Guida all’uso degli hashtag su Instagram 2021

Guida all'uso degli hashtag su Instagram 2021 - Francesca Antonetti web e social media specialist
Guida all'uso degli hashtag su Instagram 2021 - Francesca Antonetti web e social media specialist

Brevi nozioni sugli hashtag

  • Gli hashtag rendono i tuoi post “reperibili” semplicemente
  • Ti permettono di raggiungere anche utenti al di fuori dei tuoi followers
  • Puoi utilizzare massimo 30 hashtag per post
  • Inserisci solo gli hashtag che i tuoi clienti potenziali cercano e consultano
  • Puoi inserire gli hashtag nella caption o nei commenti, funzioneranno ugualmente!
  • Esistono due categorie di hashtag: Top (popolari) e recenti, il tuo scopo è quello di portare il tuo post tra i top post.
  • Quando scegli i tuoi hashtag poni attenzione anche al “look & feel” dell’hashtag. Ovvero, apri l’hashtag che ti interessa, se noti che tra i top post, ci sono foto molto simili tra loro, tu avrai maggiori possibilità di finirci dentro se utilizzerai un contenuto diverso.
  • Instagram banna un’intera lista di hashtag ogni anno, quindi potrebbero esserci anche hashtag che tu utilizzi. Occhio!
  • Assicurati di non utilizzare nessun hashtag bannato, oppure Instagram ti metterà in shadowban (Lo shadowban è una sorta di punizione. nessuno vedrà il tuo contenuti, se non ti segue già)

Guida per trovare i tuoi hashtag

  1. Scrivi su un foglio i 4/5 argomenti che tu tratti nei tuoi post.
  2. Per ciascun argomento, fai una lista di 5-10 parole relative a ciascun argomento.
  3. Vai su Instagram, fai tap sulla barra di ricerca immagine 1) e vai su hashtag (o tag se hai impostato la lingua inglese, come me), digita ciascuna parola che hai scritto prima, al punto 2.
  4. Verrà fuori una lista di hashtag, scrolla fino giù, finché non trovi quelli di dimensioni piccole o medie (a seconda del numero di post all’interno, quindi evita quelli con milioni di post)
barra di ricerca di Instagram
Immagine 1: la barra di ricerca di Instagram

Trova la giusta nicchia

Un errore che molti piccoli account fanno spesso è quello di utilizzare hashtag “giganti” e generici (ad esempio #marketing, #fitness, #workout).

Tra questi hashtag ci sono milioni di post, per cui quello che accade è che il tuo post svanirà in un secondo.

Le uniche persone (account) che possono utilizzare tranquillamente questi hashtag, sono account grandi, con un grande seguito.

Quindi, se tu hai un piccolo account, dovresti concentrarti sui “long tail hashtag”, quindi hashtag più piccoli e soprattutto focalizzati sulla tua nicchia!

Le dimensioni degli hashtag

Gli hashtag che tu dovresti utilizzare sono:

  • Piccoli: 1-15K post
  • Medi: 50-100K post
  • Grandi: 100-200K post

Seleziona i tuoi 30 hashtag tra piccoli e medi, se hai un piccolo account. Idealmente, dovresti individuare hashtag che hanno più di 5000 post e meno di 100.000. Naturalmente quando l’account cresce, puoi utilizzare hashtag più grandi.

5. Segnati questa lista di hashtag dove puoi copiarli e incollarli velocemente sul tuo post e in modo che puoi salvarli anche per il futuro.

6. Quando selezioni gli hashtag per il tuo post, mixa gli hashtag di diverse categorie con quelli relativi ad una categoria specifica. E’ importante anche mixare hashtag di diverse dimensioni.

Quali hashtag utilizzare secondo il contenuto e l’audience

  1. Hashtag rilevanti per il contenuto, quindi che descrivono il contenuto del post
  2. Hashtag che si rivolgono alla community della tua target audience. Questi sono gli hashtag che descrivono il tuo cliente ideale.

Quindi a questo punto sappiamo quali hashtag selezionare in base a dimensioni, contenuto e audience.

Tuttavia, ogni attività di marketing ha bisogno di analisi.

Quali dati analizzare

  • Sei andato con il tuo post tra i top? Per quali hashtag?
  • Qual è la percentuale di utenti che non ti seguono raggiunta?
  • Questa strategia ha portato nuovi followers?

E’ importante che tu tenga traccia di quali hashtag stanno funzionando e quali no, in modo da poter riutilizzare i migliori e scartare quelli che non performano. E ricordati di cambiare gli hashtag ogni tanto, quindi non utilizzare sempre gli stessi.

Naturalmente per accedere agli insight sevi avere un account di tipo “business” o “creator”.

Ora, metti tutto questo subito in pratica. Crea un exel – o quello che preferisci – con 3 gruppi di hashtag dividendoli tra piccoli, medi e grandi. Per ciascun gruppo scrivi gli hashtag che hai trovato; prepara i tuoi gruppi di hashtag da 30 per i tuoi post futuri.

Hai bisogno di una consulenza? Contattami:

Gamification e social media

Gamification e Social media - Francesca Antonetti

Cosa fa un social media manager, tra le altre attività? Crea la strategia, definisce gli obiettivi da raggiungere e crea un piano editoriale e relativo calendario per raggiungerli.

Trovare e creare i contenuti giusti è una sfida quotidiana. Cosa vuol dire giusti? Vuol dire contenuti in grado di catturare l’attenzione dell’utente, con l’obiettivo di coinvolgerlo, fidelizzarlo e trasformarlo poi in cliente.

La gamification è un tipo di attività che può aiutarci in questo obiettivo. Per spiegartela bene, ho chiesto aiuto ad Andrea Khaldi, meglio noto come l’Architetto della Mente, coach esperto in tecniche di apprendimento rapido e Gamification. Grazie Andrea per il tuo contributo!

Gamification e Social media - Francesca Antonetti

Con questo articolo-intervista saprai:

  • Quali sono i 4 tipi di contenuti che devi utilizzare nel tuo piano editoriale
  • Che cosa si intende per Gamification
  • Quali sono gli elementi imprescindibili per creare una comunicazione efficiente utilizzando la Gamification
  • Come utilizzare la Gamification nella tua social media strategy
  • Come la Gamification può aumentare la tua brand awareness

4 tipi di contenuti che devi utilizzare nel tuo piano editoriale

Ecco i 4 tipi di contenuti che io utilizzo nei miei piani editoriali:

  • CONTENUTI EDUCATIVI: insegna quello che sai, offri valore ai tuoi utenti.

  • CONTENUTI EMOZIONALI: che tu rappresenti un brand o stia promuovendo il tuo personal brand raccontare te stesso, qualcosa di te, della tua vita, la tua storia (il tanto citato storytelling insomma) o della storia del prodotto che vendi o la tua attività, ti aiuterà a costruire fiducia nei tuoi confronti.

  • CONTENUTI VIRALI O CONDIVISIBILI: è un tipo di contenuto che ai miei clienti propongo sempre perché funziona sempre. Post grafici, citazioni, meme.

  • CONTENUTI PROMOZIONALI: anche se questo tipi di contenuti dovrebbe rappresentare solo il 20% dei post e se hai fatto bene l’altro 80% questo 20% è abbastanza, ovviamente non viviamo di like, commenti e followers ma di quello che vendiamo. A questo livello io inserisco qualsiasi post con CTA, che quindi portano l’utente a compiere un’azione, quindi anche la lead generation.

Ne parlo approfonditamente qui: Piano editoriale: la regola dell’80 20

Oggi mi concentrerò sui contenuti ludici, che quindi inserisco all’interno dei contenuti emozionali. Visto che è nella sfera emotiva dell’utente che agiscono. Attraverso un’intervista con Andrea Khaldi.

D: Che cosa si intende per Gamification?

Questa domanda sembra banale, ma non lo è! Pensa che neanche gli addetti al settore concordano su quale sia la definizione precisa della Gamification!

Per certi versi per gamification si intende l’uso dei meccanismi dei principi dei giochi e dei videogiochi all’interno delle normali attività umane, che magari possono risultare noiose o frustranti.

Ma scavando più a fondo si impara che non basta mettere dei punti o dei trofei per gamificare una situazione: occorre costruire una relazione molto più intensa con il Giocatore/utente, capendo quali sono le sue vere motivazioni.
Ed ecco che allora esce fuori forse, cos’è davvero la Gamification: il più sofisticato filtro conoscitivo dell’animo umano e lo strumento più pratico per far concentrare le persone su quello che stanno facendo.
Una sorta di Mindfulness molto molto pratica!

D: Quali sono gli elementi imprescindibili per creare una comunicazione efficiente utilizzando la gamification

Direi soprattutto uno: mettere al centro di tutto l’utente che hai davanti.

Capire chi è, cosa lo motiva, come “funziona” e costruire un “cerchio magico”, l’insieme di regole, premi e punizioni che regoleranno il “gioco”.

Questo Cerchio Magico è fisiologicamente diverso per ogni giocatore, per questo è importante calibrarlo bene attraverso una relazione conoscitiva approfondita. Per fortuna capire il tipo di Giocatore che si ha davanti è abbastanza facile.

Ed è a quel punto che si si passa alla parte operativa: stabilire le Meccaniche appropriate ed usare i Componenti necessari.

Una Meccanica è un processo specifico che fa agire una persona.

Magari il nostro utente ama ottenere premi e riconoscimenti, oppure ama scoprire tutte le sfumature di una storia. C’è chi ha bisogno di sapere di essere il numero 1 e chi invece ama poter partecipare alla costruzione del gioco.

Quando abbiamo capito la meccanica più adatta, a quel punto possiamo scegliere i “componenti”, ovvero gli elementi che verranno effettivamente usati da un utente.

Hai presente un Avatar per un social network, il sistema a punti di un super market o un sondaggio per creare un Lead?

Sono componenti, che attivano meccaniche per far compiere un’azione ad un utente.

Un cerchio magico, insomma!

D: Ogni buon social media strategist sa che all’interno di una Social media strategy, è sempre più difficile riuscire a raggiungere il proprio target. Può riuscirci solo con contenuti di valore e coinvolgendolo anche attraverso le emozioni. La gamification è utile in questo senso?

Assolutamente sì!
In due modi: innanzitutto, come ho detto prima, la Gamification sfrutta le Leve Motivazionali fisiologiche degli esseri umani. Per questo dicevo che gamificare un’attività non significa solo usare punti o trofei, ma costruire un processo in cui la motivazione e le emozioni di un utente siano il perno centrale.
La vendita verrà dopo, in modo naturale.
Yukai Chou, uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, preferisce parlare di “Human Driven Motivation” contrapposta a “Data Driven Motivation”, quando parla di Gamification.


Poi c’è la quantità stratosferica di storie, metafore, personaggi che ormai sono diventati parte del nostro immaginario e che provengono dal mondo “nerd”: pensa al successo degli Avengers ad esempio, ed in generale dell’MCU.
Personaggi come Spider Man, o Black Panther, ormai possono essere usati come simboli, metafore… come ancore, insomma, per solleticare la curiosità di un utente e generare un’interazione molto forte.
Le più moderne piattaforme social, Twitch e Tik Tok, si basano proprio su questo: far giocare gli utenti con immaginari e scenari che fino a qualche anno fa erano considerati negativamente o con superficialità!

D: Quindi ad esempio, i giveaway e le challenge sono un esempio di gamification nel social media marketing?

Esatto, sono gli esempi più lampanti di Gamification nel Social Media Marketing.

Sono efficaci perché attivano meccaniche molto forti: la competizione, il desiderio di essere i numeri uno e sconfiggere gli avversari, ottenere una ricompensa etc.

Si tratta di strumenti semplici ed efficaci ma attenzione: non basta inserire un premio o dei punti per pensare di aver gamificato un’attività.

Occorre costruire una strategia precisa perché come tutto ciò che riguarda la comunicazione ed il social media management in particolare le nostre azioni devono essere calibrate in modo preciso sul tipo di utenza che vogliamo raggiungere (chi sono i miei follower? che tipo di giocatori sono?).

Io ad esempio sono totalmente insensibile alle challenge che mettono in palio un premio basato sulla fortuna, ma reagisco bene alle classifiche in cui posso impegnarmi per dimostrare il mio valore. E questo è solo un esempio tra i tanti possibili. Dopotutto di tecniche di gamification ne esistono tante: è scegliere quella giusta per te, la vera sfida!

D: Ad un brand (o personal brand) occorrono almeno 16 interazioni per far sì che una persona, guardando anche solo il logo o la faccia, li riconosca. La gamification può aiutare nel generare queste interazioni?

