Gamification e social media

Gamification e Social media - Francesca Antonetti

Cosa fa un social media manager, tra le altre attività? Crea la strategia, definisce gli obiettivi da raggiungere e crea un piano editoriale e relativo calendario per raggiungerli.

Trovare e creare i contenuti giusti è una sfida quotidiana. Cosa vuol dire giusti? Vuol dire contenuti in grado di catturare l’attenzione dell’utente, con l’obiettivo di coinvolgerlo, fidelizzarlo e trasformarlo poi in cliente.

La gamification è un tipo di attività che può aiutarci in questo obiettivo. Per spiegartela bene, ho chiesto aiuto ad Andrea Khaldi, meglio noto come l’Architetto della Mente, coach esperto in tecniche di apprendimento rapido e Gamification. Grazie Andrea per il tuo contributo!

Gamification e Social media - Francesca Antonetti

Con questo articolo-intervista saprai:

  • Quali sono i 4 tipi di contenuti che devi utilizzare nel tuo piano editoriale
  • Che cosa si intende per Gamification
  • Quali sono gli elementi imprescindibili per creare una comunicazione efficiente utilizzando la Gamification
  • Come utilizzare la Gamification nella tua social media strategy
  • Come la Gamification può aumentare la tua brand awareness

4 tipi di contenuti che devi utilizzare nel tuo piano editoriale

Ecco i 4 tipi di contenuti che io utilizzo nei miei piani editoriali:

  • CONTENUTI EDUCATIVI: insegna quello che sai, offri valore ai tuoi utenti.

  • CONTENUTI EMOZIONALI: che tu rappresenti un brand o stia promuovendo il tuo personal brand raccontare te stesso, qualcosa di te, della tua vita, la tua storia (il tanto citato storytelling insomma) o della storia del prodotto che vendi o la tua attività, ti aiuterà a costruire fiducia nei tuoi confronti.

  • CONTENUTI VIRALI O CONDIVISIBILI: è un tipo di contenuto che ai miei clienti propongo sempre perché funziona sempre. Post grafici, citazioni, meme.

  • CONTENUTI PROMOZIONALI: anche se questo tipi di contenuti dovrebbe rappresentare solo il 20% dei post e se hai fatto bene l’altro 80% questo 20% è abbastanza, ovviamente non viviamo di like, commenti e followers ma di quello che vendiamo. A questo livello io inserisco qualsiasi post con CTA, che quindi portano l’utente a compiere un’azione, quindi anche la lead generation.

Ne parlo approfonditamente qui: Piano editoriale: la regola dell’80 20

Oggi mi concentrerò sui contenuti ludici, che quindi inserisco all’interno dei contenuti emozionali. Visto che è nella sfera emotiva dell’utente che agiscono. Attraverso un’intervista con Andrea Khaldi.

D: Che cosa si intende per Gamification?

Questa domanda sembra banale, ma non lo è! Pensa che neanche gli addetti al settore concordano su quale sia la definizione precisa della Gamification!

Per certi versi per gamification si intende l’uso dei meccanismi dei principi dei giochi e dei videogiochi all’interno delle normali attività umane, che magari possono risultare noiose o frustranti.

Ma scavando più a fondo si impara che non basta mettere dei punti o dei trofei per gamificare una situazione: occorre costruire una relazione molto più intensa con il Giocatore/utente, capendo quali sono le sue vere motivazioni.
Ed ecco che allora esce fuori forse, cos’è davvero la Gamification: il più sofisticato filtro conoscitivo dell’animo umano e lo strumento più pratico per far concentrare le persone su quello che stanno facendo.
Una sorta di Mindfulness molto molto pratica!

D: Quali sono gli elementi imprescindibili per creare una comunicazione efficiente utilizzando la gamification

Direi soprattutto uno: mettere al centro di tutto l’utente che hai davanti.

Capire chi è, cosa lo motiva, come “funziona” e costruire un “cerchio magico”, l’insieme di regole, premi e punizioni che regoleranno il “gioco”.

Questo Cerchio Magico è fisiologicamente diverso per ogni giocatore, per questo è importante calibrarlo bene attraverso una relazione conoscitiva approfondita. Per fortuna capire il tipo di Giocatore che si ha davanti è abbastanza facile.

Ed è a quel punto che si si passa alla parte operativa: stabilire le Meccaniche appropriate ed usare i Componenti necessari.

Una Meccanica è un processo specifico che fa agire una persona.

Magari il nostro utente ama ottenere premi e riconoscimenti, oppure ama scoprire tutte le sfumature di una storia. C’è chi ha bisogno di sapere di essere il numero 1 e chi invece ama poter partecipare alla costruzione del gioco.

Quando abbiamo capito la meccanica più adatta, a quel punto possiamo scegliere i “componenti”, ovvero gli elementi che verranno effettivamente usati da un utente.

Hai presente un Avatar per un social network, il sistema a punti di un super market o un sondaggio per creare un Lead?

Sono componenti, che attivano meccaniche per far compiere un’azione ad un utente.

Un cerchio magico, insomma!

D: Ogni buon social media strategist sa che all’interno di una Social media strategy, è sempre più difficile riuscire a raggiungere il proprio target. Può riuscirci solo con contenuti di valore e coinvolgendolo anche attraverso le emozioni. La gamification è utile in questo senso?

Assolutamente sì!
In due modi: innanzitutto, come ho detto prima, la Gamification sfrutta le Leve Motivazionali fisiologiche degli esseri umani. Per questo dicevo che gamificare un’attività non significa solo usare punti o trofei, ma costruire un processo in cui la motivazione e le emozioni di un utente siano il perno centrale.
La vendita verrà dopo, in modo naturale.
Yukai Chou, uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, preferisce parlare di “Human Driven Motivation” contrapposta a “Data Driven Motivation”, quando parla di Gamification.


Poi c’è la quantità stratosferica di storie, metafore, personaggi che ormai sono diventati parte del nostro immaginario e che provengono dal mondo “nerd”: pensa al successo degli Avengers ad esempio, ed in generale dell’MCU.
Personaggi come Spider Man, o Black Panther, ormai possono essere usati come simboli, metafore… come ancore, insomma, per solleticare la curiosità di un utente e generare un’interazione molto forte.
Le più moderne piattaforme social, Twitch e Tik Tok, si basano proprio su questo: far giocare gli utenti con immaginari e scenari che fino a qualche anno fa erano considerati negativamente o con superficialità!

D: Quindi ad esempio, i giveaway e le challenge sono un esempio di gamification nel social media marketing?

Esatto, sono gli esempi più lampanti di Gamification nel Social Media Marketing.

Sono efficaci perché attivano meccaniche molto forti: la competizione, il desiderio di essere i numeri uno e sconfiggere gli avversari, ottenere una ricompensa etc.

Si tratta di strumenti semplici ed efficaci ma attenzione: non basta inserire un premio o dei punti per pensare di aver gamificato un’attività.

Occorre costruire una strategia precisa perché come tutto ciò che riguarda la comunicazione ed il social media management in particolare le nostre azioni devono essere calibrate in modo preciso sul tipo di utenza che vogliamo raggiungere (chi sono i miei follower? che tipo di giocatori sono?).

Io ad esempio sono totalmente insensibile alle challenge che mettono in palio un premio basato sulla fortuna, ma reagisco bene alle classifiche in cui posso impegnarmi per dimostrare il mio valore. E questo è solo un esempio tra i tanti possibili. Dopotutto di tecniche di gamification ne esistono tante: è scegliere quella giusta per te, la vera sfida!

D: Ad un brand (o personal brand) occorrono almeno 16 interazioni per far sì che una persona, guardando anche solo il logo o la faccia, li riconosca. La gamification può aiutare nel generare queste interazioni?

Certo!

Al punto che non spiego come non venga usata di più dai brand.

Uno degli elementi più importanti della Gamification è il cosidetto “Player’s Journey”, che indica le 4 fasi che un giocatore segue quando inizia un gioco: Discovery, Onboarding, Scaffolding, Endgame.

Quando un utente ci scopre si trova inevitabilmente nella fase di Discovery, momento fondamentale in cui decide se continuare o meno a conoscerci.

Attraverso alcune meccaniche molto semplici da applicare al giorno d’oggi è possibile fargli iniziare il suo Player’s Journey verso il nostro Brand, agendo non su quello che noi possiamo fare per lei/lui, ma su quello che il l’Utente vuole: continuare a giocare.

In questo modo, calibrando bene il Copy e sfruttando una buona strategia cross-canale è possibile far salire vertiginosamente il numero di interazioni che un utente compirà.

