripetibile – e raccontarlo anche attraverso il mio lavoro.

Stesso principio nel mio lavoro di Social Media Manager per altre aziende – di settori più disparati. Non tutte vendono prodotti o servizi che mirano al cuore, perciò il mio lavoro è quello di individuare la giusta storia da raccontare che coinvolga gli utenti, valutare i valori aziendali e comunicarli con leggerezza (perché la comunicazione via Social deve essere “leggera”)

I segreti sono due:

  • immedesimarsi nell’interlocutore e chiedersi “cosa vorrei sentire riguardo a quello che sto proponendo?”e creare il contenuto di conseguenza
  • essere sinceri – sì perché nell’era nella quale viviamo, lo “stucchevole” non funziona più nel marketing (e neanche nella vita quotidiana) e poi la sincerità ti ripagherà sempre. Se sei sincero e trasparente si vede, si percepisce e ti premierà!

Utilizzare correttamente le tecniche di storytelling richiede astuzia, propensione al marketing, empatia… Ma non è impossibile, basta pensarci, anche semplicemente prima di un creare un post sulla tua pagina aziendale 🙂 Pensa qualche minuto in più al contenuto e a come strutturarlo.

Tell your story immagine

 

Lo Storytelling non è il raccontare storie o aneddoti, ma la creazione di rappresentazioni (testuali, visive, sonore, percettive) che un brand, un prodotto o servizio, una persona possono realizzare per emozionare e relazionarsi meglio con un pubblico  –  spiega Andrea Fontana che insegna Storytelling e narrazione d’impresa all’Università di Pavia  – Lo storytelling è la creazione di un universo narrativo da parte di un autore (marca, prodotto, o persona) che invita altri (clienti, consumatori, stakeholders) a partecipare a un destino 

Fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/13/news/storytelling_in_azienda-97981877/

Le landing pages: l’importanza di reperire contatti attraverso il web

Cosa vuol dire ottenere un contatto?

Durante il mio lavoro con le diverse società, dei diversi settori e di diverse ampiezze ho notato che non tutti percepiscono l’importanza di OTTENERE CONTATTI.

Sfugge il potenziale, che invece è di importanza definitiva.

Partiamo dal principio:

Qualunque sia il tuo settore o l’ampiezza della tua azienda, che tu sia un brand di rilevanza ormai conclamata o una startup di nicchia hai bisogno di fare marketing. 

Le attività di marketing rappresentano il cuore della tua attività.

Servono a:

  1. Far conoscere alla tua audience chi sei, cosa fai, il tuo prodotto o servizio
  2. Generare brand awarness ossia conoscenza del tuo brand, imporre te e la tua zienda nell’immaginario di un cliente potenziale
  3. Fidelizzare il cliente ottenuto 

citazione sul marketing

Voglio soffermarmi sul punto 3.

Ma prima, evito di dare per scontato quello che già dovresti sapere e lo ripeto.

Utilizzare il web per aumentare il tuo business

Non mi stancherò mai di ripeterlo:

Se hai degli account social – pagina Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn – relativi alla tua azienda, il tuo negozio, la tua attività e questi non generano nuovi CONTATTI stai sbagliando qualcosa e stai perdendo soldi.

Le attività di marketing che devi utilizzare variano da settore a settore, dalla geolocalizzazione, dal target.

Le sole attività online non bastano, a meno che la tua attività non sia esclusivamente via web.

Ma se non stai svolgendo nessuna attività online, se non hai neppure una pagina Facebook stai perdendo. Stai perdendo in termini di immagine, stai perdendo clienti… stai perdendo l’opportunità di far crescere il tuo business.

Allo stesso modo:

Se hai un sito web che aggiorni una volta l’anno, una pagina Facebook o Instagram gestita in maniera poco professionale (ad esempio con grafiche e copy che non rispettano i criteri basilari del marketing) e che attira l’attenzione dei tuoi soli parenti…. Stai perdendo!

Per approfondire puoi leggere questo articolo che ho scritto sul Facebook marketing.

web marketing, rete di contatti

Generare contatti col web – come e perché

Forse ti sarà capitato di notare che Facebook ti proponga di “sponsorizzare” un post della tua pagina.

Tu probabilmente avrai anche pensato di farlo e che fosse quindi facile.

Ti assicuro che non è così.

Ma in questo articolo il mio scopo non è quello di parlarti dell’attività che un Social Media Manager potrebbe offrirti e i vantaggi che ne ricaveresti, per cui vado oltre.

Quello che ti chiedo di pensare è:

Una volta che hai creato un post, magari ben fatto, paghi dei soldi (anche se pochi sono soldi!) e poi?

Come fai a misurare i risultati?

Ecco oggi ti svelerò il segreto dei contatti 🙂 

 

da contatti a clienti

Sei consapevole del valore di ogni singolo contatto per la tua azienda?

Sto parlando di contatti caldi, ovvero persone che in qualche misura hanno mostrato un interesse verso di te, verso il tuo prodotto o la tua azienda, ad esempio attraverso un commento in un tuo post di Facebook.

Bene! hai avuto il feedback che volevi pagando qualcosa su Facebook – e con un post ben creato, giusto target, giusto budget, ecc – ora?