Certo!

Al punto che non spiego come non venga usata di più dai brand.

Uno degli elementi più importanti della Gamification è il cosidetto “Player’s Journey”, che indica le 4 fasi che un giocatore segue quando inizia un gioco: Discovery, Onboarding, Scaffolding, Endgame.

Quando un utente ci scopre si trova inevitabilmente nella fase di Discovery, momento fondamentale in cui decide se continuare o meno a conoscerci.

Attraverso alcune meccaniche molto semplici da applicare al giorno d’oggi è possibile fargli iniziare il suo Player’s Journey verso il nostro Brand, agendo non su quello che noi possiamo fare per lei/lui, ma su quello che il l’Utente vuole: continuare a giocare.

In questo modo, calibrando bene il Copy e sfruttando una buona strategia cross-canale è possibile far salire vertiginosamente il numero di interazioni che un utente compirà.

Andrea fa parte della community di cui faccio parte anche io e ne sono admin Officina2030 di Alessandro Principali, con il quale collaboro e che ha recentemente intervistato Andrea nell’ambito del suo nuovo interessantissimo format Live2030.

Ecco l’intervista!

Live2030 – Sviluppare Disciplina per apprendere velocemente – Andrea Khaldi, Architetto della Mente

Se ti interessa approfondire e conoscere meglio Andrea Khaldi, ecco i suoi contatti!

SEO Copywriting: come scrivere contenuti per le persone e ottimizzare per Google

SEO Copywriting: come scrivere contenuti per le persone e ottimizzate per Google - Francesca Antonetti

Se vuoi aumentare il pubblico del tuo blog, dovrai diventare più intelligente con i tuoi contenuti.

Una delle maggiori sfide che devono affrontare i blogger e i content marketer è la scrittura di contenuti ottimizzati per i motori di ricerca, ma piacevoli anche per i lettori.

L’argomento SEO è molto frainteso.  Ma il SEO copywriting non è complicato, una volta compreso che le persone vengono prima, prima degli algoritmi di ricerca.  

Prosperare nel tuo business online significa che devi andare oltre la semplice “scrittura di contenuti”. I tuoi contenuti devono raggiungere due obiettivi: in primo luogo, attirare l’utente finale (clienti, clienti, potenziali clienti, lettori, ecc.) E in secondo luogo, risolvere un problema particolare.

Ma come si creano contenuti che soddisfano tali obiettivi? Come si creano contenuti che si allineano bene con Google e convincono anche le persone? Questo è il copywriting SEO.  

SEO Copywriting: come scrivere contenuti per le persone e ottimizzate per Google - Francesca Antonetti

Con questo articolo saprai:

  • Che cos’è il SEO?
  • Comprendere del copywriting
  • Che cos’è SEO Copywriting?
  • Elementi di SEO Copywriting
  • Scrivere contenuti utili per le persone (la tua audience!)
  • Ricercare parole chiave per la creazione di contenuti
  • Copywriting: convincere le persone all’azione

Iniziamo…

Che cos’è il SEO?

Sappiamo tutti cosa succede quando si digita una query di ricerca in un motore di ricerca e si preme “invio”: si ottiene un elenco di risultati di ricerca pertinenti al termine di ricerca.

Le pagine dei risultati vengono visualizzate come risultato dell’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO). In breve, la SEO è un metodo per ottimizzare (migliorare l’efficacia) dei tuoi contenuti per i motori di ricerca, al fine di aiutarli a posizionarsi più in alto rispetto ai contenuti di altri siti che hanno come target gli stessi termini di ricerca.

Alpha Bee Design offre un quadro chiaro del processo SEO:

Quindi, SEO è quando:

  • Cerchi parole chiave …
  • Quindi selezioni una determinata keyword e …
  • Usi quella parola chiave per scrivere contenuti …
  • Che altre persone leggono e condividono su Twitter, Facebook, i loro blog e altre piattaforme di social media.

Secondo Redevolution, Google visualizza le pagine Web nei risultati di ricerca in base all’autorità e alla pertinenza della pagina per migliorare l’esperienza dell’utente. Come si misura l’autorità e la pertinenza?

  • Google determina la pertinenza della tua pagina analizzandone il contenuto in base a diversi fattori, tra cui dove e con quale frequenza usi determinate parole in quel contenuto.
  • Google misura l’autorità in base al numero di link che puntano a quella pagina e alla loro attendibilità.

Su Internet, i collegamenti sono come voti, con una leggera differenza. Il vincitore delle elezioni è determinato esclusivamente dal numero di voti, mentre il grado della tua pagina web non dipende tanto dal numero di link in entrata che ha (quantità), ma piuttosto dalla qualità di tali link. Tu e il tuo team di marketing dovete capirlo.

La qualità è diventata il fattore di classificazione n.1 in Google, soprattutto dopo gli aggiornamenti di Panda e Penguin di Google.

Che cos’è il copywriting

Il copywriting è l’arte e la scienza della creazione di contenuti che richiede al lettore / utente finale di acquistare un prodotto, iscriversi a un elenco, fare una prova o intraprendere altre azioni che potrebbero essere utili.

Il copywriting è vendita, afferma Bruce Bendinger. 

Chi spinge un utente ad agire? Lo fa un copywriter. Un copywriter è un abile professionista che scrive copie per pubblicità, promozioni e coinvolgimento dei clienti. Nel mondo del marketing, vengono spesso definiti “creativi”. Un copywriter SEO adatta questo al contenuto online.

Un copywriter è qualcuno che capisce le persone, sa cosa piace al suo pubblico e sceglie le parole che piaceranno loro. Il titolo, le parole, le frasi e i paragrafi utilizzati nel contenuto devono persuadere e indurre i lettori a intraprendere un’azione specifica. Un copywriter SEO capisce anche come Google si sente su determinate parole e frasi, in particolare le frasi a coda lunga.

Long tail keyword: 4 o più parole con volume di ricerca basso, ma molto vicine alla conversione dell’utente. Essendo le long tail keyword più lunghe e specifiche, più semplice sarà il loro posizionamento, maggiore sarà la probabilità di conversione. Ciò significa che le long tail keyword rappresentano le ricerche degli utenti che molto probabilmente si trasformeranno in conversioni. (Digital Coach)

Se sei un blogger, uno scrittore freelance o un imprenditore online, puoi diventare un buon copywriter sviluppando la tua creatività e perfezionndo le tue capacità di scrittura.

Se vuoi costruire un fiorente business online e sopravvivere in questo mondo mutevole di SEO, il tuo compito è quello di creare contenuti utili che siano interessanti, persuasivi e ottimizzati per i motori di ricerca, e devi farlo in modo coerente. Questo fa parte dell’esperienza dell’utente, ottenendo nuovi contenuti freschi su richiesta.

SEO Francesca Antonetti

Che cos’è SEO Copywriting?

Il copywriting SEO si è evoluto, da quando Google ha iniziato a implementare i suoi aggiornamenti.

Se desideri creare contenuti di grande utilità che si posizionano bene in Google e contemporaneamente incanalano i clienti nel tuo business online, devi pensare ai componenti dell’algoritmo di ranking di Google.

Il copywriting SEO si basa sulla creazione di contenuti utili, avvincenti e preziosi che comprendono parole chiave specifiche in modo che gli utenti o professionisti del settore siano portati a promuoverlo volentieri e condividerlo sui propri canali social. Ciò aumenta l’autorità e la pertinenza dei tuoi contenuti e migliora il posizionamento in Google per le parole chiave selezionate.  

Il copywriting SEO ti aiuta a indirizzare i tuoi clienti e a risolvere i loro problemi specifici con contenuti ben realizzati.

1. Elementi di SEO Copywriting

Alcuni elementi di contenuto di valore, come l’appeal visivo e la tempestività, sono i segni distintivi dell’efficacia del copywriting.

L’implementazione coerente delle migliori pratiche SEO in tutti i tuoi contenuti spingerà naturalmente i contenuti nella top 10 di Google e aumenterà il traffico.

Tuttavia, ci sono elementi che ti permetteranno sempre di posizionarti in alto su Google, oltre ad aumentare il tasso di conversione. Prima di implementare gli elementi del copywriting SEO, ricorda che  ci sono cose che dovrebbero venire prima come l’ottimizzazione on-page.

Ecco i 6 elementi del copywriting SEO che contano:

1) Velocità del sito

  • Il 40% delle persone abbandonerà una pagina Web se il caricamento completo richiede più di 3 secondi.
  • Il 47% degli utenti finali si aspetta  il caricamento di una pagina Web in due secondi o meno.

L’attenzione degli utenti è breve. Quindi anche se i tuoi contenuti sono utili e interessanti, ma ci vuole molto tempo perché la tua pagina si carichi completamente, i tuoi visitatori se ne andranno.

Come si misura il tempo di caricamento del sito?  

Ci sono diverse piattaforme, come ad esempio Pingdom

Attraverso la cronologia puoi effettuare una ricerca più accurata e capire dove puoi effettuare miglioramenti..

Accelerare il tempo di caricamento del tuo sito può migliorare le tue conversioni del 7%.

2) Titolo

I tuoi contenuti possono essere preziosi, ma se il titolo è mediocre, la percentuale di clic sarà bassa. Non sprecare un copy SEO di valore!

In media, il titolo viene letto da un numero di persone 5 volte maggiore di quelle che leggeranno il corpo del testo. Quindi, quando scrivi un titolo, sappi che hai già speso 80 centesimi del tuo dollaro.

David Ogilvy

Nel SEO copywriting, il tuo titolo dovrebbe attirare l’attenzione delle persone, quindi spingerle a fare clic e a leggere ulteriormente.

Il titolo è la parte che i lettori vedranno per prima!

Quando ti trovi nella top 10 di Google, se il tuo titolo è cliccabile e attraente, non importa se ti classifichi al primo o al quarto posto, perché attirerai comunque visitatori organici sul tuo sito. Come regola generale, un copywriter SEO di successo crea il titolo prima di passare al corpo del tuo articolo o post di blog.

Nota: i titoli che trasmettono un messaggio o un’idea specifici funzionano meglio con gli utenti della ricerca. Secondo alcune ricerche, i titoli con i numeri sono sempre vincenti.

Numerosi siti di contenuti autorevoli utilizzano i numeri nei loro titoli. 

Esempio di titolo con numeri - Francesca Antonetti
Esempio di titolo con numeri.

I titoli che contengono numeri in genere vengono condivisi di più anche su Facebook e Twitter.  

Esistono diverse risorse per scrivere titoli degni di clic e condivisibili.  

I copywriter SEO nuovi ed esperti raccomandano caldamente di scaricare Yoast SEO come plugin per WordPress per ottimizzare i copy  SEO. Dopo aver appreso il copywriting SEO, puoi scrivere contenuti che avranno sia un posizionamento elevato nelle pagine dei risultati di Google, che molti click da parte degli utenti!

Nota: se vuoi che l’intero titolo sia visibile nei risultati dei motori di ricerca, tienilo sotto i 72 caratteri. Ciò aumenterà anche le percentuali di clic.

3) Contenuto

Il contenuto stesso è un elemento vitale del copywriting SEO. Il motivo principale per cui le persone conducono ricerche su Google e altri motori di ricerca è che sono alla ricerca di contenuti utili. I motori di ricerca si nutrono anche di nuovi contenuti SEO, motivo per cui è necessario aggiornare costantemente il tuo sito.

 Se vuoi scrivere i migliori contenuti che si classificheranno bene su Google, devi scegliere bene le keywords. Evita di riempire eccessivamente  il testo di parole chiave. I 

Un post o articolo di blog generalmente  dovrebbe contenere almeno 1000 parole. Ma non si tratta solo di lunghezza, perché diversi articoli dettagliati fanno ugualmente  fatica a classificarsi e mantenere il loro posizionamente nelle pagine dei risultati di Google.

Prima di scrivere i tuoi contenuti SEO, è essenziale capire il tuo lettore. Quindi la nicchia e concentrarsi su un problema specifico che il lettore deve risolvere.  Abbiate il coraggio di risolvere quel problema con i vostri contenuti!

Ogni contenuto che scrivi ha bisogno di un’introduzione convincente. L’introduzione è la parte che viene subito dopo il titolo (e il sottotitolo se ne includi uno nei tuoi contenuti). La tua presentazione deve contenere almeno una delle tue parole chiave mirate, in particolare una parola chiave a coda lunga.

Tuttavia, è fondamentale capire che il moderno copywriting SEO è andato oltre il targeting e il posizionamento delle parole chiave. L’approccio migliore ora è scrivere contenuti che raggiungano  l’intento delle parole chiave.  