Andrea fa parte della community di cui faccio parte anche io e ne sono admin Officina2030 di Alessandro Principali, con il quale collaboro e che ha recentemente intervistato Andrea nell’ambito del suo nuovo interessantissimo format Live2030.

Ecco l’intervista!

Live2030 – Sviluppare Disciplina per apprendere velocemente – Andrea Khaldi, Architetto della Mente

Se ti interessa approfondire e conoscere meglio Andrea Khaldi, ecco i suoi contatti!

SEO Copywriting: come scrivere contenuti per le persone e ottimizzare per Google

SEO Copywriting: come scrivere contenuti per le persone e ottimizzate per Google - Francesca Antonetti

Se vuoi aumentare il pubblico del tuo blog, dovrai diventare più intelligente con i tuoi contenuti.

Una delle maggiori sfide che devono affrontare i blogger e i content marketer è la scrittura di contenuti ottimizzati per i motori di ricerca, ma piacevoli anche per i lettori.

L’argomento SEO è molto frainteso.  Ma il SEO copywriting non è complicato, una volta compreso che le persone vengono prima, prima degli algoritmi di ricerca.  

Prosperare nel tuo business online significa che devi andare oltre la semplice “scrittura di contenuti”. I tuoi contenuti devono raggiungere due obiettivi: in primo luogo, attirare l’utente finale (clienti, clienti, potenziali clienti, lettori, ecc.) E in secondo luogo, risolvere un problema particolare.

Ma come si creano contenuti che soddisfano tali obiettivi? Come si creano contenuti che si allineano bene con Google e convincono anche le persone? Questo è il copywriting SEO.  

SEO Copywriting: come scrivere contenuti per le persone e ottimizzate per Google - Francesca Antonetti

Con questo articolo saprai:

  • Che cos’è il SEO?
  • Comprendere del copywriting
  • Che cos’è SEO Copywriting?
  • Elementi di SEO Copywriting
  • Scrivere contenuti utili per le persone (la tua audience!)
  • Ricercare parole chiave per la creazione di contenuti
  • Copywriting: convincere le persone all’azione

Iniziamo…

Che cos’è il SEO?

Sappiamo tutti cosa succede quando si digita una query di ricerca in un motore di ricerca e si preme “invio”: si ottiene un elenco di risultati di ricerca pertinenti al termine di ricerca.

Le pagine dei risultati vengono visualizzate come risultato dell’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO). In breve, la SEO è un metodo per ottimizzare (migliorare l’efficacia) dei tuoi contenuti per i motori di ricerca, al fine di aiutarli a posizionarsi più in alto rispetto ai contenuti di altri siti che hanno come target gli stessi termini di ricerca.

Alpha Bee Design offre un quadro chiaro del processo SEO:

Quindi, SEO è quando:

  • Cerchi parole chiave …
  • Quindi selezioni una determinata keyword e …
  • Usi quella parola chiave per scrivere contenuti …
  • Che altre persone leggono e condividono su Twitter, Facebook, i loro blog e altre piattaforme di social media.

Secondo Redevolution, Google visualizza le pagine Web nei risultati di ricerca in base all’autorità e alla pertinenza della pagina per migliorare l’esperienza dell’utente. Come si misura l’autorità e la pertinenza?

  • Google determina la pertinenza della tua pagina analizzandone il contenuto in base a diversi fattori, tra cui dove e con quale frequenza usi determinate parole in quel contenuto.
  • Google misura l’autorità in base al numero di link che puntano a quella pagina e alla loro attendibilità.

Su Internet, i collegamenti sono come voti, con una leggera differenza. Il vincitore delle elezioni è determinato esclusivamente dal numero di voti, mentre il grado della tua pagina web non dipende tanto dal numero di link in entrata che ha (quantità), ma piuttosto dalla qualità di tali link. Tu e il tuo team di marketing dovete capirlo.

La qualità è diventata il fattore di classificazione n.1 in Google, soprattutto dopo gli aggiornamenti di Panda e Penguin di Google.

Che cos’è il copywriting

Il copywriting è l’arte e la scienza della creazione di contenuti che richiede al lettore / utente finale di acquistare un prodotto, iscriversi a un elenco, fare una prova o intraprendere altre azioni che potrebbero essere utili.

Il copywriting è vendita, afferma Bruce Bendinger. 

Chi spinge un utente ad agire? Lo fa un copywriter. Un copywriter è un abile professionista che scrive copie per pubblicità, promozioni e coinvolgimento dei clienti. Nel mondo del marketing, vengono spesso definiti “creativi”. Un copywriter SEO adatta questo al contenuto online.

Un copywriter è qualcuno che capisce le persone, sa cosa piace al suo pubblico e sceglie le parole che piaceranno loro. Il titolo, le parole, le frasi e i paragrafi utilizzati nel contenuto devono persuadere e indurre i lettori a intraprendere un’azione specifica. Un copywriter SEO capisce anche come Google si sente su determinate parole e frasi, in particolare le frasi a coda lunga.

Long tail keyword: 4 o più parole con volume di ricerca basso, ma molto vicine alla conversione dell’utente. Essendo le long tail keyword più lunghe e specifiche, più semplice sarà il loro posizionamento, maggiore sarà la probabilità di conversione. Ciò significa che le long tail keyword rappresentano le ricerche degli utenti che molto probabilmente si trasformeranno in conversioni. (Digital Coach)

Se sei un blogger, uno scrittore freelance o un imprenditore online, puoi diventare un buon copywriter sviluppando la tua creatività e perfezionndo le tue capacità di scrittura.

Se vuoi costruire un fiorente business online e sopravvivere in questo mondo mutevole di SEO, il tuo compito è quello di creare contenuti utili che siano interessanti, persuasivi e ottimizzati per i motori di ricerca, e devi farlo in modo coerente. Questo fa parte dell’esperienza dell’utente, ottenendo nuovi contenuti freschi su richiesta.

SEO Francesca Antonetti

Che cos’è SEO Copywriting?

Il copywriting SEO si è evoluto, da quando Google ha iniziato a implementare i suoi aggiornamenti.

Se desideri creare contenuti di grande utilità che si posizionano bene in Google e contemporaneamente incanalano i clienti nel tuo business online, devi pensare ai componenti dell’algoritmo di ranking di Google.

Il copywriting SEO si basa sulla creazione di contenuti utili, avvincenti e preziosi che comprendono parole chiave specifiche in modo che gli utenti o professionisti del settore siano portati a promuoverlo volentieri e condividerlo sui propri canali social. Ciò aumenta l’autorità e la pertinenza dei tuoi contenuti e migliora il posizionamento in Google per le parole chiave selezionate.  

Il copywriting SEO ti aiuta a indirizzare i tuoi clienti e a risolvere i loro problemi specifici con contenuti ben realizzati.

1. Elementi di SEO Copywriting

Alcuni elementi di contenuto di valore, come l’appeal visivo e la tempestività, sono i segni distintivi dell’efficacia del copywriting.

L’implementazione coerente delle migliori pratiche SEO in tutti i tuoi contenuti spingerà naturalmente i contenuti nella top 10 di Google e aumenterà il traffico.

Tuttavia, ci sono elementi che ti permetteranno sempre di posizionarti in alto su Google, oltre ad aumentare il tasso di conversione. Prima di implementare gli elementi del copywriting SEO, ricorda che  ci sono cose che dovrebbero venire prima come l’ottimizzazione on-page.

Ecco i 6 elementi del copywriting SEO che contano:

1) Velocità del sito

  • Il 40% delle persone abbandonerà una pagina Web se il caricamento completo richiede più di 3 secondi.
  • Il 47% degli utenti finali si aspetta  il caricamento di una pagina Web in due secondi o meno.

L’attenzione degli utenti è breve. Quindi anche se i tuoi contenuti sono utili e interessanti, ma ci vuole molto tempo perché la tua pagina si carichi completamente, i tuoi visitatori se ne andranno.

Come si misura il tempo di caricamento del sito?  

Ci sono diverse piattaforme, come ad esempio Pingdom

Attraverso la cronologia puoi effettuare una ricerca più accurata e capire dove puoi effettuare miglioramenti..

Accelerare il tempo di caricamento del tuo sito può migliorare le tue conversioni del 7%.

2) Titolo

I tuoi contenuti possono essere preziosi, ma se il titolo è mediocre, la percentuale di clic sarà bassa. Non sprecare un copy SEO di valore!

In media, il titolo viene letto da un numero di persone 5 volte maggiore di quelle che leggeranno il corpo del testo. Quindi, quando scrivi un titolo, sappi che hai già speso 80 centesimi del tuo dollaro.