Per te è fondamentale comunicare con questi contatti, perché sono POTENZIALI CLIENTI.

Per fare questo è fondamentale avere uno strumento:

Alla tua attività promozionale sui Social deve equivalere una landing page.

Ossia una pagina nella quale il contatto che ha mostrato interesse per il tuo post atterra.

Se interessato davvero non esiterà a lasciarti il suo contatto, lo scopo della landing page è infatti questo: far capire alla persona in modo più approfondito cosa puoi offrirgli e ottenere in cambio il suo contatto.

Su questo contatto potrai fare le tue attività di marketing – mail, newsletter, sms ecc – autorizzato dal contatto stesso, senza disperdere il tuo tempo e le tue risorse, ma facendo un’attività mirata!

Rifletti su questo aspetto del web marketing per le tue attività, è un consiglio.

Ricorda: tu vivi di clienti e non di like.

Fidelizzare i clienti

Una volta che tu avrai il contatto del cliente – potenziale o che ha già effettuato un acquisto da te – potrai utilizzare il suo contatto per fidelizzarlo ad esempio riservando per lui speciali offerte, che guarda un po’…. puoi comunicare attraverso il contatto.

Devi far capire che il suo contatto e i suoi dati per te sono “preziosi”.

Quindi,

Lo scopo primario delle attività di web marketing – che vanno ponderate ed integrate con le attività di marketing offline – è quello di generare contatti caldi ovvero contatti di persone che mostrano un interesse verso di te potrebbero diventare tuoi clienti.

Calibra le tue attività online in base ai contatti che generi e vedrai risultati concreti e misurabili.

E i tuoi investimenti pubblicitari avranno un senso.

 

Ecco perché NON odio Chiara Ferragni

Storie di principesse contemporanee

Siamo agli inizi di maggio, concerto di Fedez all’Arena di Verona.

Migliaia di fan. Luci basse, una bambina va dalla sua fidanzata Chiara Ferragni e la accompagna sul palco.

Fedez le canta una canzone e poi s’inginocchia e con una scatolina in mano, le chiede di  sposarlo.

Tutto questo live su RTL 102.5.

Una favola moderna.

Ora: un gesto così plateale è ovviamente soggetto a innumerevoli chiacchiere da web.

Ovvio! La coppia è nata e cresciuta praticamente sotto la “luce” costante dei social media.

Ad ogni modo, indipendentemente da questo episodio, altro è avvenuto nei giorni in cui Chiara Ferragni festeggiava il suo trentesimo compleanno.

Ecco se devo essere sincera quello che di più mi ha colpito in questi giorni è stata la durata dei suoi festeggiamenti (circa una settimana!).

Il fatto che lei abbia affittato un Frecciarossa Trenitalia Milano – Venezia per i suoi ospiti (non so se ci rendiamo conto!)

Il suo successo. Punto.

Chiara Ferragni compleanno Trenitalia

Chiara Ferragni ce l’ha fatta

Già. Chiara Ferragni, una mia coetanea, è una ragazza che ce l’ha fatta.

In questi giorni, ma non solo in questi mi è capitato di leggere di tutto.

Quello che proprio non comprendo è la critica al modello, spesso indicato come negativo, di Chiara.

Non credo che tutte le ragazze dai 15 ai 30 debbano aspirare a diventare fashion blogger, questo no!

Dico invece che qualunque “bambina” abbia il diritto e il dovere di aspirare al successo.

Di porsi degli obiettivi e di lavorare sodo per raggiungerli.

The Blonde Salad

Se facciamo un bilancio veloce sull’attività di Chiara Ferragni ci rendiamo conto di quanto davvero abbia costruito.

Lancia il suo fashion blog “The Blonde Salad”8 anni fa. In un’epoca nella quale non era ancora una professione se non per pochissimi. Oggi la sua azienda dà lavoro a circa una ventina di persone, età media 28 anni. Ha un marchio di scarpe ed è in procinto di aprire il suo monomarca a Milano.

Oggi vanta un fatturato di 20 milioni di Euro.

Quindi mi domando? Per quale motivo non dovrebbe essere un modello più che positivo?

Lei è un modello di successo, una donna di 30 anni che ha costruito un impero.

Fa il suo lavoro. Ma credo che ognuna di noi debba guardare con ammirazione alla sua caparbietà. Ognuna di noi deve cercare con tutta se stessa di eccellere in quello che ha scelto di fare.

Ognuna di noi deve domandarsi “Chi sono?” – “Chi voglio essere?” e lottare, studiare e lavorare per diventarlo.

Non concentriamoci sui suoi capelli sempre perfetti, oppure sì!

Perché se per te è importante avere sempre i capelli perfetti, dovresti vivere una vita che ti permette di avere cura dei tuoi capelli.

Così come non è necessario vivere in affanno se abbiamo bisogno di relax.

Dobbiamo solo scegliere chi vogliamo essere e avere il coraggio di diventarlo.

Certo nella vita ci vuole anche fortuna e quella di Chiara Ferragni ha un nome e cognome: Riccardo Pozzoli, l’uomo che sta dietro. Co-fondatore e socio oltre che ex fidanzato di Chiara.