4) Meta Description

Prima di scrivere i tuoi contenuti e di nuovo, prima di pubblicarli, usa le meta descrizioni per guidare i motori di ricerca. Le meta descrizioni aiutano i motori di ricerca e gli utenti che effettuano ricerche a capire qual è l’argomento.

La meta descrizione è l’attributo HTML che fornisce una “spiegazione concisa” ai motori di ricerca del contenuto della tua pagina. Il tag è racchiuso nella <head> sezione </head> sulla tua pagina web.  

Google utilizza la meta descrizione sulla tua pagina come snippet quando gli utenti cercano parole chiave pertinenti alla tua pagina. Questa copia dello snippet è ciò che determinerà se si ottengono o meno clic, indipendentemente dalla posizione in alto nei risultati di ricerca.

Ai fini SEO, la meta descrizione dovrebbe essere di 150-160 caratteri e di solito appare così in Google:

Esempio di meta description di Google - Francesca Antonetti

La grande domanda: come faccio a scrivere meta descrizioni che catturino l’attenzione delle persone, oltre a classificarsi bene in Google?

  1. Comprendere l’intento della parola chiave. L’intento di parole chiave è lo scopo principale o la ragione dietro le parole chiave (se parole chiave seed o long-tail).

Ad esempio, supponi di essere un consulente di social media e desideri attirare clienti nella tua attività. Quindi, la tua parola chiave principale potrebbe essere “consulenza di esperti sui social media”.

  1. Una volta che il tuo articolo o post sul blog è stato scritto, la prossima cosa da fare è scrivere la sua meta descrizione.  

 a) Inizia con una domanda: stai cercando suggerimenti di social media per acquisire nuovi contatti, convertire i visitatori in clienti e migliorare il tuo marchio? Innanzitutto, fissa un obiettivo definito.

Lunghezza – 141 caratteri.

b) Dichiarare l’ovvio: molte aziende hanno rinunciato al marketing sui social media, perché non sanno cosa fare. Tutto ciò che serve è una consulenza di esperti che ha prodotto successo.

Lunghezza: 148 caratteri.

Nota: non è necessario includere necessariamente le parole chiave esatte nella meta descrizione, soprattutto quando non scorre in modo uniforme.  

5) Frequenza delle Keywords

La frequenza delle parole chiave indica quante volte le parole chiave scelte vengono visualizzate nella pagina Web.

 Al contrario, la densità delle parole chiave riguarda il rapporto tra la keyword e le altre parole nella stessa pagina.

La frequenza e la densità delle parole chiave non sono più efficaci come una volta, prima che Google iniziasse a distribuire aggiornamenti frequenti, ma sono ancora parti importanti del contenuto SEO. Evita errori di ottimizzazione sulla pagina, come l’inserimento eccessivo di parole chiave.

Tuttavia, la densità delle parole chiave influisce ancora in qualche modo sul ranking organico.  

6) Link esterni

I link  sono i mattoni di base della tua pagina web.  

I link alle pagine indicano a Google che sei connesso e socievole e che hai contenuti utili a cui le persone possono accedere altrove. Questo contenuto potrebbe essere tuo o potrebbe essere di un altro autore o sito.

Il collegamento ad altri siti e pagine autorevoli  indica che apprezzi ciò che altre persone creano. Google ti ricompenserà per essere in sintonia con la sua missione: organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili. Un buon team di marketing raccomanderebbe caldamente di creare link in modo appropriato.

Ad esempio questo mio articolo è una traduzione e rielaborazione dell’articolo originale di Neil Patiel, il mio riferimento nella redazione di articoli di valore!

Le regole per i link  ad altri siti non sono fisse. Tuttavia, come un marketer online e smart che vuole ottenere risultati eccezionali nei motori di ricerca, dovresti:

  • Link a pagine pertinenti all’interno e all’esterno del tuo sito nella tua introduzione
  • Link a guide o contenuti più approfonditi sulla tua pagina o su altri siti
  • Collegamento con il testo di ancoraggio appropriato, che scorre naturalmente con il contenuto

Come detto prima, queste regole non sono stabilite da Google o da altri motori di ricerca. Se riesci a capire il tuo pubblico di destinazione e produci i migliori contenuti che risolveranno i problemi dei tuoi lettori, non devi preoccuparti della densità delle parole chiave, dei collegamenti alle pagine e dei segnali sociali, perché si verificano in modo naturale.

Ricorda che contenuti estremamente utili attireranno sempre migliaia di condivisioni social, commenti, lead, clienti e vendite. Questo è il tuo lavoro come SEO copywriter.

Strumenti e risorse di SEO Copywriting: per comprendere e implementare pienamente le migliori pratiche di SEO copywriting, sono necessari strumenti e risorse fattibili. Ecco quello che consiglio:

Digital Coach offre corsi di specializzazione in Web Content Editor, dove si apprende anche il SEO copywriting.

Tuttavia, ci sono azioni che puoi intraprendere per aumentare la probabilità che la tua pagina web venga visualizzata in Google per ricerche pertinenti. Esploriamo questi fattori:

Tag del titolo: è una buona idea sapere come scrivere i tag del titolo per l’ottimizzazione dei motori di ricerca. Ancora una volta, Yoast SEO può aiutarti. Il tag title è un tag meta HTML, come la meta descrizione che abbiamo visto in precedenza. È come il titolo di un libro. È la prima cosa che appare nei risultati di ricerca di Google.

Il tag del titolo dovrebbe essere una descrizione concisa e accurata della tua pagina web. Google visualizzerà 50 – 60 caratteri del titolo nei risultati di ricerca. Oltre a pensare alla lunghezza, scrivi titoli che si allineino al tuo marchio.

Heading tag: i tag di intestazione sono etichettati h1 – h6. I tag di intestazione aumenteranno la dimensione del carattere e lo faranno risaltare. Quando scrivi un contenuto, dovrebbe essere ben strutturato per i lettori.

Ottimizzare il tuo titolo: questa è una delle cose più importanti che puoi fare per assicurarti che il tuo titolo sia classificato su Google, oltre ad attirare un pubblico.  

2. Scrivere contenuti utili per le persone

Le parole sono potenti. Le parole guidano il coinvolgimento. Se riesci a mettere insieme le parole per produrre un prezioso contenuto, il tuo pubblico di destinazione ti adorerà.

Il numero di blog che producono quotidianamente nuovi contenuti è in continua crescita. Ricorda che contenuti duplicati, contenuti con parole chiave e contenuti di bassa qualità non aiuteranno il raggiungimento del  tuo pubblico di destinazione.  

Uno studio recente mostra che, anche se i tuoi contenuti sono utili, sono necessari tre elementi aggiuntivi, al fine di favorire il traffico organico:

  • Ottimizzato per molte parole chiave con molte ricerche
  • Un numero ragionevole di backlink affidabili
  • Un’idea / argomento evergreen

Cerca l’intenzione degli utenti: la ricerca di parole chiave è ancora necessaria. Ma l’aspetto più importante di qualsiasi parola chiave utilizzata dagli utenti della ricerca è l’intento. Prima di poter scrivere grandi contenuti che risolvono un problema particolare, devi conoscere il significato di ogni parola chiave.

Greg Meyers consiglia di prestare attenzione alla classificazione delle parole chiave. In altre parole, capire se gli utenti della ricerca vogliono acquistare un prodotto o meno.

Esistono due importanti classificazioni delle parole chiave: parole chiave informative e commerciali.

Parole chiave informative: il motivo principale per cui le persone cercano con queste è che desiderano informazioni utili senza doverle pagare.

Le parole chiave informative sono di solito “come fare” in natura.  

 Come copywriter SEO, puoi scrivere contenuti utili attorno a parole chiave informative, ma non aspettarti di convertire i lettori in clienti, perché la maggior parte di loro non vuole acquistare. Usa invece parole chiave informative nei tuoi contenuti per alimentare un pubblico, coinvolgerli e costruire il tuo brand.

Parole chiave commerciali: le parole chiave commerciali mostrano un “intento” di acquistare. Queste parole chiave di solito mostrano “disperazione” da parte di chi effettua la ricerca. Vogliono soluzioni rapidamente, ad esempio “perdere 10 chili in 3 giorni“.

La persona alla ricerca di parole chiave commerciali probabilmente acquisterà un prodotto o si iscriverà a un elenco e-mail che alla fine li convertirà in clienti.
Il fatto che qualcuno abbia digitato una parola chiave commerciale in Google significa che è pronta ad agire. Le parole chiave commerciali di solito contengono determinati prefissi e suffissi, come recensioni, acquisto, ordine, revisione, confronto, confronto, spedizione gratuita, migliore, veloce, ecc.  

N.B.: quando si scrive un contenuto attorno a parole chiave commerciali, l’obiettivo finale è quello di fornire informazioni utili su come utilizzare il prodotto, i suoi vantaggi e caratteristiche e come installarlo, se necessario.

Storytelling: come copywriter SEO, lo storytelling può distinguerti, perché gli esseri umani adorano le belle storie. Se riesci a intrecciare la storia del tuo marchio nel tuo post, articolo o video sul tuo blog, attirerai più attenzione.

 Umorismo: uno dei motivi per cui dovresti scrivere con umorismo è mantenere il lettore / pubblico impegnato. Puoi anche infondere umorismo per semplificare un argomento scomodo o controverso.

Il copywriting SEO non riguarda solo la scrittura di contenuti utili che risolvono un problema particolare in modo noioso. Il tuo contenuto deve anche eccitare i tuoi lettori.

3. La ricerca di keywords per la creazione di contenuti

Oltre il 66% di tutti i clic va ai primi 3 risultati del motore di ricerca. Se vuoi sfruttare questa rara opportunità per classificarti nelle prime 3 posizioni, allora dovresti imparare le migliori pratiche di ricerca per parole chiave.

Le parole chiave a coda lunga sono il modo migliore per raggiungere il successo nel SEO moderno, perché i brand più forti, non si rivolgono a queste keywords. E, se riesci a produrre contenuti di qualità mirando naturalmente a questi tipi di parole chiave, dominerai sicuramente i motori di ricerca.

Nel marketing di nicchia, scegliere le parole chiave giuste è l’aspetto più impegnativo della costruzione di un sito di nicchia redditizio.

Optimizing content for search robots: Quando uno spider di Google esegue la scansione della tua pagina web, è alla ricerca di nuovi contenuti. Alcune persone sostengono addirittura che i ragni / i crawler si nutrono di nuovi contenuti e quindi ricordati di aggiornare spesso il tuo sito!

Tuttavia, tieni presente che quando gli spider di Google indicizzano sono interessati solo ai meta tag (tag del titolo e meta description).

Ancora più importante, vogliono conoscere le parole chiave a cui ti rivolgi. Ciò consente a Google di determinare il settore di cui beneficeranno i tuoi contenuti, ad esempio salute, affari, piccole imprese, marketing su Internet, ecc.

Per risultati ottimali, è necessario ottimizzare per i robot di ricerca come questo:

Aggiungi una volta la parola chiave principale nel tag del titolo e nella meta descrizione.

Aggiungi parole chiave alternative nella tua introduzione e assicurati che scorra bene. Se la parola chiave non scorre bene, ignorala e scrivi semplicemente.

Parole chiave come “miglior seo web design Roma” non funzionano nel tag del titolo, nella descrizione e nei contenuti. L’approccio migliore è utilizzare la parola chiave naturalmente, in questo modo:

Come trovare la migliore ditta SEO e Web design a Roma

Ottimizzazione on-page: il SEO on-page non deve essere noioso o complicato.  

Gli elementi che aggiungono valore al tuo sito, come i collegamenti interni, sono molto importanti.

Controlli il 98% di ciò che accade all’interno del tuo sito.

Ecco perché Google presta attenzione alle tue pagine web e misura il coinvolgimento, la frequenza di rimbalzo, la percentuale di fidelizzazione e le condivisioni social.

La base di un’efficace campagna SEO è ciò che accade internamente (sul tuo sito). In altre parole, presta attenzione al modo in cui scegli le tue parole chiave, quale ancora viene utilizzata per collegare pagine interne, meta tag, ecc.

Ottimizzazione off-page: nel digital marketing di oggi, il pubblico determina quanto siano pertinenti e utili i tuoi contenuti. Inoltre, Google utilizza i fattori fuori pagina per valutare l’autorevolezza e il valore dei tuoi contenuti.

In generale, non puoi controllare cosa succede al di fuori del tuo sito. Ad esempio, non controlli chi ti collega e non controlli la qualità dei siti che scelgono di fare riferimento al tuo lavoro.