David Ogilvy

Nel SEO copywriting, il tuo titolo dovrebbe attirare l’attenzione delle persone, quindi spingerle a fare clic e a leggere ulteriormente.

Il titolo è la parte che i lettori vedranno per prima!

Quando ti trovi nella top 10 di Google, se il tuo titolo è cliccabile e attraente, non importa se ti classifichi al primo o al quarto posto, perché attirerai comunque visitatori organici sul tuo sito. Come regola generale, un copywriter SEO di successo crea il titolo prima di passare al corpo del tuo articolo o post di blog.

Nota: i titoli che trasmettono un messaggio o un’idea specifici funzionano meglio con gli utenti della ricerca. Secondo alcune ricerche, i titoli con i numeri sono sempre vincenti.

Numerosi siti di contenuti autorevoli utilizzano i numeri nei loro titoli. 

Esempio di titolo con numeri - Francesca Antonetti
Esempio di titolo con numeri.

I titoli che contengono numeri in genere vengono condivisi di più anche su Facebook e Twitter.  

Esistono diverse risorse per scrivere titoli degni di clic e condivisibili.  

I copywriter SEO nuovi ed esperti raccomandano caldamente di scaricare Yoast SEO come plugin per WordPress per ottimizzare i copy  SEO. Dopo aver appreso il copywriting SEO, puoi scrivere contenuti che avranno sia un posizionamento elevato nelle pagine dei risultati di Google, che molti click da parte degli utenti!

Nota: se vuoi che l’intero titolo sia visibile nei risultati dei motori di ricerca, tienilo sotto i 72 caratteri. Ciò aumenterà anche le percentuali di clic.

3) Contenuto

Il contenuto stesso è un elemento vitale del copywriting SEO. Il motivo principale per cui le persone conducono ricerche su Google e altri motori di ricerca è che sono alla ricerca di contenuti utili. I motori di ricerca si nutrono anche di nuovi contenuti SEO, motivo per cui è necessario aggiornare costantemente il tuo sito.

 Se vuoi scrivere i migliori contenuti che si classificheranno bene su Google, devi scegliere bene le keywords. Evita di riempire eccessivamente  il testo di parole chiave. I 

Un post o articolo di blog generalmente  dovrebbe contenere almeno 1000 parole. Ma non si tratta solo di lunghezza, perché diversi articoli dettagliati fanno ugualmente  fatica a classificarsi e mantenere il loro posizionamente nelle pagine dei risultati di Google.

Prima di scrivere i tuoi contenuti SEO, è essenziale capire il tuo lettore. Quindi la nicchia e concentrarsi su un problema specifico che il lettore deve risolvere.  Abbiate il coraggio di risolvere quel problema con i vostri contenuti!

Ogni contenuto che scrivi ha bisogno di un’introduzione convincente. L’introduzione è la parte che viene subito dopo il titolo (e il sottotitolo se ne includi uno nei tuoi contenuti). La tua presentazione deve contenere almeno una delle tue parole chiave mirate, in particolare una parola chiave a coda lunga.

Tuttavia, è fondamentale capire che il moderno copywriting SEO è andato oltre il targeting e il posizionamento delle parole chiave. L’approccio migliore ora è scrivere contenuti che raggiungano  l’intento delle parole chiave.  

4) Meta Description

Prima di scrivere i tuoi contenuti e di nuovo, prima di pubblicarli, usa le meta descrizioni per guidare i motori di ricerca. Le meta descrizioni aiutano i motori di ricerca e gli utenti che effettuano ricerche a capire qual è l’argomento.

La meta descrizione è l’attributo HTML che fornisce una “spiegazione concisa” ai motori di ricerca del contenuto della tua pagina. Il tag è racchiuso nella <head> sezione </head> sulla tua pagina web.  

Google utilizza la meta descrizione sulla tua pagina come snippet quando gli utenti cercano parole chiave pertinenti alla tua pagina. Questa copia dello snippet è ciò che determinerà se si ottengono o meno clic, indipendentemente dalla posizione in alto nei risultati di ricerca.

Ai fini SEO, la meta descrizione dovrebbe essere di 150-160 caratteri e di solito appare così in Google:

Esempio di meta description di Google - Francesca Antonetti

La grande domanda: come faccio a scrivere meta descrizioni che catturino l’attenzione delle persone, oltre a classificarsi bene in Google?

  1. Comprendere l’intento della parola chiave. L’intento di parole chiave è lo scopo principale o la ragione dietro le parole chiave (se parole chiave seed o long-tail).

Ad esempio, supponi di essere un consulente di social media e desideri attirare clienti nella tua attività. Quindi, la tua parola chiave principale potrebbe essere “consulenza di esperti sui social media”.

  1. Una volta che il tuo articolo o post sul blog è stato scritto, la prossima cosa da fare è scrivere la sua meta descrizione.  

 a) Inizia con una domanda: stai cercando suggerimenti di social media per acquisire nuovi contatti, convertire i visitatori in clienti e migliorare il tuo marchio? Innanzitutto, fissa un obiettivo definito.

Lunghezza – 141 caratteri.

b) Dichiarare l’ovvio: molte aziende hanno rinunciato al marketing sui social media, perché non sanno cosa fare. Tutto ciò che serve è una consulenza di esperti che ha prodotto successo.

Lunghezza: 148 caratteri.

Nota: non è necessario includere necessariamente le parole chiave esatte nella meta descrizione, soprattutto quando non scorre in modo uniforme.  

5) Frequenza delle Keywords

La frequenza delle parole chiave indica quante volte le parole chiave scelte vengono visualizzate nella pagina Web.

 Al contrario, la densità delle parole chiave riguarda il rapporto tra la keyword e le altre parole nella stessa pagina.

La frequenza e la densità delle parole chiave non sono più efficaci come una volta, prima che Google iniziasse a distribuire aggiornamenti frequenti, ma sono ancora parti importanti del contenuto SEO. Evita errori di ottimizzazione sulla pagina, come l’inserimento eccessivo di parole chiave.

Tuttavia, la densità delle parole chiave influisce ancora in qualche modo sul ranking organico.  

6) Link esterni

I link  sono i mattoni di base della tua pagina web.  

I link alle pagine indicano a Google che sei connesso e socievole e che hai contenuti utili a cui le persone possono accedere altrove. Questo contenuto potrebbe essere tuo o potrebbe essere di un altro autore o sito.

Il collegamento ad altri siti e pagine autorevoli  indica che apprezzi ciò che altre persone creano. Google ti ricompenserà per essere in sintonia con la sua missione: organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili. Un buon team di marketing raccomanderebbe caldamente di creare link in modo appropriato.

Ad esempio questo mio articolo è una traduzione e rielaborazione dell’articolo originale di Neil Patiel, il mio riferimento nella redazione di articoli di valore!

Le regole per i link  ad altri siti non sono fisse. Tuttavia, come un marketer online e smart che vuole ottenere risultati eccezionali nei motori di ricerca, dovresti:

  • Link a pagine pertinenti all’interno e all’esterno del tuo sito nella tua introduzione
  • Link a guide o contenuti più approfonditi sulla tua pagina o su altri siti
  • Collegamento con il testo di ancoraggio appropriato, che scorre naturalmente con il contenuto

Come detto prima, queste regole non sono stabilite da Google o da altri motori di ricerca. Se riesci a capire il tuo pubblico di destinazione e produci i migliori contenuti che risolveranno i problemi dei tuoi lettori, non devi preoccuparti della densità delle parole chiave, dei collegamenti alle pagine e dei segnali sociali, perché si verificano in modo naturale.

Ricorda che contenuti estremamente utili attireranno sempre migliaia di condivisioni social, commenti, lead, clienti e vendite. Questo è il tuo lavoro come SEO copywriter.

Strumenti e risorse di SEO Copywriting: per comprendere e implementare pienamente le migliori pratiche di SEO copywriting, sono necessari strumenti e risorse fattibili. Ecco quello che consiglio:

Digital Coach offre corsi di specializzazione in Web Content Editor, dove si apprende anche il SEO copywriting.

Tuttavia, ci sono azioni che puoi intraprendere per aumentare la probabilità che la tua pagina web venga visualizzata in Google per ricerche pertinenti. Esploriamo questi fattori:

Tag del titolo: è una buona idea sapere come scrivere i tag del titolo per l’ottimizzazione dei motori di ricerca. Ancora una volta, Yoast SEO può aiutarti. Il tag title è un tag meta HTML, come la meta descrizione che abbiamo visto in precedenza. È come il titolo di un libro. È la prima cosa che appare nei risultati di ricerca di Google.