Sicuramente le sue intuizioni sono state giuste, ma anche lei ha fatto il suo. Non dimentichiamo che Chiara è laureata in Bocconi e ben presto terrà una lezione ad Harvard – dove già è stata in visita- sull’impero costruito partendo dal suo blog.

Gli scheletri nell’armadio – Diavoletta87

Qualche giorno fa Dagospia, cioè lo strumento di informazione online che si occupa di retroscena, ha pubblicato un articolo un po’inquietante sul passato di Chiara come ‘Diavoletta87’, riassunto così:

QUANDO CHIARA FERRAGNI ERA UNA TRUZZA CHE PUBBLICAVA I SUOI SUBLIMI PENSIERI DIETRO IL NICKNAME ‘DIAVOLETTA87’: ‘NN SOPPORTO L’IPOKRISIA DELLE ZIEE, I REGALINI DI MERDA PER DIMOSTRARMI AFFETTO INESISTENTE…NATALE, LA FESTA DELLA SKIFEZZA. HO FATTO I KOLPI DI SOLE, ORA HO TROPPI SKLERI. BELLA ST.MORITZ, A KASA DI QUELLA TROIA DI SUANNE’ – FINO ALL’INCONTRO CON RICCARDO, IL FIDANZATO CHE LA DE-BURINIZZA E CREA IL PERSONAGGIO

immagine di Chiara Ferragni truzza

Questo a mio avviso però l’ha solo resa più “umana”.

Più vicina a noi, NO FASHION BLOGGER, perché tutte abbiamo un passato che ci fa sorridere e un pò vergognare. se ripenso ai miei di nickname, oppure alle scarpe ridicole che indossavo un periodo…

Ma soprattutto questo fa meglio comprendere come e quanto abbia lavorato su se stessa, fino a diventare un brand umano, nonché la musa di Hermés. 🙂

Detto questo, credo che il web e la tv siano pieni di modelli sbagliati…. Ma non venitemi a dire che Chiara Ferragni sia uno di questi!

 

 

 

Il mondo dei coupon: sfruttare il web marketing per portare nuovi clienti in negozio!

I coupon, ossia i buoni sconto, che le attività – negozi, studi professionali, centri estetici ecc ecc- mettono a disposizione dei clienti, rappresentano un ottimo metodo per raggiungere nuovi clienti.

Ovviamente la creazione dei coupon deve essere integrata all’interno di una strategia di marketing completa.

Chi di voi non ha mai utilizzato un coupon, ad esempio su Groupon?

Io personalmente ne faccio ampio utilizzo.

Come me, milioni di persone, ogni giorno sfruttano il web per cogliere occasioni imperdibili.

La dimostrazione è la nascita di decine di piattaforme web di raccolta di coupon.

I coupon come strategia di web marketing

Mettere a disposizione dei coupon, cioè dei buoni sconto è una scelta buona e giusta 🙂

Se hai deciso di sfruttare le potenzialità del web raggiungere nuovi clienti, integrare il piano marketing con la creazione di un coupon è una scelta di grande interesse per diversi motivi:

  1. Proporre un prodotto o un servizio ad un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato, porta tanti nuovi clienti direttamente nel tuo punto vendita. Ovviamente questo comporta un “sacrificio”in termini di fatturato, che tuttavia verrà ampiamente ripagato con l’acquisizione di nuovi clienti.
  2. Se scegliete la piattaforma giusta, vi basterà creare il coupon, cioè comunicare il tipo di sconto e il prodotto o servizio e al resto penserà la piattaforma stessa. Inoltre, ad esclusione di Groupon, le altre piattaforme sono davvero economiche.
  3. E’un’attività di marketing diretta al cliente. Non si tratta di pubblicità passiva, ma di uno strumento che attiva una “conversione”. Il cliente spinto dal grande sconto, dall’occasione, eseguirà un’azione; verrà direttamente nel tuo punto vendita.
  4. E’un metodo remunerativo, qualora si disponesse di importanti giacenze di magazzino.

E’chiaro che bisogna scegliere con attenzione la piattaforma alla quale affidare il proprio coupon, Groupon è molto costoso, è ovviamente una garanzia, ma non tutte le attività hanno la forza di sostenere questo tipo di pubblicità.

Si tratta soltanto di un investimento e “lead generation”(cioè generazione di contatti) e non è poco, ma i guadagni sono nulli.

Altrettanto importante è creare un buono che rappresenti VALORE REALE per il potenziale cliente.

Mi spiego meglio con un esempio:

Se sono un parrucchiere e voglio ampliare la mia clientela creerò un coupon. Conoscendo bene i prezzi di mercato e il mercato stesso so che riuscire a “spostare” una cliente fidelizzata richiede uno sforzo.

Così dovrei proporre taglio + colore ad un prezzo davvero basso, che attivi un cambiamento nella cliente potenziale.

Così per tutti gli altri settori.

PER ATTIVARE UN’AZIONE – UNA CONVERSIONE – DA CLIENTE POTENZIALE A CLIENTE DEVI OFFRIRE QUALCOSA DI VALORE REALE PER IL CLIENTE.

lead magnet immagine

E’del tutto inutile creare un coupon per vendere un prodotto a 15€ anziché 20. Questo non rappresenta un’azione di marketing di valore, anzi è anche controproducente!