Ma se sei intelligente, puoi utilizzare tecniche SEO off-page per costruire un solido marchio online e aumentare il traffico organico.

Secondo Chris Ainsworth, le 5 strategie SEO off-page comprovate che funzionano bene sono:

  • Costruisci e coinvolgi una community entusiasta attraverso i social media
  • Esponi la tua attività e approfitta dei servizi locali
  • Installa la fiducia del marchio attraverso revisioni aziendali
  • Promuovi la local citation e la coerenza di nome / indirizzo / telefono  
  • Crea di collegamenti attraverso: blog, pubblicazione di guest post, analisi di collegamenti della concorrenza.

4. Copywriting – Far agire le persone

L’ultimo pezzo del puzzle in questo articolo di approfondimento è la “persuasione” – la capacità del tuo copy di spingere le persone all’azione. Questo non è difficile, perché ci sono molte risorse e strumenti di alta qualità che puoi usare.

Il copy è scritto per vendere un prodotto, un servizio o un’idea. Ma tutto inizia con la vendita di te stesso, perché hai solo un massimo di 30 secondi per vendere te stesso e lasciare la gente che desidera di più.

Usa i punti elenco: uno dei modi per spingere le persone all’azione è evidenziare i punti chiave del contenuto o dell’argomento utilizzando gli elenchi puntati. Prima di scrivere articoli Vivian Giang consiglia di elencare 3 o 4 forti vantaggi che tratterai. Questo è molto importante, poiché ti aiuta anche a creare titoli e paragrafi potenti.

La Columbia University ha riconosciuto i titoli come l’elemento più importante del copy. Pensa come un lettore e scrivi prima il titolo. Il titolo dovrebbe essere mirato a una parola chiave e apparire attraente.

Creiamo titoli più cliccabili, utilizzando alcuni dei risultati in Google.  

Abbi chiarezza di intenti. Quando scrivi contenuti per il tuo blog, concentrati su un’idea e scrivi il tuo post per affrontare una sfida, risolvere un problema o spiegare un problema complicato.

Conclusione

Utilizzando questi accorgimenti  genererai più traffico, migliorerai il tuo brand e ti innamorerai del content marketing.

Se non stai sfruttando la “persuasione” e la “psicologia” per migliorare le classifiche organiche e affascinare il tuo pubblico, consiglio vivamente che ora sia il momento migliore per iniziare.

Qual è la tua opinione sul copywriting SEO? Pensi che sia un fattore importante per il successo del marketing dei contenuti online?

Come hai potuto leggere, questo argomento è particolarmente vasto e qualora volessi approfondire ci sono scuole specializzate come Digital Coach che offrono corsi di specializzazione in Web Content Editor, dove si apprende anche il SEO copywriting.

Aggiorna la tua Facebook strategy per il 2022

Aggiorna la tua Facebook strategy per il 2022 - Francesca Antonetti digital strategist
Aggiorna la tua Facebook strategy per il 2022 - Francesca Antonetti digital strategist

Oggi torno a parlare del nostro caro, vecchio amico FB!

Essendo la piattaforma più “anziana” (e famosa) a livello di strategia, spesso si tende – o almeno io tendo – a sottovalutare tutti i nuovi tool, o a non utilizzarli al massimo. 

In realtà, anche qui si verificano tanti aggiornamenti ed è quindi bene conoscerli per assecondarli e combattere la famosa copertura organica che tende allo zero, insieme all’engagement!

La prima cosa che voglio invitarvi a testare e utilizzare – in maniera strategica – sono le Stories e i Reels (recentemente implementati anche su Facebook): sono questi infatti gli strumenti che più di tutto possono aiutare la tua pagina ad avere un maggior coinvolgimento, aumentare la discovery e fare brand awareness.

Inoltre, sempre nell’ottica che sì, la copertura organica delle pagine è molto, molto bassa, ma abbiamo tanti altri strumenti che ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi, voglio parlarvi nel dettaglio di 2 tipi di attività che potete svolgere!

INVESTI NELLA TUA COMMUNITY

È vero che puoi migliorare i risultati in termini di copertura con stories e reels, ma è vero anche aumentare il numero di post sulla tua pagina NON è una soluzione (almeno non per tutte le aziende!).

Al contrario, i gruppi stanno diventando sempre più importanti per i brand, per coinvolgere in modo creativo la propria audience.

Qual è la differenza tra pagine e gruppi?

In sostanza le pagine sono ideali per promuovere la tua attività, mentre i gruppi sono progettati per creare una community attorno al tuo brand.

Naturalemte, puoi e dovresti utilizzare entrambi, ma differenziando la strategia.

Il brand (o l’azienda) ha il controllo completo sulla pagina, mentre sui gruppi è fondamentale il contributo dei membri.

È quindi importante, incoraggiare la partecipazione dei membri. 

AUMENTA LE TUE ENTRATE GRAZIE A FACEBOOK

Come ho ribadito spesso, Facebook Live continua a guadagnare terreno ed è un ottimo strumento per migliorare copertura e engagement. 

Non sottovalutare mail il potenziale di coinvolgimento di Facebook Live (uno studio ha dimostrato che è più del doppio rispetto a un video pre-registrato).

Se hai già confidenza con lo strumento, puoi prendere in considerazione l’idea di monetizzare grazie agli tool messi a disposizione da Facebook.

Come? Ospitando eventi onloine a pagamento. 

Puoi offrire sconti sull’acquisto anticipato per incentivare la partecipazione.

Facebook non intente chiedere commisiìsioni per il 2022, questo significa 100% guadagni. Questo potrebbe cambiare a aprtire dal 2023.

Scrivo queste notizie in anteprima nel gruppo di Facebook #Officina2030 di Alessandro Principali, dove ti invito ad accedere se sei un professionista (e vuoi leggere i miei contenuti settimanalmente e in anteprima: https://alessandroprincipali.com/accedialgruppo

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UGC Strategy per potenziare i tuoi contenuti social

UGC Strategy per potenziare i tuoi contenuti social - Francesca Antonetti digital strategist

Oggi parliamo di uno dei miei fav topicsI contenuti e in particolare i contenuti generati dagli utenti (i tuoi utenti!).

UGC Strategy per potenziare i tuoi contenuti social - Francesca Antonetti digital strategist

COME E PERCHÉ UTILIZZARE GLI UGC

I contenuti ugc, al contrario dei branded content, sono quei contenuti (foto, video ecc) che provengono da utenti che non fanno parte della tua azienda, ma sono clienti, followers dei tuoi social o influnecer.Puoi reperire questi contenuti su tutti i canali social e ti basta chiedere il permesso del creator per condividerli sui tuoi social o il tuo sito.
Una buona strategia di UGC può davvero portare a risultati sorprendenti, perché:

  • Gli UGC risultano più autentici in quanto provengono da altre persone, esterne al brand/azienda e quindi risultano più autentici.
  • Il vantaggio maggiore è probabilmente quello legato alla fiducia. La condivisione di contenuti creati dai consumatori migliora la credibilità del brand e dell’azienda e la fa apparire più affidabile.
  • La condivisione di UGC inoltre, ti offre la possibilità di stabilire una relazione unica con il cliente che ha prodotto il contenuto.

SOCIAL MEDIA STRATEGY E UGC

Pensa all’obiettivo che vuoi raggiungere attraverso gli UGC e incastrali con la tua social media strategy globale.Reperire i contenuti UGC è abbastanza semplice, basta controllare sempre menzioni e tag sui social, ma anche gli hashtag relativi al tuo brand che gli utenti potrebbero aver utilizzato! In molti casi, la produzione di questi contenuti è totalmente spontanea; tuttavia, talvolta sarebbe opportuno incentivare la produzione di questi contenuti, soprattutto se hai obiettivi specifici e quindi hai bisogno di contenuti specifici.In questi ultimi casi potresti lanciare una challenge con hashtag dedicato, offrendo qualcosa in cambio ai partecipanti.

USA SEMPRE I CREDITS

I contenuti UGC ti permettono di abbattere i costi di produzione, per questo riconoscere i credits di chi li ha prodotti è molto importante. Si tratta di una persona che ha dedicato il suo talento e la sua creatività a creare un contenuto per te, quindi andrebbe sempre citato nella didascalia.

Che tu voglia aumentare il coinvolgimento, premiare i tuoi true fan, gli UGC possono aiutarti e portarti ottimi risultati!
Hai capito il potenziale? Tu utilizzi gli UGC nella tua digital strategy? Io gestisco i social per un piccolo, ma fortissimo brand e mi capita spesso di utilizzare UGC perchè c’è una fortissima produzione e posso garantire che è un ottimo strumento nell’ottica di costruire una community forte!

Scrivo queste notizie in anteprima nel gruppo di Facebook #Officina2030 di Alessandro Principali, dove ti invito ad accedere se sei un professionista (e vuoi leggere i miei contenuti settimanalmente e in anteprima: https://alessandroprincipali.com/accedialgruppo

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Instagram: in arrivo i “Post in Collab”

Instagram: in arrivo i "Post in Collab" - Francesca Antonetti digital strategist

Instagram: in arrivo i “Post in Collab”

Oggi parliamo di una nuova opportunità in arrivo su Instagram: i “Post in Collab” (N.B. Questa feature non è ancora attiva in Italia, ma come sempre noi ci portiamo avanti per farci trovare pronti!)

Instagram: in arrivo i "Post in Collab" - Francesca Antonetti digital strategist

A breve – si spera – arriverà questa nuova feature che ci permetterà di creare contenuti in collaborazione con influencer o altri creator, per quanto riguarda i post nel feed e i reels. Questo strumento ci permetterà di comunicare più facilmente con la nostra audience.Vediamo come funziona.Fino ad ora avevamo due modi per fare questa attività:

  • Il semplice e normale tag, cioè taggare in un contenuto una persona – ma risulta poco trasparente la differenza tra tag professionale tag “in amicizia”.
  • Oppure attraverso il tag di contenuto in partnership, che mostra che il contenuto è sponsorizzato.

La nuova etichetta “Collab” invece, rappresenta una terza opzione.

Fare un tag come collaboratore infatti, renderà i due utenti connessi, co-autori del post; il post sarà visibile su entrambi gli accpunt senza più necessità di screenshot o utilizzo di app per il repost.

Inoltre, questo tag mostrerà in maniera trasparente, la collaborazione professionale.Il collaboratore deve accettare il tag, prima che questo venga visualizzato sul tuo contenuto. La notizia davvero importante è che gli insight del post saranno gli stessi per entrambe le parti.

Questo nuovo strumento semplifica notevolmente la vita di brand, influencer e creators perché:

  • Rende più semplice e veloce ricondividere contenuti
  • Da credito allo stesso livello a tutte le parti coinvolte, quindi entrambi gli account
  • Aumenta la fiducia nella tua audinece, essendo tutto estremamente trasparente

UN’OPPORTUNITÀ PER LE PARTNERSHIP

Molto spesso, anche tra i membri di Officina2030, la community di professionisti di cui sono admin, si verificano delle collaborazioni che sono “omaggi“, parlo dei post “Visita il profilo @xyz .

Questa è un’attività molto friendly e utile per fare in modo che un account raggiunga i follower dell’account che lo “ospita”.

Tuttavia, risulta un po’ macchinoso, mentre con questa nuova etichetta, è possibile organizzare questa attività in maniera più semplice, perché con un solo “tap” sarà possibile visitare il profilo dell’altro utente coinvolto.

Che ve ne pare? Sono sicura che molti di voi apprezzeranno molto!

Scrivo queste notizie in anteprima nel gruppo di Facebook #Officina2030 di Alessandro Principali, dove ti invito ad accedere se sei un professionista (e vuoi leggere i miei contenuti settimanalmente e in anteprima: https://alessandroprincipali.com/accedialgruppo

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Come creare una social media strategy per piccoli business

Come creare una social media strategy per piccoli business - Francesca Antonetti

Per una piccola impresa, avere una social media strategy è essenziale per aumentare la consapevolezza del marchio (brand awareness), raggiungere il pubblico di destinazione e aumentare le vendite.
Con una solida strategia sui social media, non rimarrai mai a corto di idee su cosa pubblicare e otterrai una community coinvolta.
Vediamo come creare una strategia sui social media per le piccole imprese?

Come creare una social media strategy per piccoli business - Francesca Antonetti

Che cos’è una social media strategy?

Una strategia sui social media racchiude tutto ciò che vuoi ottenere sui social media. Descrive in dettaglio ciò che pubblicherai, le piattaforme che utilizzerai e definisce obiettivi misurabili che supporteranno le tue esigenze aziendali specifiche.