Il tag del titolo dovrebbe essere una descrizione concisa e accurata della tua pagina web. Google visualizzerà 50 – 60 caratteri del titolo nei risultati di ricerca. Oltre a pensare alla lunghezza, scrivi titoli che si allineino al tuo marchio.

Heading tag: i tag di intestazione sono etichettati h1 – h6. I tag di intestazione aumenteranno la dimensione del carattere e lo faranno risaltare. Quando scrivi un contenuto, dovrebbe essere ben strutturato per i lettori.

Ottimizzare il tuo titolo: questa è una delle cose più importanti che puoi fare per assicurarti che il tuo titolo sia classificato su Google, oltre ad attirare un pubblico.  

2. Scrivere contenuti utili per le persone

Le parole sono potenti. Le parole guidano il coinvolgimento. Se riesci a mettere insieme le parole per produrre un prezioso contenuto, il tuo pubblico di destinazione ti adorerà.

Il numero di blog che producono quotidianamente nuovi contenuti è in continua crescita. Ricorda che contenuti duplicati, contenuti con parole chiave e contenuti di bassa qualità non aiuteranno il raggiungimento del  tuo pubblico di destinazione.  

Uno studio recente mostra che, anche se i tuoi contenuti sono utili, sono necessari tre elementi aggiuntivi, al fine di favorire il traffico organico:

  • Ottimizzato per molte parole chiave con molte ricerche
  • Un numero ragionevole di backlink affidabili
  • Un’idea / argomento evergreen

Cerca l’intenzione degli utenti: la ricerca di parole chiave è ancora necessaria. Ma l’aspetto più importante di qualsiasi parola chiave utilizzata dagli utenti della ricerca è l’intento. Prima di poter scrivere grandi contenuti che risolvono un problema particolare, devi conoscere il significato di ogni parola chiave.

Greg Meyers consiglia di prestare attenzione alla classificazione delle parole chiave. In altre parole, capire se gli utenti della ricerca vogliono acquistare un prodotto o meno.

Esistono due importanti classificazioni delle parole chiave: parole chiave informative e commerciali.

Parole chiave informative: il motivo principale per cui le persone cercano con queste è che desiderano informazioni utili senza doverle pagare.

Le parole chiave informative sono di solito “come fare” in natura.  

 Come copywriter SEO, puoi scrivere contenuti utili attorno a parole chiave informative, ma non aspettarti di convertire i lettori in clienti, perché la maggior parte di loro non vuole acquistare. Usa invece parole chiave informative nei tuoi contenuti per alimentare un pubblico, coinvolgerli e costruire il tuo brand.

Parole chiave commerciali: le parole chiave commerciali mostrano un “intento” di acquistare. Queste parole chiave di solito mostrano “disperazione” da parte di chi effettua la ricerca. Vogliono soluzioni rapidamente, ad esempio “perdere 10 chili in 3 giorni“.

La persona alla ricerca di parole chiave commerciali probabilmente acquisterà un prodotto o si iscriverà a un elenco e-mail che alla fine li convertirà in clienti.
Il fatto che qualcuno abbia digitato una parola chiave commerciale in Google significa che è pronta ad agire. Le parole chiave commerciali di solito contengono determinati prefissi e suffissi, come recensioni, acquisto, ordine, revisione, confronto, confronto, spedizione gratuita, migliore, veloce, ecc.  

N.B.: quando si scrive un contenuto attorno a parole chiave commerciali, l’obiettivo finale è quello di fornire informazioni utili su come utilizzare il prodotto, i suoi vantaggi e caratteristiche e come installarlo, se necessario.

Storytelling: come copywriter SEO, lo storytelling può distinguerti, perché gli esseri umani adorano le belle storie. Se riesci a intrecciare la storia del tuo marchio nel tuo post, articolo o video sul tuo blog, attirerai più attenzione.

 Umorismo: uno dei motivi per cui dovresti scrivere con umorismo è mantenere il lettore / pubblico impegnato. Puoi anche infondere umorismo per semplificare un argomento scomodo o controverso.

Il copywriting SEO non riguarda solo la scrittura di contenuti utili che risolvono un problema particolare in modo noioso. Il tuo contenuto deve anche eccitare i tuoi lettori.

3. La ricerca di keywords per la creazione di contenuti

Oltre il 66% di tutti i clic va ai primi 3 risultati del motore di ricerca. Se vuoi sfruttare questa rara opportunità per classificarti nelle prime 3 posizioni, allora dovresti imparare le migliori pratiche di ricerca per parole chiave.

Le parole chiave a coda lunga sono il modo migliore per raggiungere il successo nel SEO moderno, perché i brand più forti, non si rivolgono a queste keywords. E, se riesci a produrre contenuti di qualità mirando naturalmente a questi tipi di parole chiave, dominerai sicuramente i motori di ricerca.

Nel marketing di nicchia, scegliere le parole chiave giuste è l’aspetto più impegnativo della costruzione di un sito di nicchia redditizio.

Optimizing content for search robots: Quando uno spider di Google esegue la scansione della tua pagina web, è alla ricerca di nuovi contenuti. Alcune persone sostengono addirittura che i ragni / i crawler si nutrono di nuovi contenuti e quindi ricordati di aggiornare spesso il tuo sito!

Tuttavia, tieni presente che quando gli spider di Google indicizzano sono interessati solo ai meta tag (tag del titolo e meta description).

Ancora più importante, vogliono conoscere le parole chiave a cui ti rivolgi. Ciò consente a Google di determinare il settore di cui beneficeranno i tuoi contenuti, ad esempio salute, affari, piccole imprese, marketing su Internet, ecc.

Per risultati ottimali, è necessario ottimizzare per i robot di ricerca come questo:

Aggiungi una volta la parola chiave principale nel tag del titolo e nella meta descrizione.

Aggiungi parole chiave alternative nella tua introduzione e assicurati che scorra bene. Se la parola chiave non scorre bene, ignorala e scrivi semplicemente.

Parole chiave come “miglior seo web design Roma” non funzionano nel tag del titolo, nella descrizione e nei contenuti. L’approccio migliore è utilizzare la parola chiave naturalmente, in questo modo:

Come trovare la migliore ditta SEO e Web design a Roma

Ottimizzazione on-page: il SEO on-page non deve essere noioso o complicato.  

Gli elementi che aggiungono valore al tuo sito, come i collegamenti interni, sono molto importanti.

Controlli il 98% di ciò che accade all’interno del tuo sito.

Ecco perché Google presta attenzione alle tue pagine web e misura il coinvolgimento, la frequenza di rimbalzo, la percentuale di fidelizzazione e le condivisioni social.

La base di un’efficace campagna SEO è ciò che accade internamente (sul tuo sito). In altre parole, presta attenzione al modo in cui scegli le tue parole chiave, quale ancora viene utilizzata per collegare pagine interne, meta tag, ecc.

Ottimizzazione off-page: nel digital marketing di oggi, il pubblico determina quanto siano pertinenti e utili i tuoi contenuti. Inoltre, Google utilizza i fattori fuori pagina per valutare l’autorevolezza e il valore dei tuoi contenuti.

In generale, non puoi controllare cosa succede al di fuori del tuo sito. Ad esempio, non controlli chi ti collega e non controlli la qualità dei siti che scelgono di fare riferimento al tuo lavoro.

Ma se sei intelligente, puoi utilizzare tecniche SEO off-page per costruire un solido marchio online e aumentare il traffico organico.

Secondo Chris Ainsworth, le 5 strategie SEO off-page comprovate che funzionano bene sono:

  • Costruisci e coinvolgi una community entusiasta attraverso i social media
  • Esponi la tua attività e approfitta dei servizi locali
  • Installa la fiducia del marchio attraverso revisioni aziendali
  • Promuovi la local citation e la coerenza di nome / indirizzo / telefono  
  • Crea di collegamenti attraverso: blog, pubblicazione di guest post, analisi di collegamenti della concorrenza.

4. Copywriting – Far agire le persone

L’ultimo pezzo del puzzle in questo articolo di approfondimento è la “persuasione” – la capacità del tuo copy di spingere le persone all’azione. Questo non è difficile, perché ci sono molte risorse e strumenti di alta qualità che puoi usare.

Il copy è scritto per vendere un prodotto, un servizio o un’idea. Ma tutto inizia con la vendita di te stesso, perché hai solo un massimo di 30 secondi per vendere te stesso e lasciare la gente che desidera di più.

Usa i punti elenco: uno dei modi per spingere le persone all’azione è evidenziare i punti chiave del contenuto o dell’argomento utilizzando gli elenchi puntati. Prima di scrivere articoli Vivian Giang consiglia di elencare 3 o 4 forti vantaggi che tratterai. Questo è molto importante, poiché ti aiuta anche a creare titoli e paragrafi potenti.