Offrire un prodotto a metà prezzo oppure un pacchetto convenienza, che sia conveniente davvero sì!

Ovviamente – e questo è molto importante – non si tratta di svendere il proprio prodotto o servizio – ma si tratta di una vera e propria azione di marketing.

E’il principio dell’acquisizione clienti.

La strategia fondamentale del web marketing è questa: offrire gratuitamente prodotti di valore, per generare contatti e trasformali poi in clienti.

Qualsiasi marketer ti dirà la stessa cosa.

Bene! Con i coupon il principio è lo stesso – è un lead magnet – una calamita per nuovi clienti.

Sì ma quale piattaforma scegliere?

Per motivi di lavoro, sono venuta in contatto con Il Tagliaprezzo.

Vi racconto brevemente la storia.

Il Tagliaprezzo nasce come raccolta di coupon cartacea in Abruzzo (la mia terra!) nel 2013, anno in cui il marchio è stato registrato.

Il giornale – raccoglitore veniva poi distribuito gratuitamente nelle città.

Oggi la società ha deciso però di fare un’evoluzione.

Abbandonare la “carta” e trasferire il portale online.

In tal modo, utilizzando i giusti strumenti, non esistono più vincoli territoriali.

Basta che un commerciante inserisca il buono, non importa dove si trovi l’attività, grazie agli strumenti e gli esperti di marketing, il coupon raggiungerà i suoi potenziali clienti! 

Puoi inserire il tuo coupon iscrivendoti qui.

coupon immagine

Perché scegliere Il Tagliaprezzo?

Ho scelto di consigliarvi questa piattaforma per diversi motivi.

Innanzitutto perché, visto il passaggio da cartaceo a web, può essere considerata una startup e come tale offre numerosi vantaggi:

  • Inserimento totalmente gratuito per il primo mese, senza vincoli.
  • Il prezzo molto basso, 10 euro a coupon/mese per il periodo successivo al mese di prova.
  • La filosofia aziendale “green”: nessun utilizzo della carta, il coupon viene scaricato dall’utente sul proprio smartphone o tablet direttamente dal sito web, senza necessità di essere stampato. Questo perché il prezzo non varia in base al numero di coupon perciò non c’è necessità di riscontro. Il riscontro lo ha il negoziante (imprenditore, professionista ecc) con l’acquisizione del cliente.

Conclusioni

Come strategia di web marketing ritengo l’utilizzo di buoni sconto un ottimo strumento per generare nuovi clienti, purché il coupon si ben progettato e rappresenti valore reale per il cliente.

Se vuoi inserire il tuo coupon gratuitamente non perdere questa occasione.

Clicca qui e inserisci il tuo coupon.

Se vuoi ricevere una consulenza per il web marketing della tua azienda scrivimi!

 

 

 

 

La rivoluzione dei Social Media: tutti i cambiamenti avvenuti dai rapporti interpersonali alla comunicazione aziendale

In questo articolo parlerò dei cambiamenti portati dai Social Media nella comunicazione, in particolare:

  1. La comunicazione nel web 2.0
  2. I Social media nel marketing
  3. I Social Media e la comunicazione politica

 

Iniziamo subito con la definizione di Social Media, premettendo che non esiste una definizione univoca, tuttavia utilizzerò quella suggerita da Wikipedia.

Social media, è un termine generico che indica tecnologie e pratiche in rete che le persone adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio.

I professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein hanno definito i media sociali come un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del Web 2.0, che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti.

1.La comunicazione nel web 2.0

1.1. Primo forte cambiamento: dal monologo al dialogo

Nei media tradizionali – come tv, radio, giornali, riviste – la comunicazione avviene da una fonte ad una molteplicità.

immagine, rappresentazione della comunicazione nei media tradizionali

 

Il più importante cambiamento, quello più radicale riguarda la comunicazione, che diventa dialogo. 

Nei social media infatti, il punto cardinale è la condivisione. 

L’utente fruitore di contenuti ed informazione diventa esso stesso editore – è il caso ad esempio dei blog.

L’informazione è democratizzata. La possibilità di replica, il contraddittorio, il non dover subire informazioni passivamente, l’avere la possibilità di dibattito e confronto è tutto quello che mi ha fatto “innamorare” dei Social media.

Il dialogo nella comunicazione web 2.0 - Social Media

Questo aspetto ovviamente ha avuto e continuerà ad avere importantissime ripercussioni in ogni aspetto della nostra vita: dalla politica al marketing aziendale alle relazioni interpersonali.

1.2. Gli strumenti a disposizione della comunicazione

Come già detto, i social media sono un modo per condividere strumenti con un vasto pubblico.

I social media sono dunque il veicolo, il softwere, all’interno di esso troviamo poi le strutture e reti sociali, dove gli utenti si uniscono e condividono i propri contenuti.

Un esempio banale:

Nella comunicazione tradizionale abbiamo i mass media come tv, radio, cinema, riviste ecc, questi sono dei veicoli d’informazione.

Ci sono poi gli strumenti utilizzati dai mass media come tg, dibattiti, programmi tv o radio, film, documentari.