Strategie di social media ben fatte per le piccole imprese possono aumentare la consapevolezza del marchio, costruire il tuo pubblico e aumentare le entrate.

Tuttavia, questa crescita non avverrà dall’oggi al domani. Richiede un approccio coerente e strategico.

Come creare una social media strategy per piccole imprese o professionisti

  1. Definisci la tua social media strategy
  2. Identifica le giuste piattaforme social
  3. Definisci la tua Brand Voice
  4. Crea i tuoi contenuti
  5. Misuri gli obiettivi

1. Definisci la tua social media strategy e gli obiettivi

La creazione di una social media strategy da zero può sembrare complessa, ma l’impostazione di obiettivi SMART mantiene il processo realistico e realizzabile.

Un obiettivo SMART è:

Specific: specific

Misurabile: misurabile

Achievable: realizzabile

Relevant: pertinente

Timely: tempestivo

Applica questo metodo al tuo piano di social media marketing basando gli obiettivi su metriche specifiche per la tua attività.

Ad esempio, potresti voler monitorare quante persone seguono il tuo account sui social media mese dopo mese o comunque quante persone riesci a raggiungere.

2. Identifica le giuste piattaforme social

Ogni piattaforma di social media ha una serie unica di pro e contro, il che significa che puoi scegliere quella giusta, in base al tuo approccio.

Iniziare con piattaforme che hanno più senso per la tua attività ti aiuterà a risparmiare tempo ed evitare di essere sopraffatto dal tuo calendario di contenuti.

Instagram è il principale social media “visivo”, quindi utile per condividere l’utilizzo di un prodotto/servizio e costruire una solida community.

Facebook è il social media più utilizzato e probabilmente il più avanzato a livello di tool per la gestione della community a vari livelli.

TikTok utilizza brevi video che possono essere informativi, divertenti o creativi, quindi un ottimo strumento; la audience principale è la gen z, tuttavia si sta man mano spostando e molti millennial si stanno unendo alla piattaforma.

YouTube consente di condividere video di forma più lunga, con un’enorme dimensione massima del file di caricamento di 128 GB (o 12 ore!).
Questo lo rende la piattaforma perfetta per contenuti educativi più approfonditi, come consigli di stile, interviste, tutorial e trasformazioni.

LinkedIn è un’ottima piattaforma per costruire la tua rete, aumentare la brand awareness e attirare nuovi talenti per entrare a far parte della tua attività.
Simile a Twitter, molti marchi utilizzano LinkedIn per condividere aggiornamenti aziendali, comunicati stampa, copertura mediatica, articoli o blog post.

3. Definisci la tua brand voice

Parliamo di “personalità” del tuo brand. La brand voice è il modo in cui parli alla tua audience.

Se stai cercando di capire qual è il tono giusto, concentrati sui valori e la mission del tuo brand. Sei formale e serio o socievole e friendly?

Il tono può anche essere leggermente differente a seconda della piattaforma, purché resti coerente.

4. Crea e pianifica i tuoi contenuti

Una volta definiti gli obiettivi, le piattaforme e la brand voice è il momento di creare i contenuti.

Come titolare di un piccolo business (o come professionista), l’ideale per non essere sopraffatti è pianificare e programmare più contenuti. Puoi usare il Creator Studio per Facebook e Instagram o tool esterni com PostPickr per Linkedin. Per TikTok il discorso è differente, ma puoi salvare in bozza direttamente in app e ultimare il video in un altro momento.

5. Monitora e analizza gli obiettivi

Non dimenticare che la chiave per una strategia di social media di successo per le piccole imprese è la coerenza.

Monitorare le tue analisi per vedere quante persone stai raggiungendo e come interagiscono con i tuoi post è fondamentale per la tua strategia in quanto ti mostrano cosa funziona e cosa no.

Puoi utilizzare anche gli strumenti di analisi di base all’interno delle piattaforme, soprattutto in fase iniziale, come Facebook Insight, la dashboard di Instagram, ecc.


Le 7 fasi del nuovo Customer Journey

Le 7 fasi del nuovo Customer Journey - Francesca Antonetti web & social media specialist

Dall’imbuto alla clessidra: nuove strategie da utilizzare

Le 7 fasi del nuovo Customer Journey - Francesca Antonetti web & social media specialist

Seguire il percorso del cliente nel modo giusto

I recenti cambiamenti, soprattutto nel marketing online, hanno portato a importanti modifiche nel percorso che porta le persone a diventare clienti di un’azienda (brand, prodotti, servizi, ecc).

Nel percorso tradizionale, l’azienda creava domanda per il proprio prodotto e servizio e attirava o cercava di attirare queste persone. Da qui la forma ad imbuto – il funnel – con una parte superiore ampia che attira le persone e una finale stretta, nella quale idealmente passano quelle persone che diventano clienti.

Ad oggi invece, gran parte del percorso è incontrollabile da parte dei marketers, quindi la nuova “forma” da associare” al customer journey è più simile ad una clessidra.

Uno dei vantaggi principali del comprende il customer journey del cliente è quello di riuscire ad attirare i clienti giusti, cioè persone che hanno effettivamente bisogno di quel prodotto e servizio e sono pronte all’acquisto.

Le aziende che non comprendono il percorso del cliente non solo attireranno i clienti sbagliati, ma non saranno nemmeno in grado di trattenere i pochi che attraggono.

La fidelizzazione dei clienti sta diventando molto più importante per alcuni motivi, non ultimo la fase di referral o passaparola.

La clessidra

La tradizionale forma ad imbuto, si basa sulla canalizzazione del cliente che entra in contatto con l’azienda, inizia ad apprezzarla e infine procede ad acquistare.

Questa canalizzazione di vendita tradizionale si basa su ciò che l’azienda vuole che i clienti facciano, per guidarli da quella prima introduzione alla loro decisione di acquisto.

La nuova forma a clessidra del percorso del cliente è organizzata attorno ad altri aspetti e comportamenti dei clienti.

Da qui la forma a clessidra: l’estremità più grande in alto quando le aziende si presentano prima ai consumatori, si rimpicciolisce intorno al centro quando quei consumatori prendono la decisione di acquistare, e poi si allarga di nuovo in basso quando quegli acquirenti parlano e riferiscono di quel business a nuovi consumatori.

1: Know: fai conoscere la tua attività ai tuoi potenziali clienti

La prima fase è quella di farti conoscere dai tuoi potenziali clienti. Puoi farlo in tanti modi, compresi post organici o sponsorizzati.

Uno dei modi più efficaci per farlo è parlare dei punti deboli che i tuoi clienti hanno nello stesso modo in cui discuterebbero i loro punti deboli, usando i loro termini. Ciò consente ai consumatori di sapere subito che stai parlando con loro e li aiuta a conoscerti come la persona o l’azienda che può aiutarli a trovare le risposte che stanno cercando.

Una cosa da tenere a mente durante il passaggio non è solo presentarti al cliente, ma pensare effettivamente all’esperienza del cliente nel momento in cui viene in contatto con te.

Tenendo in primo piano la prospettiva del cliente, puoi contribuire a garantire che questo primo punto di contatto, la loro introduzione alla tua attività, sia un’esperienza positiva.

2: Dai ai potenziali clienti un motivo per interagire e apprezzare la tua attività

In questa fase i prospect iniziano a interagire, attraverso i like con la tua attività.

Durante questa fase, i consumatori stanno iniziando a restringere la loro decisione tra le aziende che offrono risposte simili alle loro domande. Questo è anche il momento in cui i consumatori decidono se vogliono saperne di più sull’attività e sui prodotti e servizi offerti.

3: Costruisci la fiducia

Durante il terzo passaggio dalla clessidra, i consumatori sono alla ricerca di segnali che possono fidarsi dell’attività che stanno verificando.

Vogliono sapere se possono fidarsi e che tu abbia la soluzione che stanno cercando. Non solo, ma stanno cercando la prova che altri consumatori si fidano di te e che hai mantenuto le tue promesse in passato.

Ci sono molte cose che i marketer possono fare per aiutare a stabilire questa fiducia e mostrare ai consumatori che i clienti precedenti continuano a fidarsi di loro. Ad esempio, le aziende e i professionisti del marketing possono sfruttare la prova sociale per aiutare a stabilire la fiducia.

La riprova sociale è una metrica pubblica che i consumatori possono analizzare per vedere come le altre persone si fidano di quell’azienda.

Inoltre, quando si tratta di richiedere recensioni e testimonianze, se riesci a farle inviare in formato video, puoi stabilire una fiducia ancora più profonda.

Questo perché quando i consumatori guardano le testimonianze video, possono vedere la sincerità proveniente dal linguaggio del corpo e dagli occhi dei tuoi precedenti clienti. Li aiuta a stabilire una connessione personale con un cliente precedente, il che si traduce in una fiducia più profonda in te.

4: Convinci i potenziali cliente a provare

In questa fase, stanno facendo il passo subito precedente all’acquisto.

Questa fase di prova può includere la registrazione per scaricare un eBook gratuito, tre capitoli di un libro, una prova gratuita di un abbonamento, ecc.

È un momento cruciale, in cui ancora una volta, quello che devi tenere a mente è l’esperienza del cliente.

5: Fai la vendita

Questo passaggio è abbastanza esplicito. A questo punto, il consumatore ha conosciuto la tua attività, ha iniziato ad apprezzare la tua attività e ha “studiato”, ha costruito la fiducia che la tua attività ha le risposte che sta cercando e la capacità di fornire quelle risposte e ha testato qualcosa di tuo. Il prossimo passo è quello di compiere la scelta: cliente o non cliente?

6: Genera acquisti ripetuti da clienti soddisfatti

Una volta avvenuto l’acquisto, segui i clienti in modo da assicurarti che abbiano ricevuto il valore promesso, oltre che mantenerlo aggiornato e informato per acquisti futuri.

7: Cerca attivamente di stimolare i referral

La fase Refer è dove la clessidra inizia ad allargarsi nuovamente in basso.

Naturalmente, prima che le persone possano riferire la tua attività ad altri, devono effettivamente aver vissuto l’esperienza con piacere.

Ciò significa che devono vivere un’esperienza positiva durante le prime sei fasi del percorso del cliente.

Naturalmente, a livello di marketing, ci sono diversi modi in cui un’azienda può acquisire tali rinvii.

Oltre a cercare attivamente referral, le aziende dovrebbero creare un sistema in cui rimanere in primo piano con i propri clienti anche dopo che l’acquisto è stato effettuato.

Le aziende possono anche promuovere clienti Champion. I clienti Champion sono i tuoi più grandi fan. Queste sono le persone che parlano positivamente di te e ti promuovono, senza che tu debba nemmeno chiederlo. Potresti pensare ad esempio a creare un club di questi fan della tua attività.

Ultimo ma non meno importante, le aziende possono prendere in considerazione la collaborazione con un’attività complementare. Questa potrebbe essere un’altra azienda che vende prodotti o servizi che integrano o completano i tuoi, o semplicemente qualcosa di correlato.

La collaborazione con aziende correlate può avvantaggiare te e i tuoi clienti in diversi modi.

Instagram: in arrivo lo swipe up per tutti gli account!

Instagram: in arrivo lo swipe up per tutti gli account! - Francesca Antonetti digital strategist

Quella di oggi, più che un tip è una news… E che news! E’ una roba importante sotto diversi punti di vista: la possibilità di inserire un link nelle nostre stories, anche se abbiamo meno di 10K followers!

Instagram: in arrivo lo swipe up per tutti gli account! - Francesca Antonetti digital strategist

Andiamo con ordine:

Che cos’è lo swipe up?

Lo swipe up è letteralmente il movimento che gli utenti possono compiere sulla storia dove è inserito un link. Ad oggi la possibilità di inserire un link esiste solo per account con numero di followers superiore a 10K. E’ quindi molto molto importante per tutti coloro che utilizzano Instagram per promuoversi e creare la propria community:

  • Brand & business che possono veicolare traffico al proprio sito o e-commerce
  • Blogger all’ultimo articolo
  • Influencer, nella promozione di prodotti e servizi altrui.

E’ sicuramente uno strumento molto utile per qualsiasi buona strategia di storytelling, che su Instagram ha un valore sempre maggiore.Sembra ora ufficiale che Instagram abbia deciso di offrire la possibilità di inserire un link a tutti gli account, anche quelli con meno di 10K, quando, al momento non so dirvelo!L’aspetto visual dovrebbe essere leggermente diverso dallo swipe up, probabilmente l’inserimento del link prenderà la forma di uno sticker (così come esistono quelli di luogo, gif, sondaggio, ecc)

I Fake influencers

Questa notizia è molto importante anche sotto un altro aspetto, ossia la battaglia di Instagram contro i fake e fake influencers.