La Columbia University ha riconosciuto i titoli come l’elemento più importante del copy. Pensa come un lettore e scrivi prima il titolo. Il titolo dovrebbe essere mirato a una parola chiave e apparire attraente.

Creiamo titoli più cliccabili, utilizzando alcuni dei risultati in Google.  

Abbi chiarezza di intenti. Quando scrivi contenuti per il tuo blog, concentrati su un’idea e scrivi il tuo post per affrontare una sfida, risolvere un problema o spiegare un problema complicato.

Conclusione

Utilizzando questi accorgimenti  genererai più traffico, migliorerai il tuo brand e ti innamorerai del content marketing.

Se non stai sfruttando la “persuasione” e la “psicologia” per migliorare le classifiche organiche e affascinare il tuo pubblico, consiglio vivamente che ora sia il momento migliore per iniziare.

Qual è la tua opinione sul copywriting SEO? Pensi che sia un fattore importante per il successo del marketing dei contenuti online?

Come hai potuto leggere, questo argomento è particolarmente vasto e qualora volessi approfondire ci sono scuole specializzate come Digital Coach che offrono corsi di specializzazione in Web Content Editor, dove si apprende anche il SEO copywriting.

Social media news: Facebook Shop e formato “Guida” su Instagram

Facebook shop e formato Guide di instagram

E’ una settimana importante in casa Facebook, per creator, social media manager, ma anche piccoli business e liberi professionisti. Due news davvero imperdibili: l’annuncio dell’implementazione di un tool importantissimo per piccole e medie imprese, Facebook shop e il tool per creare “Guide” su Instagram. Vediamo in cosa consistono.

Leggendo questo articolo saprai:

  • Che cos’è Facebook Shop, a chi si rivolge e come funzionerà
  • Che cos’è “Guide” di Instagram. e come aiuterà i creator

Che cos’è Facebook Shop

Facebook Shop sarà un aiuto concreto per le piccole imprese che desiderano vendere online.

Da sempre la mission di Facebook è quella di far “connettere” gli utenti con amici e parante, ma anche con brand e negozi che amano.

Durante il lockdown, la chiusura dei negozi – quindi ci soffermiamo in particolare sui piccoli business locali – ha comportato la volontà da parte di questi ultimi di spostare gli affari online, sia per mantenere il contatto coi i propri clienti sia per la necessità di provare ad incassare qualcosa, anche con le serrande abbassate.

Non è un caso quindi, che Zuck abbia implementato questo tool proprio in questo periodo, rispondendo ad una necessità forte da parte dei business che, su Facebook ed Instagram, comunicano e fanno marketing e soprattutto acquistano pubblicità (se non acquistano pubblicità, non stanno facendo marketing davvero!)

Facebook Shop e Formato “Guida” di Instagram

Come funziona Facebook Shop

Facebook Shop permetterà quindi alle PMI di creare il proprio negozio online per consentire ai clienti di accedere sia da Facebook che da Instagram.

La creazione del negozio è gratuita. Basterà selezionare i prodotti dal catalogo e personalizzare l’aspetto dello shop con una copertina, logo e clori del brand.

Gli utenti possono trovare il negozio attraverso la pagina Facebook o Instagram – attraverso storie o le ads e – consultare il catalogo e procedere all’acquisto direttamente in app, attivando il checkout.

Nei Facebook Shop sono implementati anche i servizi clienti attraverso Messenger, WhatsApp e Instagram Direct in modo che l’utente può fare domande e ricevere facilmente informazioni, proprio quasi come il servizio in negozio fisico.

Il servizio è in roll out in questi giorni e nei prossimi mesi sarà disponibile per tutti.

Ovviamente, già si vocifera che, la copertura organica dei post scenderà ulteriormente, quindi gli investimenti pubblicitari dovranno probabilmente essere più consistenti. D’altra parte Facebook non prenderà commissioni e contestualmente non è una ONLUS e quindi da qualche parte i soldi devono uscire 🙂

Instagram Shop e Live Shopping

Dal blog ufficiale di Facebook:

We’re also investing in features across our apps like Instagram Shop, live shopping and more that will be integrated with Facebook Shops to help customers discover products they’re interested in and make purchasing easier.

Introducing Facebook Shops: Helping Small Businesses Sell Online – Facebook

Instagram Shop:

Quest’estate verrà rilasciato negli Stati Uniti, Instagram Shop attraverso la sezione Instagram Explore, dove gli utenti potranno trovare brand e creator, filtrare le categorie e acquistare.

Live shopping:

Le persone da sempre usano i video, in particolare le dirette, per mostrare nuovi prodotti.

In questa direzione stanno implementando un nuovo strumento per agevolare la vendita in diretta, con la possibilità di taggare il prodotto prima dell’inizio della diretta. I prodotti verranno poi mostrarti nella parte inferiore della schermata e l’utente, toccandoli potrà procedere all’acquisto!

Formato “Guida” di instagram

Seconda super notizia della settimana: è arrivato il formato “guida” per Instagram.

Si tratta un nuovo strumento interno alla piattaforma di Instagram che permetterà ai creator, blogger e influencer di avere, direttamente in app, una sorta di mini blog.

Si potranno creare delle raccolte di post e storie e aggiungere ulteriori contenuti testuali, catalogandoli in una sezione apposita del proprio feed.

Visita l’account ufficiale di Instagram per saperne di più!

Al momento la funzione è disponibile solo per un numero limitato di account, per lo più ONG come @unicef

Dove trovare la sezione "guide" su Instagram
Ecco dove troverai la raccolta di Guide di Instagram

Oppure @heads_together

Aspetto di "Guide" di Instagram nel feed.
Qui puoi vedere l’aspetto delle guide nel feed.

Conclusioni

Personalmente non ritengo assolutamente che Facebook Shop potrà sostituire un vero ecommerce, sotto molti punti di vista. Tuttavia, lo strumento nasce da una premessa, si rivolge a piccole imprese che spesso, non hanno e non sono neanche coscienti di NON avere le risorse per farsi fare, gestire e portare avanti un vero ecommerce, ma può essere un valido sostegno, con l’abbattimento di alcuni costi, per vendere anche in caso di pandemia ad esempio, in maniera agevole.

Allo stesso modo, lo strumento “Guide” di Instagram, ritengo sia uno strumento interessantissimo e non vedo l’ora che sia disponibile anche per me, ma ovviamente non potrà mai sostituire un vero blog post, almeno per quanto mi riguarda!

Come raggiungere la Gen Z con il digital advertising nel 2020

Come connettersi con la Gen Z attraverso la pubblicità digitale nel 2020 - Francesca Antonetti

I 2,4 miliardi di membri della Gen Z stanno iniziando a ridefinire l’aspetto della pubblicità digitale. Nata tra la metà degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, questa generazione sta diventando maggiorenne, con i suoi membri più grandi che ora hanno 23 anni. La Gen Z ha già un notevole potere d’acquisto, anche tra i giovani che vivono ancora con i genitori. Ciò significa che ora è il momento di approfondire la conoscenza di questa generazione per poter comunicare al meglio con loro.

Spesso erroneamente raggruppata con i millennials, la Gen Z è molto differente dalla generazione che la precede. Loro sono i primi veri nativi digitali e, a differenza dei millennial, non hanno mai conosciuto un mondo non connesso. I loro valori – e il tipo di advertising per raggiungerli – sono diversi da quelli dei millennial.

Come connettersi con la Gen Z attraverso la pubblicità digitale nel 2020 - Francesca Antonetti
Generazione Z

Allora vediamo cosa li rende diversi e cosa definisce la loro visione del mondo, così da comprendere le qualità distintive che gli inserzionisti e i creatori devono utilizzare per raggiungere la generazione z del 2020.

La curiosità

Con così tanta scelta su cosa leggere, guardare e ascoltare, la Gen Z è costantemente alla ricerca di nuove idee, “discovering” è la parola chiave. Secondo uno studio sulla Gen Z e sui millennial, l’87% della Gen Z preferisce annunci che mostrano persone che parlano di prodotti, rispetto a solo il 37% dei millennial. Ciò significa che i contenuti di marketing informativo possono fare la differenza quando si parla alla Gen Z.