I social media:

Secondo la definizione di Wikipedia:

I social media possono assumere differenti forme, che possono essere raggruppate in 13 categorie:

  • Blog
  • business network (network professionali)
  • collaborative project
  • enterprise social network (network aziendali)
  • Forum Internet
  • microblog
  • photo sharing
  • review di prodotti/servizi
  • social bookmarking
  • social gaming
  • social network
  • video sharing
  • virtual world (realtà virtuali)

 

Bene, a questo punto va chiarito che i Social network rappresentano uno strumento all’interno dei social media. Le due espressioni quindi, non coincidono. 

Per comprendere meglio cosa siano i social network – ovvero reti sociali – utilizzerò la definizione di Treccani, poiché la ritengo esaustiva:

Con l’espressione social network si identifica un servizio informatico on line che permette la realizzazione di reti sociali virtuali. Si tratta di siti internet o tecnologie che consentono agli utenti di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro.Generalmente i s. n. prevedono una registrazione mediante la creazione di un profilo personale protetto da password e la possibilità di effettuare ricerche nel database della struttura informatica per localizzare altri utenti e organizzarli in gruppi e liste di contatti. Le informazioni condivise variano da servizio a servizio e possono includere dati personali, sensibili (credo religioso, opinioni politiche, inclinazioni sessuali ecc.) e professionali.Sui s. n. gli utenti non sono solo fruitori, ma anche creatori di contenuti. La rete sociale diventa un ipertesto interattivo tramite cui diffondere pensieri, idee, link e contenuti multimediali.

Riassumendo: all’interno di queste reti sociali ciascun individuo è collegato ad altri, condivide contenuti di interesse comune, interagisce e partecipa al dialogo.

 

la rete sociale

L’avvento dei social media ha cambiato e sta cambiando moltissimo a livello di comunicazione interpersonale.

Pensiamo alle chat e video chat e tutti i servizi di messaggistica istantanea e gratuita come WhatsApp utilizzato da più di un miliardo di utenti in 180 paesi del mondo.

Esempio pratico del progresso:

Vi faccio un esempio pratico, proprio qualche giorno fa, ho contattato via mail un commerciante cinese, per un business per un mio cliente, in pochissime ore mi ha risposto e la sua risposta è stata “Do you have Whatsapp?”

Proprio così, delle trattative commerciali (importanti!) con un commerciante cinese, risolte in pochissimi e voloci messaggini su WhatsApp!

Io lo trovo straordinario, eppure è ormai la normalità.

Pensiamo allo stesso tipo di comunicazione qualche anno fa, non tantissimi… In che modo avresti potuto contattare un imprenditore cinese? Attraverso quale mezzo ci avresti comunicato?

2. I Social media nel marketing

Vediamo adesso alcuni dei cambiamenti che i social media hanno apportato nel marketing, soprattutto nella pubblicità e nella comunicazione aziendale.

Innanzitutto classifichiamo le forme di pubblicità “tradizionali”:

  • Tv (spot video pubblicitari)
  • Radio
  • Volantini
  • Brochure
  • Porta a porta
  • Inserzioni su giornali e riviste
  • Cartelloni
  • Fiere e manifestazioni
  • Telefono

Tutte queste forme pubblicitarie sono sicuramente ancora vive e attive, ma oggi il web ci offre un’opportunità che i media tradizionali non riescono a raggiungere.

Parlo della profilazione dell’audience, l’esatta (o più esatta possibile) targettizzazione e l’inbound marketing (vedremo più tardi in che modo)

Oltre che costi davvero contenuti, rispetto ai media tradizionali.

2.1. Dal messaggio passivo all’inbound marketing

I media tradizionali, veicolano un messaggio, questo messaggio però è rivolto a tutti gli utenti di quel possibile veicolo.

Ad esempio, pensiamo agli spot pubblicitari. Di tutta quella pubblicità che “interrompe” la visione del nostro film, quanti spot sono davvero interessanti per noi?

Certo, oggi più di ieri, un minimo di targettizzazione in base ai programmi nei quali inserire i propri spot viene fatta.

Pensiamo ancora ai cartelloni pubblicitari per strada: quanti catturano davvero la nostra attenzione? E perché?

Certamente la loro funzione per quanto riguarda il riuscire ad imporsi nella mente del potenziale consumatore è ancora valida ed efficace.

Ma quanto spreco di risorse!

Vediamo invece le opportunità offerte dalla pubblicità online.

Prima di tutto – come ho già detto – riusciamo a definire meglio il nostro target, il cliente tipo, il cliente potenziale che ha già mostrato online un interesse verso il nostro prodotto o servizio.

Avendo costruito uno o più CLIENTI TIPO non ci resta che creare un messaggio specifico (copy), scegliere il social media giusto, e creare una pubblicità.

E come fa internet a capire a chi far vedere il mio messaggio e a chi no?

Facile! Quando noi navighiamo, lasciamo costantemente traccia nel web.

Questo oggi si verifica soprattutto per via dei cookie – vi lascio la definizione di Cookie di Wikipedia:

I cookie HTTP (più comunemente denominati cookie web, o per antonomasia cookie) sono un tipo particolare di magic cookie, una sorta di gettone identificativo, usato dai server web per poter riconoscere i browser durante comunicazioni con il protocollo HTTP usato per la navigazione web.