Per gli influencer o aspiranti tali, avere lo swipe up nelle stories è molto importante, spesso il valore (anche economico) della storia postata in collaborazione varia anche in base al numero di click sul link tra gli insights della storia.

Visto che le aziende, soprattutto le più piccole, non sanno ancora bene come valutare l’operato di un influencers, si concentrano sulle vanity metrics (come il numero di followers, senza considerare la qualità, il target, ecc) e semplicemente sulla possibilità o meno di sfruttare lo swipe up, senza poi andare a controllare l’effettivo ritorno.

Quindi, molti ininfluencers (e anche i micro) pensano male di acquistare followers per arrivare ai famosi 10k.Tutto questo, sporca notevolmente l’ambiente della piattaforma, quindi presumibilmente, la possibilità di inserire il link anche senza 10k di followers, è un passo nella direzione giusta di dimunuire questi casi.

Anche perché, esistono micro influencer, o chiamiamole pure persone autorevoli, che non hanno tantissimi followers, ma comunque hanno molto valore w sono in grado di veicolare traffico web di qualità.

Scrivo queste notizie in anteprima nel gruppo di Facebook #Officina2030 di Alessandro Principali, dove ti invito ad accedere se sei un professionista (e vuoi leggere i miei contenuti settimanalmente e in anteprima: https://alessandroprincipali.com/accedialgruppo

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LinkedIn, modalità Creator: quello che devi sapere

LinkedIn, modalità Creator: quello che devi sapere - Francesca Antonetti digital strategist

Oggi condivido quello che ho imparato riguardo la modalità Creator di LinkedIn, ovvero la possibilità offerta recentemente da LinkedIn a tutti gli account personali che creano contenuti con costanza sulla piattaforma.

LinkedIn, modalità Creator: quello che devi sapere - Francesca Antonetti digital strategist

Account Creator di LinkedIn

L’account creator è stato pensato e proposto per tutti quegli utenti che creano regolarmente contenuti originali su LinkedIn; attualmente è disponibile per più o meno tutti gli account personali ed è possibile effettuare lo switch.

Visivamente l’aspetto del feed cambia leggermente, ma quello che trovo interessante è che cambia – in meglio – la sezione “attività” sul profilo, quindi cambia la visualizzazione delle tue attività per chi sta guardando il tuo profilo.

In un account “normale” nella sezione attività vengono mostrate le attività più recenti (quindi anche commenti su altri post ecc), mentre con la modalità creator attivata, la sezione è maggiormente concentrata sui contenuti, quindi vengono mostrati gli ultimi 6 post originali condivisi.

Ora vediamo come sfruttare la modalità Creator al meglio!

Passa alla modalità Creator

Verifica attraverso le impostazioni che tu abbia la possibilità di passare alla modalità Creator.

Fatto questo scegli i tuoi topics: ne puoi scegliere fino a 5 che riguardano gli argomenti sui quali hai intenzione di postare.

Scegli quelli più pertinenti!

Questi hashtag o argomenti appariranno sulla scheda introduttiva del tuo profilo, sotto il titolo o il titolo di lavoro. Gli argomenti non sono cliccabili al momento.

N.B: Quando attivi la modalità Creator, il pulsante di invito all’azione (CTA) sul tuo profilo cambia da “Collegati” a “Segui”.

Sebbene l’idea come creator sia quella di avere un seguito, l’utente può comunque richiederti di collegarsi con te, cliccando su “altro” sul tuo profilo.Inoltre, se lo preferisci, puoi modificare il pulsante CTA da “segui” a “collegati” nelle tue impostazioni.

Pianifica i tuoi contenuti

Una volta attivata la modalità Creator, prendi i cinque argomenti per cui vuoi essere conosciuto e pianifica i contenuti che vuoi condividere. LinkedIn incoraggia i creator a condividere un mix di formati, da video e immagini ad articoli e spunti di conversazione.

Per aumentare il tuo seguito come creator, pubblica fino a quattro volte a settimana. Invita il tuo pubblico a contribuire con domande e idee su cui puoi creare contenuti. I sondaggi di LinkedIn possono essere un ottimo strumento a questo scopo.

Consigli pratici

1)Offri la tua opinione sui punti salienti delle notizie di LinkedIn

Per scoprire quali notizie sono popolari su LinkedIn, controlla la sezione LinkedIn Notizie, in alto a destra sul desktop. Queste notizie di tendenza si basano sulla tua area geografica. Se vedi una storia rilevante, cliccaci sopra per saperne di più.

Se decidi di condividere una notizia di tendenza con la tua rete, assicurati di spiegare perché la stai condividendo.Se condividi regolarmente news di LinkedIn News e utilizzi gli hashtag, il tuo post potrebbe essere raccolto e condiviso nelle “Editor’s Pick“.

2) Condividi notizie di settore, rilevanti per il tuo settore… Quale modo migliore di aumentare la tua autorevolezza ed essere riconosciuto come “leader”? Puoi anche taggare le persone coinvolte nella notizia e iniziare una conversazione con loro!

3) Unisciti alla community dei content creator di LinkedIn, attraverso la newsletter settimanale che LinkedIn sta promuovendo per offrire ispirazione e confronto sui contenuti che altri creator condividono. La newsletter è scritta da Daniel Roth caporedattore e vicepresidente di LinkedIn.

Attiva la tua LinkedIn Profile Video Cover Story

Non è una funzione strettamente legata alla modalità creator, ma una cosa carina: puoi aggiungere la tua storia di copertina nella quale ti presenti con un video di 30 secondi.

Attivando questa funzione, chi arriva sul tuo profilo trova un cerchio arancione intorno alla tua immagine profilo e il video viene riprodotto automaticamente per 3 secondi senza audio. Questa funzione è ancora in roll out per cui non è detto che tu ce l’abbiagià attiva, se ce l’hai vai da mobile sul tuo profilo, dovrebbe uscirti una finestra con la comunicazione, io ce l’ho attiva!

Insomma, se vuoi far crescere la tua community su LinkedIn, passa alla modalità creator e crea i tuoi contenuti!

Scrivo queste notizie in anteprima nel gruppo di Facebook #Officina2030 di Alessandro Principali, dove ti invito ad accedere se sei un professionista (e vuoi leggere i miei contenuti settimanalmente e in anteprima: https://alessandroprincipali.com/accedialgruppo

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Come funziona attualmente l’algoritmo di Instagram

Come funziona attualmente l'algoritmo di Instagram - Francesca Antonetti digital startegist

Comprendere l’algoritmo, è molto importante per scegliere quali contenuti mostrare e sfruttarlo a proprio vantaggio. Qualche settimana fa, durante il Creator Week, Instagram stesso ha fatto luce su alcuni punti, fornendo una panoramica in contro tendenza rispetto a molte “voci di corridoio”. Se a parlare è proprio Instagram è bene prestare attenzione e prendere appunti! 

Come funziona attualmente l'algoritmo di Instagram - Francesca Antonetti digital startegist

Come spiegato da Instagram:

We want to do a better job of explaining how Instagram works. There are a lot of misconceptions out there, and we recognize that we can do more to help people understand what we do. Today, we’re sharing the first in a series of posts that will shed more light on how Instagram’s technology works and how it impacts the experiences that people have across the app.

Pronti? Andiamo a scoprire una serie di punti chiavi insieme

1) Non esiste un solo algoritmo

L’idea di un algoritmo onnicomprensivo è leggermente errata; Instagram afferma che:

Instagram doesn’t have one algorithm that oversees what people do and don’t see on the app. We use a variety of algorithms, classifiers, and processes, each with its own purpose. We want to make the most of your time, and we believe that using technology to personalize your experience is the best way to do that.

In linea di massima però è stato affermato che gli algoritmi e classificatori sono settati in moda gestire il gran flusso di contenuti a cui un utente può essere sottoposto. Ecco perché il focus dei suoi algoritmi di feed e Stories è generalmente sugli amici, mentre Explore e Reels cercano di scoprire argomenti più rilevanti in base a tendenze, interessi, ecc.

2) I segnali chiavi che l’algoritmo considera

Instagram afferma che gli algoritmi utilizzano dei key signal, che sono migliaia e du cui il sistema può trarre diverse informazioni e indicazioni e sono:

  • Informazioni sul post:popolarità, numero di like; dove e quando è stato pubblicato, tempo medio di visualizzazione (se si tratta di un video).
  • Informazioni sulla persona che ha postato: Instagram valuta quanto una determinata persona potrebbe essere interessante per te, ad esempio guardando quante altre persone hanno interagito con essa nell’ultima settimana. Questo ci aiuta a capire perché dobbiamo prestare attenzione anche agli utenti con i quali interagiamo sulla piattaforma.
  • La tua attività: la tua attività aiuta Instagram a capire quali contenuti potrebbero essere più interessanti per te e include segnali come con quanti post hai interagito.
  • Come interagisci con una determinata persona: a seconda di quanto interagisci co i post di una determinata persona, Instagram determinerà (cercherà di farlo) quanto sei interessato a vedere nel tuo feed i post di quella persona. 

Questi sono gli identificatori generali dell’algoritmo, simili al feed delle notizie di Facebook.

Se interagisci con i video più spesso, vedrai più video, se un post sta ottenendo molto engagement, è più probabile che tu lo veda, se metti like ad un determinato post, questo è un forte indicatore di interesse, ecc.Questi elementi si applicano sia al feed principale che alle tue storie.Inoltre, Instagram fa notare anche che la classifica del feed (i primi post che tu vedi nel tuo feed) si basa sullo storico di comportamento a livello di engagement di ciascun utente.

In Feed, the five interactions we look at most closely are how likely you are to spend a few seconds on a post, comment on it, like it, save it, and tap on the profile photo. The more likely you are to take an action, and the more heavily we weigh that action, the higher up you’ll see the post.

Si tratta di incentivare l’azione: come puoi massimizzare i tuoi contenuti per sollecitare questo tipo di risposte?

3) Sezione “Esplora”

Qui l’algoritmo funziona in maniera diversa. La sezioneEsplora è focalizzata sul mostrarti contenuti che potrebbero interessarti, in base allo storico delle tue interazioni. 

To find photos and videos you might be interested in, we look at signals like what posts you’ve liked, saved, and commented on in the past. Let’s say you’ve recently liked a number of photos from San Francisco’s dumpling chef Cathay Bi. We then look at who else likes Cathay’s photos, and then what other accounts those people are interested in. Maybe people who like Cathay are also into the SF dim sum spot Dragon Beaux. In that case, the next time you open Explore, we might show you a photo or video from Dragon Beaux. In practice, this means that if you’re interested in dumplings you might see posts about related topics, like gyoza and dim sum, without us necessarily understanding what each post is about.

Quindi l’idea qui è che l’algoritmo cercherà di mostrare i contenuti a gruppi correlati di persone in base a cluster: se interagisci regolarmente con un profilo che condivide contenuti di pesca, è probabile che ti verranno mostrati altri contenuti relativi alla pesca nella sezione Explore.

È qui che gli hashtag possono aiutarti, mettendo il tuo account di fronte a persone che cercano determinati argomenti. Se poi interagiscono con i tuoi post, ciò aumenta le tue possibilità di essere mostrato alle loro connessioni e così via.

Come Feed e Stories, Instagram classifica l’elenco Esplora in base alla probabilità che ogni utente interagisca con ogni post.I saves (salvataggi) sono diventati molto rilevanti di recente, molti utenti hanno notato che i salvataggi hanno più peso nella distribuzione dell’algoritmo. 

Quindi vale la pena considerare come puoi incentivare i salvataggi dei tuoi post, in quanto ciò può svolgere un ruolo nel migliorare l’esposizione di Esplora.

4) Reel

Per quanto riguarda la sezione Reels, l’algoritmo è specificatamente focalizzato su ciò che potrebbe intrattenerti. 

We survey people and ask whether they find a particular reel entertaining or funny, and learn from the feedback to get better at working out what will entertain people, with an eye towards smaller creators. The most important predictions we make are how likely you are to watch a reel all the way through, like it, say it was entertaining or funny, and go to the audio page (a proxy for whether or not you might be inspired to make your own reel.)