“Diverso”è bello

Negli Stati Uniti, la Gen Z è la più varia della storia e, secondo uno studio condotto da Facebook, il 71% di loro afferma che vorrebbe vedere una maggiore diversità e inclusione nella pubblicità. Loro si aspettano che la propria diversità sia rappresentata dai media, e questo include la pubblicità. Questo è qualcosa di davvero importante per gli inserzionisti che devono considerare questo aspetto quando progettano i tuoi annunci pubblicitari per questo gruppo di consumatori più giovani: chi viene rappresentato nei tuoi annunci? La Gen Z è attenta, quindi devi esserlo anche tu!

As the more than 2.4 billion members1 of Gen Z mature, their unique value system is set to redefine marketing. Many of them have inherited the wisdom of Boomers, the independence of Gen X and the confidence of Millennials, while developing their own “me is we” worldview. Gen Zers see themselves as part of something greater. By accepting and uplifting others, they see themselves rising too.

Gen Z: Getting to Know the ‘Me Is We’ Generation – Facebook IQ

3 strategie da utilizzare

Vendi esperienze, non prodotti

La generazione z è nata con internet, quindi è immune alle campagne di marketing standard. Non vogliono sapere perché il tuo prodotto è migliore, ma come possono trarne beneficio. Che esperienza vivranno attraverso l’utilizzo del tuo prodotto?

Parola d’ordine: storytelling

Video content

Il contenuto video è la chiave. Un sondaggio di Google ha rivelato che YouTube è la prima piattaforma che la generazione Z quando vuole trascorrere del tempo libero online. Ma questa non è l’unica cosa per cui usano YouTube. Sull’ l’85% degli adolescenti che utilizza attivamente la piattaforma, l’80% lo fa per ampliare le proprie conoscenze e il 68% per migliorare o acquisire nuove competenze. YouTube è il posto perfetto per attirare la Gen Z, ma è fondamentale che tu lo faccia nel modo giusto.

Pensa alle Influencer campaign, giuste

Nel 2018, si prevedeva che i marchi avrebbero speso $ 1,8 miliardi in Instagram influencers, con oltre 14,5 milioni di post sponsorizzati.

I post sponsorizzati potrebbero costare alla tua attività tra £ 35 e £ 700.000, a seconda della persona con cui collabori.

I migliori influenzatori del 2019 sono Cristiano Ronaldo, Ariana Grande e Selena Gomez, ma per la maggior parte dei marchi, collaborare con una celebrità è altamente improbabile, ma non è un limite!

Se vuoi percorrere la strada dell’influencer, opta invece per i micro-influencer. Definiti come chiunque abbia un seguito tra i 1.000 e i 100.000 sui social media, i micro-influencer in realtà hanno u maggior engagement rispetto le loro controparti celebri perché la Gen Z può relazionarsi con loro.

Le statistiche mostrano che una volta che un influencer raggiunge più di 100.000 follower, i livelli di coinvolgimento tendono a scendere.

I micro-influencers aumentano il 60% dei livelli di coinvolgimento e il 22,2% in più di conversioni settimanali, oltre ad essere 6,7 volte più efficiente in termini di costi per impegno rispetto agli influencer con un seguito più ampio.

E se stai curando “troppo” il tuo feed di Instagram, ripensaci. Mentre i millennial apprezzano le pose perfette, la Gen Z preferisce un approccio più disordinato e meno filtrato.

Le 9 regole per una strategia vincente sui social media

Le 9 regole per una strategia vincente sui social media - Francesca Antonetti

Quando metti a punto la tua strategia di social media marketing, sai su quali parametri devi focalizzarti? Va bene pensare ai numeri – fan, likes, interazioni, copertura – ma sai come raggiungere l’obiettivo nel modo giusto? E poi qual è il modo giusto?

1. Costruisci relazioni, non limitarti a collezionare fan

Se riesci a comprendere in pieno questo punto, puoi anche non continuare a leggere questo articolo, perché sei già ad un ottimo punto.

Le persone non vanno sui social in cerca di prodotti o servizi da acquistare, le persone vanno sui social – e questo ne ha decretato il successo – per interagire, per relazionarsi, per fare community; per questo motivo devi utilizzare i tuoi canali social per coinvolgere la tua audience, devi costruire una relazione con le persone. Quanto più riuscirai a costruire una relazione, tanto più la tua strategia avrà successo.

Per approfondire leggi anche: 7 concetti di psicologia che tutti i social media marketer dovrebbero conoscere

Consiglio pratico: trova un segmento, una nicchia, all’interno del tuo mercato e struttura un canale ad hoc. Potresti pensare di creare un gruppo chiuso su Facebook, in modo da intensificare le relazioni con gli interessati a questi contenuti più di nicchia. (vero Alessandro Principali?). Chiedi spesso un feedback sui tuoi contenuti ai tuoi interlocutori, rendili parte attiva!

2. Costruisci fiducia. E’ un investimento sul tuo brand per il futuro.

Costruire un rapporto basato sulla fiducia. Probabilmente molto più facile da dire che fare.

Personalmente ritengo la fiducia vada di pari passo con la coerenza. Chi sei? Cosa fai? Cosa vendi? Qual è l’obiettivo della tua comunicazione? Se hai la risposta a queste domande, avrai contenuti validi e coerenti e con questi contenuti sarai in grado di generare un rapporto di fiducia con i tuoi utenti.

Consiglio pratico: utilizza le recensioni. Chiedi sempre un feedback a chi usufruisce del tuo prodotto o servizio e chiedi una recensione. Il potere della recensione viene spesso sottovalutato, in realtà tutti noi, specie nel processo d’acquisto online, guardiamo le recensioni, ti basta guardare l’impero costruito da TripAdvisor o simili.

3. Offri valore, non un nuovo logo

Non focalizzarti troppo sulla forma, ma investi sul valore.

Questo punto si ricollega al punto numero 2. Se offrirai valore ai tuoi utenti, loro si fideranno di te. Cosa significa dare valore? Significa investire tempo, condividere, educare, informare. Non limitarti a dire “so fare questo”, spiega come lo fai, perché, come ci sei arrivato… Insomma coinvolgi il tuo utente, “portalo dentro” al tuo brand!

Consiglio pratico: trasforma un semplice “fan” in un “lead“, cioè in un contatto attraverso un lead magnet. Hai scritto un ebook e vuoi venderlo online? Regala ai tuoi fan, che nel frattempo saranno diventati dei lead, un estratto. Dai loro un assaggio di ciò che andranno ad acquistare, dimostragli che ne vale la pena e portali all’acquisto.

4. Nel Social media marketing vince il brand più autentico

Esatto! Nel social media marketing non vince il brand più forte, ma quello più autentico. Se ci pensi bene, è il punto più semplice da mettere in pratica. Devi solo raccontare la tua verità (o quella del tuo brand!).

La verità vince sempre. Abbiamo tutti una specie di antennina che ci fa comprendere, anche inconsciamente, l’autenticità e questo vale per tutte le relazioni, online come offline. Utilizza la verità a tuo vantaggio e costruisci una strategia di comunicazione sui social basandoti su questo aspetto.

I cattivi marketers fingono!

Lucas Hoffman

Consiglio pratico: ricorda ogni giorno ai tuoi fan qual è il tuo sistema valoriale, tendenzialmente comune al loro visto che sono tuoi fan (se la fan base è stata costruita bene). Fallo con esempi pratici, anche di quotidianità all’interno della tua azienda, che dovrebbe essere coerente con il sistema valoriale.

5. Una strategia di marketing vincente punta al cuore, prima che alla mente.

Usa le emozioni positive. Genera coinvolgimento emotivo, il resto verrà da sé.

Le persone amano i contenuti che fanno ridere, generano stupore e gioia, o almeno è quello che preferiscono condividere.

Leggi tutto: 8 modi per aumentare il coinvolgimento e il traffico al tuo blog attraverso i social

Consiglio pratico: ogni tanto “mettici la faccia” – tua o dei tuoi collaboratori, dipendenti, ecc. Vi stupirete dei risultati!

6. Non vendere un prodotto, vendi una soluzione

Questo lo definirei un highlight di questa lista.

Comprendere l’importanza di questo punto, vuol dire comprendere l’essenza del social media marketing.

Focalizzati sul problema a cui il tuo prodotto o servizio offre soluzione. E ogni volta, per ogni singolo contenuto, parti da qui!

Ti sarà utile anche nella scelta delle parole giuste, quindi del copy!

Consiglio pratico: prima di scrivere un contenuto, pensa sopratutto a cosa vuole il tuo utente, non tu. Parla di quello che otterrà dandoti i tuoi soldi.

7. Non utilizzare una strategia “copia e incolla”, ma osa!

Una strategia di social media marketing vincente si basa sull’autenticità, ma di conseguenza anche sull’originalità dei contenuti offerti.