I cookie, e in particolare i cookie di terza parte, sono comunemente usati per memorizzare le ricerche di navigazione degli utenti […]

Così ad esempio Facebook, si è ormai consolidato come un potentissimo strumento pubblicitario.

Un accenno al funzionamento della pubblicità su Facebook puoi trovarlo in questo articolo.

Ti basta pensare a quando navighi su Facebook: che tipi di post sponsorizzati ti appaiono?

Ti sei mai accorto che se poco prima hai cercato su google “scarpe bianche marca xxx” subito dopo navigando su Facebook magicamente ti appare il post sponsorizzato di quella marca, con il medesimo modello di scarpe?

Ecco questo si avvicina molto all’inbound marketing:

Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. Con l’Inbound si passa dall’ Interruption al Permission Marketing: l’audience va conquistata fornendo contenuti interessanti e utili per il target di riferimento, non interrotta. (Wikipedia)

inboundnd vs outbound marketing immagine

Non mi soffermerò molto sull’inbound marketing, ma credo che sia un’attività vincente di marketing che non danneggia perché non disturba.

Permetti al tuo potenziale cliente di trovarti facilmente e contattarti.

Questo tipo di attività è perfettamente e “facilmente” realizzabile grazie al web e ai social media.

Ti riporto un esempio personale pratico. Ho gestito due diverse campagne pubblicitarie su Facebook per una stessa società con la quale collaboro. Quando ero connessa con il mio profilo personale, il post sponsorizzato di una delle due campagne mi “usciva” sempre, mentre l’altro mai.

Questo ovviamente, perché ero perfettamente in target con un post, mentre non rientravo nella profilazione dell’altro!

Riesci a comprendere le potenzialità della pubblicità su Facebook?

2.2. Il ROI nelle pubblicità online

Un altro importantissimo vantaggio nello scenario dei cambiamenti portati dal web marketing è il calcolo del ROI – cioè il ritorno sull’investimento.

Grazie alla pubblicità online – che sia sotto forma di banner, attraverso i social network o Google AdWords – riusciamo a verificare l’andamento della nostra pubblicità e eventualmente modificarla, grazie agli insights.

Riusciamo ad ottenere un monitoraggio continuo.

Ma c’è di più!

Possiamo creare dei post ottimizzati per ottenere una determinata azione, questa azione, in quanto tale, si trasformerà in qualcosa di tangibile e concreto: che siano leads (cioè contatti) o iscrizioni al nostro sito web o acquisti.

Tutto ciò rende la nostra pubblicità MISURABILE – Non è fantastico?

Certo, per tantissimi motivi è importante implementare e ponderare buone attività di web marketing – possibili soprattutto grazie all’avvento dei social media – ma non bisogna smettere di curare e prestare attenzione a tutte le azioni di marketing, anche quelle tradizionali.

2.3. Il passaparola

Citazione sul marketing del passaparola

Se sei un commerciante, un imprenditore o comunque gestisci un’attività conosci il potere del passaparola.

Da sempre. Anche prima dell’arrivo del web 2.0.

Amo fare esempi pratici.

Il passaparola prima:

Vado in un ristorante mangio benissimo lo dico a tutta la mia cerchia di amici, conoscenti, colleghi ecc.

Genero un passaparola positivo, lo consiglio e qualcuno dei miei amici andrà sicuramente in quel ristorante così il ristoratore, fornendo un buon servizio, avrà generato un processo che gli porta nuovi clienti.

Ovviamente se guardo a questo esempio, pensando a me come persona che genera il passaparola, la mia cerchia si aggirerà attorno a qualche decina (facciamo 15?) di persone.

Il passaparola oggi:

Vado in un ristorante, mangio benissimo, ancor prima di tornare a casa, già dal ristorante stesso vado nella pagina Facebook del locale e gli lascio una recensione con 5 stelle e tanti complimenti; non contenta vado su TripAdvisor e lascio un’altra splendida recensione; stessa cosa su Yelp.

Ma basta anche meno. Apro il mio profilo di Instagram e pubblico una bella foto, ricca di effetti, di un piatto che ho mangiato, inserisco il luogo dove ho scattato la foto, ci scrivo un bel post sul cibo e il servizio e la condivido contemporaneamente su Instagram e Facebook.

Bene. A questo punto, in pochissimi minuti, avrò generato un passaparola positivo in pochissimi minuti. Il mio post sarà visualizzato da migliaia di persone.

Tutto questo a patto che il ristorante abbia almeno una pagina su Facebook (lo do per scontato!)

Questo si traduce in tanta potentissima pubblicità online, gratuita.

Ora, viene da sé che il mio esempio è stato in positivo.

Ma la stessa cosa, lo stesso potente passaparola, può verificarsi anche in negativo.

Il segreto è ovviamente uno: offrire un ottimo prodotto e servizio e difficilmente i tuoi cliente genereranno passaparola negativo 🙂

Tuttavia può succedere e in quel caso bisogna cercare di moderare e poi recuperare, ma lo vedremo successivamente 😉

 

3. I Social media e la comunicazione politica

Come è facilmente immaginabile, anche nella comunicazione politica, i new media hanno portato ad un forte cambiamento.