TikTok ha quasi perfezionato il suo algoritmo, con il suo sistema che riceve i segnali esatti per mostrarti un flusso costante di contenuti che non puoi fare a meno di continuare a scorrere, in base alle tendenze, ai creatori, al contenuto di ogni clip, ecc.Instagram sta lavorando per recuperare il ritardo rispetto a Tik Tok.per Reels, Instagram afferma che i 4 segnali chiavi su cui si focalizza l’algoritmo sono:

  • La tua attività (in base ai contenuti con i quali hai interagito)
  • Le tue interazioni con la persona che ha pubblicato (come per explore)
  • Informazioni sul contenuto del Reel (suoni, popolarità, tipo di reel)
  • Informazioni sulla persona che ha pubblicato: “We consider popularity to help find compelling content from a wide array of people and give everyone a chance to find their audience.”

Instagram limiterà la portata di Reels che includono una filigrana TikTok.

In sostanza, si tratta di comprendere il pubblico – raddoppiare ciò che funziona e abbandonare ciò a cui le persone non rispondono– al fine di massimizzare questi elementi chiave e aumentare il coinvolgimento, prima con i tuoi follower, poi successivamente con un pubblico più ampio.

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Come creare Tik Tok che l’algoritmo ama (e premia!)

Come creare Tik Tok che l'algoritmo ama (e premia!) - Francesca Antonetti digital strategist

Oggi torno a parlare con di Tik Tok. In particolare, vedremo come creare dei video che l’algoritmo apprezza e quindi premia, aumentando la visibilità e finire nei “Per Te”, ovvero la sezione principale della piattaforma, dove ciascun utente visualizza in maniera random (scelta appunto dall’algoritmo)i vari tik tok di altri utenti, che non necessariamente segue.

Come creare Tik Tok che l'algoritmo ama (e premia!) - Francesca Antonetti digital strategist

1)Manda i giusti segnali all’algoritmo

Il successo su TikTok dipende dalla comprensione dell’algoritmo.

Come per TUTTI I SOCIAL, più invii segnali positivi all’algoritmo, più questo “spingerà” il tuo contenuto, in modo che più utenti lo vedano.

Più soddisfi l’algoritmo, più aumentano le possibilità di raggiungere l’apice e diventare virale nella For You Page.

Vediamo esattamente per cosa viene ottimizzato l’algoritmo.

I video di Tik Tok sono molto brevi, ma l’algoritmo è molto molto vicino a quello di YouTube: lo scopo è appunto che le persone restino più tempo possibile sulla piattaforma a visualizzare contenuti.

Vediamo i 5 fattori chiave che contano:

  • Il loop: La prima cosa che TikTok cerca sono i loop, ovvero il numero di volte in cui le persone riproducono il tuo video. Per avere un’idea di quanto spesso ciò accade con i tuoi contenuti, guarda le tue analisi di TikTok. Avrai bisogno di un account aziendale o di un creator per accedere all’analisi. Se non disponi già di uno di questi tipi di account, puoi cambiare facilmente il tipo di account nelle impostazioni. Per accedere alle tue analisi, tocca i tre punti in alto a destra del tuo profilo. Quando viene visualizzata la schermata Impostazioni e privacy, scegli Business Suite> Analytics o Strumenti per i creator> Analytics, a seconda del tipo di account. Successivamente, apri la scheda Contenuto e guarda il tempo di visualizzazione medio dei tuoi video, che ti dirà se le persone li stanno guardando di nuovo. Ad esempio, se il tuo video TikTok dura 8 secondi e ha un tempo di visualizzazione medio di 11 secondi, sai che le persone lo ripetono ripetutamente, il che invia un segnale forte all’algoritmo.
  • Visualizzazione completa: se l’utente va avanti al video successivo senza visualizzare completamente il tuo, il segnale per l’algoritmo è negativo.
  • Condivisioni: Anche ottenere condivisioni sui tuoi video è importante. Una condivisione su TikTok è quando le persone toccano il pulsante di condivisione sul tuo video per condividerlo con i loro amici attraverso altre piattaforme (Instagra, Whatsapp, ecc)
  • Commenti: i video virali di TikTok hanno molti commenti e risposte ai commenti. Più è alto l’engagement, meglio l’algoritmo vede il video.
  • Like: Anche se i Mi piace sono uno degli ultimi fattori che TikTok considera nell’algoritmo, sono l’unica social proof sul tuo video oltre ai commenti. Quando le persone stanno scorrendo la pagina For You e cercano spunti su quali video sono popolari, i likes sono probabilmente la prima cosa che vedranno.

2) progetta i tuoi Tik Tok in modo che gli utenti siano stimolati a visualizzare tutto il video

Per generare segnali che l’algoritmo di TikTok sta cercando, devi progettare i tuoi **contenuti per attirare gli spettatori fino alla fine del video.

Usa la tecnica della “rivelazione” alla fine del video.

Non a caso, la maggior parte dei Tik Tok Trends hanno questa struttura di “rivelazione” alla fine del video.

Qui, va considerato che noi tutti siamo strutturati in modo da aver bisogno di arrivare alla soluzione, di arrivare alla risoluzione del problema e questo ci porta ad arrivare alla fine del video.

Questo a sua volta invia un messaggio all’algoritmo che le persone non solo completano il video, ma lo riproducono più volte.

Quando crei un video TikTok, imposta quale sarà la rivelazione all’inizio. Il testo sullo schermo è il modo migliore per farlo. Il testo potrebbe essere qualcosa di semplice come “Non crederai a quello che è successo…

Quando hai una rivelazione o un colpo di scena nel tuo video, comunichi due cose importantissime a livello di ottimizzazione dell’algoritmo: convincere le persone a guardare l’intero video e riprodurlo.

D’altra parte, l’ottimizzazione del tuo video TikTok per Mi piace, commenti e condivisioni è difficile.

Puoi semplicemente chiedere “metti mi piace o commenta” oppure capire ciò che interessa al tuo pubblico di TikTok, sviluppare quel pubblico e creare una community è il modo per ottenere un coinvolgimento coerente e costante.

Certamente ci sono tattiche che puoi usare per ottenere questo coinvolgimento, come porre domande dirette e spingere gli utenti a condividere la loro opinione su qualcosa. Ma otterrai il maggior numero di commenti e condivisioni quando avrai creato una community all’interno del tuo pubblico di TikTok.

3) Fai una lista di suoni trend da utilizzare nei tuoi Tik Tok futuri

Per trovare idee per questo tipo di contenuti, scorri la tua pagina For You e cerca i suoni che hanno chiari colpi di scena in essi su cui potresti essere in grado di mettere il tuo brand, cioè di rendere tuo!

È possibile salvare il suono toccandolo, dai video che trovi e facendo Aggiungi a Preferiti.

Continua a scrollare e ripeti questo processo per compilare un elenco di potenziali suoni che puoi utilizzare per creare semplici video TikTok per il tuo brand o personal brand. La parte migliore è che questi suoni hanno già l’ottimizzazione incorporata.

Conclusione

Non c’è mai stata un’opportunità su Internet come TikTok. Puoi essere visto da milioni di persone senza spendere soldi, ma solo se il tuo contenuto invia i segnali giusti all’algoritmo.

Influencer marketing strategy: come e perché

Influencer marketing strategy: come e perché - Francesca Antonetti

Andiamo oltre tutte le accezioni negative dell’espressione “influencer marketing” (perché ci sono) e pensiamo che esiste un intero mondo di influencer e content creator che su Instagram, YouTube, Twitter e LinkedIn hanno coltivato un pubblico che li ama, li rispetta e si fida di loro per le loro opinioni su determinate cose, in particolare prodotti e servizi nella loro area di competenza.

Influencer marketing strategy: come e perché - Francesca Antonetti

Quando questi creatori di contenuti consigliano un prodotto o un servizio, il loro pubblico interviene ed è coinvolto!

Secondo l’Edelman Trust Barometer 2019, il 74% delle persone intervistate ha dichiarato di non guardare gli annunci pubblicitari, ma il 63% ha affermato di fidarsi degli influencer per i consigli sui prodotti.

Con gli influencer online, le aziende hanno un modo efficace ed efficiente per raggiungere un pubblico, in particolare un pubblico di nicchia.

1: TROVA IL GIUSTO TIPO DI INFLUENCER PER LA TUA CAMPAGNA

Un influencer è chiunque possa persuadere un pubblico ad agire. Ad esempio, due persone che hanno una conversazione su un prodotto di fronte a te in fila al supermercato possono influenzare la tua decisione, a seconda del loro tono di voce, del loro linguaggio del corpo e dell’aspetto che hanno.

Allo stesso modo, qualcuno che ha un sito Web e un podcast con centinaia di migliaia di lettori e ascoltatori che si fidano di loro per l’esperienza che forniscono ha influenza su quel pubblico.

Oltre l’influencer online ci sono le celebrità, che sono un po’ diverse. Un influencer online ottiene la propria influenza e credibilità creando intenzionalmente contenuti sui social media. Le celebrità sono famose per la loro abilità o notorietà in qualche altro luogo. Se hanno molti follower online, hanno un’influenza online, ma ciò è dovuto a qualcos’altro, non a causa dei contenuti che hanno creato online.

Case Study:
Quando UBS, la società di servizi finanziari, stava cercando opportunità per spargere la voce sui loro prodotti di rendita, hanno trovato Martin Bamford, che lavorava nel settore finanziario e ha ospitato un podcast
Non aveva molti follower sui social media, ma il suo podcast riceveva qualche migliaio di download al mese. UBS ha trovato il suo pubblico molto interessante perché era interessato ai contenuti finanziari per la gestione finanziaria personale.

UBS ha proposto a Martin di ospitare uno dei loro dirigenti nel suo podcast. Dopo l’apparizione del podcast, UBS ha monitorato un aumento 4 volte dei lead al proprio sito Web facendo domande sulle rendite. Questo era l’effetto di un singolo podcast con influenza su un pubblico iper-mirato interessato a quel particolare tipo di prodotto finanziario personale.

2: USA GLI STRUMENTI ONLINE PER TROVARE E ENTRARE IN CONTATTO CON GLI INFLUENCER

Per trovare influencer online, esistono strumenti e soluzioni di database che ti consentono di cercare parole chiave pertinenti e ottenere un elenco di influencer, insieme a approfondimenti che ti aiuteranno a valutarli. È solo questione di trovarne uno che si adatti al tuo budget e alle tue esigenze.

Quando utilizzi un software per trovare influencer online, tieni presente che gli elenchi che generano sono consigli. Devi poi leggere i contenuti dell’influencer e valutare se possono effettivamente spingere il tuo pubblico ad agire. Solo perché hanno molti follower non significa che convertiranno molti clienti.

3: PROPONI UNA PARTNERSHIP CON UN INFLUENCER

Più piccolo è il pubblico dell’influencer, più è probabile che sarà lui a chiederti di collaborare con il tuo brand. Poiché stanno cercando di sviluppare la propria attività come creatori / influencer di contenuti online, solleciteranno quel tipo di attività.

Man mano che diventano un po’ più grandi, potrebbero smettere di cercare da soli e aspettare che i marchi vengano da loro.

Quindi, quando arrivano a un certo punto (generalmente oltre 150.000 follower su un dato social network), le società di gestione si avvicineranno a loro per gestirli.

Sia che vieni avvicinato da un influencer o che ti avvicini a un influencer per una potenziale partnership, devi sapere che i soldi che investirai, come investimento ti porteranno un ritorno!

È importante conoscere i tuoi obiettivi, le metriche che ti interessano e cosa vuoi fare. L’influencer deve quindi dimostrarti che può davvero essere determinante. Chiedi loro di fornire alcuni punti di prova da precedenti progetti simili. Devi avere la certezza che i tuoi risultati varranno i soldi.

Ci sono molte persone che stanno cercando di essere influenti ma non hanno davvero il livello di coinvolgimento per persuadere il loro pubblico ad agire effettivamente.

4: MISURA I RISULTATI DEL TUO INFLUENCER MARKETING

Come qualsiasi azione di marketing devi monitorare i risultati

Quando inizi a costruire la tua strategia, definisci i tuoi obiettivi e determina come acquisirai le informazioni che ti dicono che ti stai avvicinando al raggiungimento di tale obiettivo o che stai facendo progressi lungo quel continuum.

Il tuo obiettivo potrebbe essere quello di generare traffico, generare vendite, ottenere lead, aumentare la brand awareness o cambiare la tua reputazione. Come lo misurerai? Inizia stabilendo un punto di riferimento. Quali sono le tue vendite adesso? Qual è la tua reputazione adesso? Quanti contatti stai ottenendo ora?

Ciò è particolarmente importante per gli obiettivi di branding, consapevolezza e reputazione. Fai sondaggi e social listening per vedere quante persone stanno parlando di te ora. In questo modo, quando lo misuri di nuovo su tutta la linea, sarai in grado di confrontare il numero di persone che parlano di te per sapere se funziona.