Prendi ispirazione dove puoi, ma non copiare. Anzi cerca di differenziarti. Devi essere coraggioso e accettare il rischio. E vincerai.

Consiglio pratico: non aver paura di sbagliare. Una paura che affronto tutti i giorni, quindi conosco bene. So però che se sei autentico, non devi temere nulla e vado avanti. E se proprio dovessi sbagliare qualcosa ricorda che “i rigori li sbaglia soltanto chi ha il coraggio di tirarli”

8. Il social media marketing non è un hobby

Se hai deciso di utilizzare i social media per avere un reale vantaggio competitivo hai due opzioni:

  1. Studiare e formarti in modo che tu possa compiere le giuste scelte e mettere in atto la giusta strategia (benissimo se hai tanto tempo a disposizione)
  2. Collaborare con un professionista, qualcuno di competente e che sappia “tradurre” i tuoi desideri e i tuoi obiettivi in un piano marketing coerente.

Aprire un canale social – pagina Facebook, canale YouTube, account Instagram ecc. – per pubblicare un post di tanto in tanto non è un opzione. I social media hanno bisogno di “vitalità” per portare risultati (oltre che di competenze).

Consiglio pratico: prima di intraprendere questa strada, prenditi un po’ di tempo per analizzare. Cerca di capire, dove ti trovi, dove vuoi arrivare, quanto puoi investire. Una volta chiarito questo sarai preparato e potrai muoverti nella giusta direzione e soprattutto in ogni caso non sprecherai i tuoi soldi, ma saprai che li stai investendo!

9. Mantieni le promesse!

La miglior strategia di marketing è quella di mantenere le promesse fatte!

Quali sono i punti di forza del tuo brand, del tuo prodotto o servizio? I punti di debolezza? Le criticità?

Chiarisci questi aspetti, prima di tutto a te stesso e poi al tuo pubblico. In questo modo sarai percepito come autentico e affidabile. Mantieni le promesse fatte loro e la strategia sarà senza dubbio vincente.

Consiglio pratico: prometti un po’ meno di quello che puoi offrire, l’effetto sorpresa avrà un impatto decisivo nel processo di fidelizzazione del tuo utente.


8 modi per aumentare il coinvolgimento e il traffico al tuo blog attraverso i social

8 modi per aumentare il coinvolgimento e il traffico al tuo blog attraverso i social - Francesca Antonetti web e social media specialist

Neil Patel (per i lettori abituali del mio blog… sì, sempre lui!) ha analizzato 5,860,631,392 blog post, quindi articoli, di 64 paesi diversi per capire cosa genera maggior coinvolgimento, quindi like, commenti e soprattutto condivisioni e traffico. I risultati sono davvero interessanti quindi ho deciso di riportarli qui, sul mio blog.

8 modi per aumentare il coinvolgimento e il traffico al tuo blog attraverso i social

Come saprete la portata organica di Facebook è progressivamente diminuita fino quasi a scomparire, quindi è sempre più consigliato e e necessario investire qualche soldo in advertising per raggiungere gli obiettivi prefissati. Tuttavia con qualche accorgimento e tecnica si possono ottenere buoni risultati.

1. Quale tipo di contenuti genera maggiori “mi piace” nel lungo periodo?

Ci sono diversi articoli che mostrano che i list post e le infografiche generano maggiori condivisioni. E’ abbastanza ovvio perché tutti amiamo i contenuti visivi come le infografiche (dell’importanza dei contenuti visivi ne parlo qui!)

Però, se vogliamo le condivisioni durino nel tempo, bisogna osservare che

Osservando quante condivisioni sociali ogni articolo genera su base mensile, siamo stati in grado di vedere il tasso di crescita e i tipi di articoli che generano la maggior parte delle azioni sociali nel tempo.

Ecco il tasso di crescita delle azioni nel tempo per tipo di articolo:

social share growth

Quindi:

se desideri un rapido incremento di likes e condivisioni, utilizza un’infografica. Ma se vuoi un traffico Facebook più consistente utilizza degli articoli “how to”ovvero gli articoli “come fare..”. Con il tempo infatti, genereranno un traffico più consistente.

Pensaci, quante volte cerchi su Google “come fare qualcosa”?

La ragione di questo è che le infografiche sono più difficili da classificare su Google perché non contengono molto testo.

Creando contenuti come “come fare” gli articoli tendono a essere consultati frequentemente, puoi quindi ottenere un traffico coerente ai tuoi articoli che causerà più condivisioni sociali.

2. Quanto deve essere lungo il titolo?

Gli utenti di Facebook preferiscono titoli brevi o lunghi? Se dovessi fare una supposizione, cosa penseresti?

La maggior parte delle persone pensa che più breve è, meglio è …

Diamo un’occhiata ai dati:

Average-Shares-by-Headline-Length

Gli utenti preferiscono titoli lunghi 7, 8 o 9 parole.

Insomma un numero di parole sufficienti a far comprendere di cosa tratterà l’articolo. Quindi il focus per creare un buon articolo è quello di fare in modo che sia descrittivo.

3. Le immagini influiscono sulle condivisioni?

Ovviamente sappiamo che agli utenti le immagini piacciono, altrimenti Facebook o Instagram non sarebbero così popolare!

Ma la domanda è: quante immagini hai davvero bisogno per articolo per ottenere il numero massimo di condivisioni sociali?

Average-Shares-Based-on-of-Images-in-an-Article

In generale, più immagini sono e meglio è.

4. Quanto dovrebbero essere lunghe le liste?

Tutti credono che il numero perfetto, quello da utilizzare sia 10.

Infatti, anche Neil Patel, durante l’analisi si accorge che i “vincitori” erano gli articoli basati su un elenco da 10. In realtà poi, hanno invece notato che risultavano vincenti solo perché la maggior parte di quelli presi in analisi erano più corti di 10. Quindi i risultati erano distorti.

Facendo un’analisi più approfondita invece, hanno riscontrato altri dati significati:

Median-Share-Count-Based-on-List-Length

Più dettagliato è l’elenco, meglio è.

Se decidi di scrivere un post basato su elenchi con oltre 100 voci, c’è una buona probabilità che le persone lo condividano, assumendo che sia super dettagliato.

5. Quanto devono essere lunghi gli articoli?

Meglio articoli brevi o lunghi?

Su questo nell’ambiente del marketing si è dibattuto parecchio:

Average-Shares-by-Content-Length

 

I dati mostrano, più lungo è, meglio è.

Se dovessi scrivere post sul blog di 10.000 parole genereresti più social share rispetto ad un post sul blog di 2.000 parole.

Ma, per un buon equilibrio, Neil Patel consiglia di scrivere articoli di 2000 parole ed espanderlo nel tempo. E ogni volta che espandi l’articolo, puoi condividerlo di nuovo su Facebook.

Se non ti interessa di Google e vuoi concentrarti solo su Facebook, allora vai per quell’articolo di 10.000 parole.

6. E’ meglio scrivere contenuti basati sulle news o contenuti “evergreen”?

Nel tempo, i contenuti evergreen aumentano il traffico. Non è solo a causa di Facebook, è che si classificano meglio in Google e permettono di ottenere un traffico più costante nel corso degli anni.

Nessuno è cerca su Google qualcosa accaduti un anno fa (salvo rare eccezioni!)

In ogni caso, diamo un’occhiata alla prima ora di pubblicazione di un articolo.

of-Social-Shares-Generated-Within-the-1st-Hour-by-Content-Type

Nel breve periodo, i contenuti basati sulle notizie vincono. Abbiamo già visto prima che gli articoli del tipo “come fare.. ” generano maggior traffico nel lungo periodo, ma per dare una “scossa” forte e veloce puoi considerare l’idea di creare un contenuto relativo ad una news.

7. Le emozioni influenzano il social sharing?

Sì, moltissimo! Ma occhio! Neil Patel dice di aver spesso utilizzato come emozione la paura. La paura genera moltissimo traffico, ma il sentiment ovviamente, è tutt’altro che positivo.

Inoltre ci sono emozioni che generano molte più condivisioni rispetto alla paura.

Popular-Emotions

Le persone amano i contenuti che fanno ridere, generano stupore e gioia, o almeno è quello che preferiscono condividere.

8. Quando dovresti pubblicare i tuoi contenuti?

Scrivere un fantastico articolo non è abbastanza. Se scrivi contenuti in una brutta giornata e li pubblichi durante un periodo in cui nessuno è online, non diventerai virale su Facebook.

Total-Shares-by-Day-of-Week-2

Le persone preferiscono condividere contenuti di martedì, più di ogni altro giorno.