Se prima potevamo assistere ed ascoltare il dibattito politico in modi limitati – ossia seguendo le tribune politiche in tv, attraverso i tg, o a livello locale partecipando attivamente – oggi anche il messaggio che la politica – i politici – vogliono veicolare è molto più diretto.

Prenderò come oggetto di spunto due strumenti in particolare:

3.1.Twitter

Per quanto riguarda i tweet, i politici italiani si sono dimostrati dei veri fanatici. 

Tweet di solidarietà – anche rivolti ad avversari politici, si pensi al malore di Pierluigi Bersani nel 2014. Ma anche nel più recente intervento chirurgico dell’attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. In questa occasione moltissimi politici hanno avuto modo di mostrare e comunicare la loro umanità.

Puoi guardare la foto gallery dei tweet in questo articolo di Rai News.

Attraverso i tweet avvengono spesso veri e propri dibattiti:

tweet dibattito tra Casini e Di Pietro

Spesso poi, grazie ai tweet abbiamo assistito a veri “scivoloni”– questo ci dimostra che i social media sono un’arma a doppio taglio per i politici, perché mostrano il lato più vero e verace del politico.

Tweet Renata Polverini

Il congiuntivo non considerato dalla Polverini…

Senza citare necessariamente i tweet di  Antonio Razzi, che lo hanno reso celebre (non tanto come politico quanto probabilmente come comico).

Ai fini della comunicazione politica i social media, e soprattutto Twitter, vanno considerati per la loro capacità di aggregazione, l’immediatezza del messaggio e la velocità di propagazione dei contenuti.

3.2. Blog

Parlando di blog e politica non si può fare a meno di menzionare il Blog di Beppe Grillo.

Oltre che una miniera d’oro” in termini di fatturato (proventi della pubblicità, generati dal traffico), è il primo strumento di propaganda del MoVimento 5 Stelle, il partito politico nato proprio dal comico e e dall’imprenditore del web Gianroberto Casaleggio.

Il punto sul quale voglio soffermarmi qui è proprio questo.

Grillo è riuscito a creare un partito politico grazie alla partnership con un imprenditore di strategie informatiche, cogliendo in pieno l’utilizzo dei social media nella comunicazione politica.

Per un approfondimento su Il ruolo dei Social Media nella comunicazione politica, vi invito a leggere questo articolo di Stefano Vanetti.

Riassumendo

Il ruolo dei Social Media ha assunto, ormai da anni un ruolo centrale e imprescindibile nella comunicazione.

Scegliere la giusta strategia per implementare una corretta e proficua comunicazione all’interno del vasto scenario – in special modo blog, social network, forum – è un compito che va ponderato e sul quale investire.

Che tu sia un imprenditore o un politico, prestare attenzione massima ad una comunicazione che oggi è dialogo.

La comunicazione della tua attività non è più unidirezionale e passiva per l’utente, ma esiste una partecipazione al dibattito che merita i tuoi investimenti, in termini di tempo, contenuti e denaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Igers: chi sono e cosa fanno su Instagram

 

Immagine citazione sulla fotografia

 

 

 

Anche tu sei un fan del social network fotografico Instagram?

Se ti incuriosisce o ti affascina il mondo di Instagram, puoi leggere l’articolo Conoscere Instagram per fare business.

Oggi però ti parlo di una categoria ben definita, quella dei cosidetti Igers

Vi sarà certamente capitato, di notare tanti account su Instagram, di ragazzi e ragazze con migliaia di followers.

Se vuoi sapere come ottenere tanti followers e un buon engagement, puoi leggere questo articolo.

Oggi invece vi racconto proprio chi sono questi Igers.

Letteralmente gli igers, non sono altro che gli utenti attivi di Instagram: non hanno un blog (non necessariamente), non sono personaggi famosi o popolari, almeno non provengono dai media tradizionali eppure sono molto popolari sul social network fotografico.

Non sono neppure fotografi professionisti (molto più spesso si tratta di una passione).

Per capire meglio le dinamiche di questo fenomeno ho intervistato due ragazze, due super igers, che mi hanno raccontato come hanno raggiunto questi risultati e quali vantaggi hanno ottenuto grazie ai loro account Instagram.

Si tratta di Clarissa

foto clarissa
@clarybnm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

e Gessica,

foto Gessica
@gessicatrifilio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due profili che adoro per motivi diversi: di Clarissa amo l’interpretazione dei suoi selfie 🙂 e i post quotes; di Gessica l’ironia e le foto della bellissima terra nella quale vive – la Calabria -, inoltre da brava iger “attiva”i suoi post sono sempre estremamente informativi… 🙂

Iniziamo con Clarissa:

Io: Ciao Clary… Presentati! (ahahahah rido perché in realtà ci conosciamo bene e siamo amiche!)

C: Ciao sono Clarissa! Clarybnm su Instagram! Ho 30 anni sono una mamma e studentessa di giurisprudenza! Vivo a l’Aquila praticamente da sempre anche se sono originaria di Pescara!

Io: Quanti follower hai su Instagram?

C: ho circa 28 mila follower su Instagram (sono felice che mi seguano ma sinceramente non so dove portarli 😉 )

IoCome ti sei avvicinata a questo social network fotografico e perché?