Ci sono molti indicatori chiave di prestazione (KPI). Se stai misurando il brand e la brand awareness, ad esempio, i tuoi indicatori chiave di prestazione sono la copertura, le impression, le visualizzazioni di video, forse i numeri di coinvolgimento sui post social e così via.

Ma ci sarà anche un indicatore di performance a cui tieni più di tutti gli altri. Se si tratta di un gioco di branding e consapevolezza, sarebbe quante più persone sono consapevoli della tua attività alla fine rispetto all’inizio. Potresti misurarlo tramite sondaggi, ascolto sociale e altri metodi.

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Come migliorare la copertura organica su Facebook

Come migliorare la copertura organica su Facebook - Francesca Antonetti social media strategist

La portata organica su Facebook in declino già negli ultimi anni, attualmente è praticamente crollata. Tranquilli, non sentitevi soli… è così per tutti!

Come migliorare la copertura organica di Facebook - Francesca Antonetti

In realtà è il momento giusto per porre maggiore attenzione alla copertura organica su Facebook… Perché? Te lo spiego subito!

Con le imminenti modifiche apportate da IOS e Google Privacy Sand box, per Facebook sarà sempre più difficile tracciare le azioni che gli utenti compiono fuori da Facebook. Poiché saranno più limitati nei dati che possono raccogliere, i contenuti sulla piattaforma Facebook diventeranno ancora più importanti.Facebook si trova quindi nella situazione di dover usare quei content creators in grado di creare contenuti sui quali gli utenti compiono azioni, come fermarsi, leggere, fare tap!Ogni volta che pubblichiamo un contenuto, che si tratti di un video o di un link esterno al blog, Facebook tiene traccia di tutte le azioni degli utenti, in modo che possano vendere quei dati agli inserzionisti.

Quando qualcuno guarda un video di 5 minuti sull’abbigliamento, Facebook impara qualcosa sui suoi interessi perché ha agito su quel contenuto. Così Facebook invierà loro altri contenuti sull’abbigliamento. E questo è il principio portante di Facebook Ads!

Facebook è motivato a condividere i nostri contenuti organici in modo da poter identificare chi sta agendo su quel contenuto e indirizzare loro delle pubblicità (Facebook Ads) in seguito. Fatta questa premessa, vediamo come far a migliorare la copertura organica dei nostri contenuti della nostra pagina Facebook.

1: FAI CAPIRE A FACEBOOK QUAL È IL TUO PUBBLICO IDEALE

Innanzitutto, assicurati di scegliere come target la nicchia giusta su Facebook. Facebook Audience Insights (https://www.facebook.com/ads/audience-insights/people…)può aiutarti a fare questa selezione. 

Ti dà accesso ai dati del pubblico su tutte le pagine e i gruppi di interesse su Facebook. Puoi vedere i loro livelli di attività, le pagine che stanno seguendo, il tipo di dispositivi che utilizzano e così via. Chiunque abbia una pagina Facebook può accedere a questi dati.

Quando apri Audience Insights, Facebook ti chiederà di scegliere un pubblico per iniziare.

 ▪️Seleziona “Tutti su Facebook“. Quindi, inserisci l’argomento della tua nicchia (nella sezione Interessi sul lato sinistro della pagina). Facebook ti dirà quante persone ci sono in quella nicchia, quali pagine gli piacciono e alcune delle loro informazioni demografiche come dove si trovano.

▪️Se vai alla scheda Attività, puoi vedere quanto è coinvolto questo pubblico su Facebook. Mostra quanti commenti, Mi piace e condivisioni danno in media in un mese, nonché su quanti annunci pubblicitari cliccano. 

Oltre a esaminare i dati sul pubblico per diversi interessi, puoi anche esaminare i dati sul pubblico per le singole pagine di Facebook. 

Cerca le pagine nella tua nicchia, simili alla tua, e vedi se il loro pubblico è simile a quello che desideri attirare per la tua pagina.

Assicurati che il pubblico su quelle pagine sia coinvolto. Se scopri che il pubblico di una determinata pagina non commenta, mette mi piace o condivide i suoi contenuti, probabilmente non agirà neanche con te.

Dopo aver identificato una pagina con un pubblico coinvolto che vorresti raggiungere, puoi iniziare a inviare dei segnali per comunicare che la tua pagina è proprio simile a quella che stanno seguendo. Non è necessario collaborare con quella pagina perché facebook possa indirizzare il traffico verso di te.

Puoi usare i segnali di Facebook per far sì che accada.

Ad esempio, potresti andare alla loro pagina e lasciare un commento, taggare la loro pagina in uno dei tuoi post e condividere i contenuti dalla loro pagina sulla tua pagina.

Tutte queste interazioni danno a Facebook segnali che sei simile all’altra pagina. Così, Facebook inizierà a indirizzare il traffico dal pubblico attivo sull’altra pagina alla tua pagina. Inizierai a vedere un aumento dei suggerimenti di pagina non appena inizierai a far crescere il tuo pubblico, senza che tu debba pubblicare ads.

2: TROVA LO STILE DI MESSAGGIO GIUSTO

La seconda chiave da utilizzare è “creare il messaggio giusto!

Attenzione! Creare il giusto messaggio non è tanto relativo al tuo prodotto/servizio quanto al tuo pubblico.

Devi identificarti con il tuo pubblico, per fare in modo che il tuo pubblico si identifichi con te, e creare un messaggio che loro hanno potenzialmente voglia di condividere.

Quindi, guarda i contenuti postati dalle pagine che hai individuato nello step precedente. Quali post migliorano la vita del loro pubblico? Le persone interagiscono con i contenuti su Facebook per fare colpo su altre persone.

Pensa al messaggio sulla tua pagina come a qualcosa che il tuo pubblico vorrebbe far sapere al mondo su di loro.

Il tuo pubblico sa che tutto ciò che dicono e apprezzano su Facebook è pubblico e i loro amici e familiari possono vedere con cosa stanno interagendo. Quindi, naturalmente, diranno cose su Facebook che li fanno apparire in un certo modo e in modo che possano avere un impatto sugli altri.

Per questo, fai attenzione a pubblicare post con temi “sensibili” che le persone non vorrebbero condividere su stesse (dieta, problemi finanziari, ecc), ovvero poni maggiore attenzione nella creazione del messaggio.Una volta che il tuo pubblico si impegna con te e fa suo il tuo messaggio, sarà molto più probabile che risponda e poi acquisti da te.

Pensa alla risposta che avresti se ti avvicinassi a uno sconosciuto a una festa e dicessi: “Ciao, risolvo questo problema e il mio prodotto offre questi cinque vantaggi”. Anche se quella persona è il tuo cliente ideale, probabilmente finirà rapidamente la breve interazione e se ne andrà.

Se vuoi coinvolgerli in una conversazione significativa, dovresti salutarli e chiedere loro di se stessi. Quando hanno finito di parlare, la cosa naturale da fare è ricambiare e chiedere di te. Questa conversazione funziona anche su Facebook. È così che puoi vendere al tuo pubblico senza farlo sembrare una vera vendita.

3: PUBBLICA 4 POST PER COINVOLGERE LA TUA AUDIENCE

Una volta che hai il pubblico e il messaggio giusti, l’ultimo pezzo del puzzle è il tuo contenuto.

Devi creare i contenuti in grado di inviare a Facebook dei segnali che i contenuti sono rilevanti. 

Like, reaction (cuori, ecc9 e brevi commenti sono dei micro segnali. 

A tal proposito, sappi che potresti aver bisogno di 10 likes per eguagliare il valore di una condivisione, un salvataggio o un commento più lungo.

Ecco perché devi creare contenuti che portino il tuo pubblico a impegnarsi e compiere questa azioni più profonde. Utilizzando un insieme di foto, video ecc coinvolgenti, puoi ottenere tutti quei segnali preziosi in modo che Facebook inizi a indirizzare più traffico alla tua pagina.In generale:

  • Foto e meme (post con immagini generano più like rispetto ad altri contenuti
  • I video generano invece maggiori condivisioni e “save” (Per i video che durano 3 minuti o più, organizzali in playlist, dove verranno riprodotti uno dopo l’altro. Se riesci a convincere gli spettatori a guardare tre video di fila, Facebook si assicurerà che ogni volta che pubblichi un video, quegli spettatori lo vedranno spesso e sicuramente; tieni presente che la maggior parte delle persone guarda i video senza audio quindi valuta un sistema per sottotilora o utilizza video con testi)
  • I post che avviano una conversazione sono quando poni una domanda a cui la tua audience perfetta non può fare a meno di rispondere. Deve essere qualcosa a cui risponderanno immediatamente con “sì”, “no”. (Per avere idee per iniziare la conversazione, guarda le pagine di Facebook che hai identificato per trarre ispirazione. Guarda quali domande fanno che stanno generando molto coinvolgimento. Potresti provare a creare qualcosa di simile ma metterci del tuo!)

4: USA IL 5°POST PER PROMUOVERTI

Una volta che hai ottenuto molto coinvolgimento dai tuoi contenuti, hai un pubblico che ti conosce, ti ama e si fida di te e sta aspettando che tu venda.

Quindi il quinto post può riguardare la tua offerta.

Hai dato al tuo pubblico la possibilità di parlare, quindi ora è disponibile a parlargli della tua offerta. 

La tua offerta non deve essere necessariamente qualcosa che vendi. Potrebbe essere entrare nella tua lista e-mail, unirti al tuo gruppo Facebook o ascoltare il tuo ultimo episodio di podcast. Qualunque cosa sia, dai al tuo pubblico un’azione da intraprendere.

Fonte: Social Media Examiner

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Strategia di Video Live & Brand Awareness su Facebook e Instagram

Strategia di Video Live - Francesca Antonetti Digital Strategist

Oggi ho pensato di parlare di una strategia legata ai vostri live, infatti in tantissimi di voi, utilizzate questo formato per i vostri contenuti, soprattutto su Facebook ed Instagram.

Strategia di Video Live - Francesca Antonetti Digital Strategist

Bene! Velocemente: per fare social media marketing, soprattutto su Facebook ed Instagram appunto, dovete necessariamente avere un budget pubblicitario (non mi soffermo su questo in questa sede, ma fidatevi di me 😊).

A livello di strategia dovreste avere un budget mensile da investire.

Quindi il processo è: definizione degli obiettivi, definizione del budget per raggiungerli.Tra gli obiettivi, deve assolutamente esserci quello della brand awareness – come primo step di un più ampio funnel. Ci siamo fin qui?

BENE, COME UTILIZZARE AL MEGLIO I TUOI CONTENUTI ORGANICI PER RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO E FAR SÌ CHE SIA DAVVERO UTILE ANCHE PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI PIÙ PROFONDI DEL FUNNEL (TRAFFICO, CONVERSIONE, LEAD GENERATION, VENDITA)?

Fate live? Ottimo. Per la brand awareness, un investimento mensile ottimale è quello del 5% del budget totale. Stabilito questo, prendiamo questo 5% di budget e mettiamolo per creare una sponsorizzazione, rigorosamente dall’ads manager (NO “promuovi post” dalla pagina).

Quindi creiamo una campagna ad obiettivo “visualizzazioni video”, inseriamo come contenuto un “post già esistente” ossia il nostro video live e partiamo.

A questo punto, se abbiamo fatto tutto bene, le visualizzazioni del nostro video aumenteranno (x5, x10, ecc), ma soprattutto potremo andare a creare una nuova audience basata totalmente sulla visualizzazione del video. Questa nuova audience, sarà:

  1. costata poco 
  2. molto profilata
  3. “calda” quindi pronta a passare allo step successivo del funnel.

In ultima analisi PRONTA PER IL RETARGETING, ma anche ottima per creare un pubblico simile(Sui pubblici simili approfondiremo quanto prima, ma sono certa di averne già parlato spesso!)

PERCHÉ PROPRIO IL VIDEO? 

Perché è un tipo di contenuto che Facebook (e Instagram) ama profondamente, quindi genera anche in organico maggiore copertura e visibilità e a livello di Facebook Ads costa molto meno rispetto ad altri obiettivi. 

PERCHÉ INVESTIRE IN BRAND AWARENESS, SE A ME INTERESSA PORTARE GLI UTENTI SUL MIO SITO WEB?

Perché questo tipo di campagne genera maggiore interazione, questo significa che aumenteranno like, commenti, ecc sui nostri post e… Crescerà anche la nostra portata organica, quindi “gratuita”.

Bene, bene… Avete mai pensato di sponsorizzare una vostra live? Lo avete fatto? Avete analizzato i risultati? Avete utilizzato quel pubblico per retargeting?