C: Mi sono avvicinata a questo social per curiosità non sapendo inizialmente neanche come funzionasse! Poi ho scoperto che le mie foto piacevano, che non ero così male come pensavo e che magari qualcuno trovava interessante quanto avevo da dire! E così è stato un ottimo rimedio contro la mia bassa autostima!!!!

(Puoi trovare il corso di cui Gessica parla cliccando qui)

Io: Dalla tua popolarità su Instagram hai ottenuto lavori, collaborazioni, o altri tipi di vantaggi? Se si quali?

C: Ho ottenuto richieste di collaborazioni da piccoli brand di accessori e abbigliamento! Ho accettato con piacere ma non ho mai chiesto soldi per pubblicizzare alcun articolo! È stato semplicemente un gioco divertente!

Attualmente oltre a piccole richieste per collaborazioni spesso ricevo richieste di gestione pagine social e ad oggi lo faccio come “lavoro” per un negozio della mia città (SagapoBio di L’Aquila)

IoQuali sono gli account ai quali ti ispiri per curare il tuo profilo? 

C: Sinceramente non mi ispiro ad alcun profilo ne a personaggi in particolare! Sono me stessa nella mia quotidianità e magari sono seguita proprio per questo perché sono quel “nessuno” in cui tanti si rispecchiano!

IoQuanto tempo al giorno dedichi al tuo account di Instagram? Ti piace piace più fotografare o essere fotografata?

C:  Dipende dal mio umore e dagli impegni! Ci sono giorni in cui mi dimentico anche della sua esistenza ed altri in cui potrei passarci anche due ore consecutive!

Adoro fotografarmi e fotografare! Sono troppo timida per permettere a qualcun altro di farlo al posto mio! SELFIE tutta la vita😂!

Grazie Clary, I love you 🙂

 

 

Immagine account Instagram Clarissa
Segui Clarissa su Instagram @clarybnm

 

Adesso invece conosciamo meglio Gessica.

Io: Ciao Gessica! Che fai nella vita?

G: Al di fuori di Instagram lavoro come cameriera. Non ho voluto continuare gli studi all’università subito dopo aver finito la ragioneria  perché avevo bisogno di soldi principalmente anche se è stato difficile per me trovare lavoro nel paese in cui vivo😊..  anche se il mio sogno era quello di  seguire corsi per la fotografia. Ma spero che un giorno io possa coronorare questo sogno..

Io: Quanti followers hai su Instagram?

G: Attualmente su Instagram sono seguita da 14.688 follower  e sono contenta che ho questo seguito perché capisco che ciò che pubblico piace!

Io: Come ti sei avvicinata a questo social network fotografico e perché?

G: Ero già registrata su Instagram da tanti anni.. l’anno scorso girando su Facebook ho visto un post di un corso per Instagram e siccome mi piaceva questo mondo e mi piace la fotografia ho comprato il corso e ho iniziato a capire un po’ di più di questo mondo.. sono migliorata sicuramente in un anno e continuerò a migliorarmi..

Io: Dalla tua popolarità su Instagram hai ottenuto lavori, collaborazioni, o altri tipi di vantaggi? Se si quali?

G: Ho ottenuto molte collaborazioni in questo ultimo periodo alcune di queste erano aziende di orologi, occhiali oppure prodotti per la pelle.. mi hanno anche mandato dei voucher per un viaggio pagato dall’azienda che farò ad ottobre!

Io: Wow! Quali sono gli account ai quali ti ispiri per curare il tuo profilo? 

G: Non c’è un profilo specifico al quale mi ispirò. . Ciò che pubblico e le foto che faccio provengono tutte dalla mia testa.. quando so che devo fare una collaborazione ho già in mente come la devo pubblicare.

Io: Cosa pensi piaccia ai tuoi followers del tuo profilo (visto l’alto engagement?)

G: Ciò che piace ai miei follower sono sicuramente le foto, poi come descrivo i prodotti e soprattutto il mio sarcasmo nel fare le battute tipo sulla giornata.. non sono una persona impostata parlo come parlerei ad una mia amica 😁

Io: Dove speri ti porterà il tuo profilo Instagram?

G: Guarda, oltre al mio sogno da fotografa mi piacerebbe avere un mio marchio di moda!

Grazie Gessica, te lo auguro di cuore 🙂 

Immagine account Instagram Gessica
Segui @gessicatrifilio

Riassumendo:

Queste due splendide Igers, come tante altre, sono semplicemente delle ragazze che amano prendersi cura del proprio profilo Instagram.

I motivi sono molteplici: aumentano l’autostima e ricevono anche dei piccoli benefici.

L’importante per avere successo, come hanno sottolineato entrambe, è essere se stesse, persone vere, ragazze reali!

I brand prestano sempre maggiore attenzione a questa nuova “categoria sociale” sono loro i nuovi testimonial. 

Perché sono “vicini” all’utente medio e quindi ai potenziali clienti. Non top model o attori, ragazzi normali, che hanno un forte seguito perché sanno comunicare.

Questo rappresenta una grandissima rivoluzione (o evoluzione) del marketing. E’ anche in questo modo che i social network si integrano all’interno delle strategie di marketing aziendale.

Gli Igers equivalgono ai nuovi brand ambassadors.

 

 

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