Se hai intenzione di scrivere solo un articolo alla settimana, pubblicalo di martedì. Se stai scrivendo più articoli a settimana, concentrati su lunedì, martedì e mercoledì poiché sono i giorni più popolari.

E per quanto riguarda l’ora del giorno …

Total-Shares-by-Time-of-Day

Tendi a condividere contenuti tra le 11:00 e le 13:00.

E’ tra la pausa pranzo e il rientro, quando le persone generalmente sono in pausa tendono a stare sui social maggiormente e condividere.

In alternativa l’orario giusto è alle 18, cioè quando le persone finiscono di lavorare!

Conclusioni

E’ davvero molto più difficile raggiungere in maniera organica tante persone. Questo per due motivi almeno: il oprino è che Facebook preferisce che tu non porti gli utenti al di fuori; il secondo è che ti spinge a promuovere – quindi pagare – per raggiungere gli utenti.

Inoltre più le persone rimangono su Facebook più soldi guadagnano. Ecco perché ultimamente sono letteralmente esplosi i contenuti video.

Ma seguendo le linee sopra riportate puoi ancora raggiungere risultati e traffico.

9 modi per battere l’algoritmo di Instagram e migliorare la copertura e i likes

9 modi per battere l'algoritmo di Instagram Francesca Antonetti

Su Instagram qualcosina ne so di certo, curo le pagine dei miei clienti nei minimi dettagli e anche se non sono sempre perfette dal punto di vista grafico, crescono come devono crescere e hanno sempre un buon engagement. Ora però voglio riportare questi 9 modi per battere l’algoritmo di Instagram e avere maggiore visibilità e più likes, secondo uno dei miei punti di riferimento Neil Patel.

 

9 modi per battere l’algoritmo di Instagram per una migliore copertura e ricevere più likes

Al giorno d’oggi le piattaforme di social media cambiano con una frequenza allarmante.

Per anni su Instagram i post comparivano in ordine cronologico, garantendo quindi una certa visibilità, purché i post fossero di qualità.

Ma quella realtà non c’è più.

Le modifiche recenti offrono agli utenti un maggiore controllo sui loro feed, il che significa che potrebbe essere più difficile coinvolgere il pubblico.

Gli utenti di Instagram potrebbero essere in grado di vedere post più recenti, ma non è garantito che vedranno mai i tuoi contenuti.

Ciò significa che dovrai cambiare approccio se vuoi rimanere in cima al feed di Instagram.

E per farlo, devi sapere cosa effettivamente funziona per gli altri brand che sono riusciti a decifrare il codice.

Questo post ti darà nove modi per fare proprio questo.

Ma prima devi capire il panorama attuale di Instagram e come influenza il tuo marchio.

Il panorama di Instagram

Nel 2016, Instagram ha annunciato i loro sforzi per favorire i post che “ti interessano di più” nel tuo feed.

Da allora, i marketer sono alla ricerca di modi per ottimizzare i loro contenuti e stare al passo con l’algoritmo di Instagram per mantenere alti i livelli di coinvolgimento.

Dato che non ti è più garantito di comparire in un feed cronologico, devi trovare un modo creativo per rimanere visibile di fronte al tuo pubblico online.

E come indica il comunicato stampa, l’attuale algoritmo di Instagram filtra i contenuti in base al comportamento precedente dell’utente.

Quindi, in teoria, più il tuo pubblico interagisce con il tuo brand, più vedranno i tuoi post.

Questa non è esattamente una buona notizia per la maggior parte dei marketer.

La tendenza schiacciante è quella di considerare l’engagement come il parametro numero uno su Instagram, e tutti questi cambiamenti hanno causato il calo dello stesso engagement.

success instagram

 

Quindi il successo su Instagram richiede ai marchi di trovare nuovi modi per continuare a costruire il coinvolgimento e il conteggio dei follower.

Ma per iniziare a coinvolgere gli utenti di Instagram in primo luogo, devi sapere chi sono e come sono.

Instagram users Francesca Antonetti Neil Patel

Innanzitutto, gli utenti di Instagram sono prevalentemente giovani.

Il pubblico che ritroverai su Instagram è formato principalmente da millennials (cioè i nati tra i primi anni 80 e il 2000) e hanno modelli di acquisto diversi rispetto alle generazioni precedenti.

E tra l’altro, l’utente medio perde oltre il 70% del proprio feed.

Ciò significa che ai tuoi contenuti migliori non è garantito di essere visibile al tuo pubblico, qualunque cosa tu faccia.

Quindi, se è così difficile avere opinioni e coinvolgimento, perché concentrarsi su Instagram?

Per capirlo, devi capire il potere del marketing del coinvolgimento visivo.

Secondo la ricerca, le immagini sono una forma più conservabile di condivisione di informazioni e notizie.

visuals Francesca Antonetti Neil Patel

Conserviamo molte più informazioni dalle cose che vediamo, il che significa che le immagini sono importanti.

Questo rende Instagram, che è un canale principalmente visivo, una parte essenziale della presenza digitale di molti marchi.

I brand che creano oggetti visivamente accattivanti o artigianali spesso si affidano a Instagram per coinvolgere il loro pubblico quando postano sul blog.

Usano Instagram come parte essenziale dei loro funnel  di vendita sui social media, quindi il successo su questa piattaforma è la vita o la morte. 😉

E gli studi hanno dimostrato che le persone acquistano sempre più spesso gli articoli che vedono sui social media.

 

purchase-influence-on-social-media-Francesca Antonetti Neil Patel

Oltre il 42% degli utenti di social media ha effettuato un acquisto semplicemente perché l’ha visto nel proprio feed.

Quindi trovare un modo per muovere l’algoritmo a tuo favore e aumentare il tuo engagement può aiutare il tuo brand a spingere le vendite attraverso Instagram.

E per farlo, devi creare contenuti che risuonino sul tuo pubblico e favoriscano l’interazione tra i tuoi follower e il tuo marchio.

Per fortuna, ci sono molti metodi collaudati che ti permetteranno di farlo regolarmente.

Le nove soluzioni in questo post sono metodi supportati dai dati e approvati da molti brand per aumentare il coinvolgimento.

E il primo puoi iniziare ad utilizzarlo in questo momento.

Soluzione 1: Utilizza le storie di Instagram

Instagram Stories è l’elemento Snapchat-esque di Instagram che consente agli utenti di creare e condividere contenuti che scompaiono dopo 24 ore.

Lanciato alla fine del 2016, è diventato rapidamente il preferito da brand e utenti per condividere le proprie giornate con i propri follower.

Già ad ottobre 2017, oltre 300 milioni di utenti stavano creando storie quotidianamente.

Instagram stories user Francesca Antonetti Neil Patel

Inoltre, sempre più esperti di marketing utilizzano Stories per favorire il coinvolgimento con il proprio brand.

Instagram stories-dominate Francesca Antonetti Neil Patel

Ma le storie sono davvero un modo efficace per i brand di interagire con il loro pubblico?

Secondo questo caso di studio, la risposta è sì.

Il marchio di stilisti Revolve ha utilizzato Instagram Stories per creare e condividere potenti campagne sul proprio profilo.

Nel caso di studio collegato sopra, hanno lanciato la loro campagna #Revolveme.

 

Lo scopo di questo sforzo era trovare e condividere contenuti generati dagli utenti incentrati sul loro marchio.

I clienti possono acquistare vestiti e poi caricare le proprie foto con l’hashtag #revolveme nella speranza di essere presenti nelle storie del marchio.

Mentre si potrebbe pensare che la maggior parte delle storie che condividono siano modelli professionali, la realtà è che sono tutti inviati dagli utenti.

Ciò significa che non stanno solo condividendo i contenuti del loro pubblico, gratificandoli, ma stanno anche ottenendo contenuti gratuiti e di alta qualità allo stesso tempo.

E i risultati parlano da soli.

risultati campagna Instagram stories revoleme

Secondo lo studio, il marchio ha iniziato ad avere una media di oltre 66.000 impressioni su ogni Story.

Con un tasso di uscita del solo 6,27%, è chiaro che i loro sforzi hanno avuto successo.

E poiché il marchio condivide ancora le #revolveme Stories, è altamente improbabile che abbandonino la campagna in qualsiasi momento.

Quindi, se stai lottando per aumentare il tuo impegno, inizia a condividere le tue storie.

Soluzione n. 2: assumi un professionista

Non tutti sono destinati a diventare fotografi, e va bene.

Ma Instagram è una piattaforma visiva.

Pertanto, le immagini sono il cuore del tuo lavoro.

Quindi, se non sei il miglior fotografo, potresti effettivamente danneggiare le prestazioni del tuo marchio a lungo termine.

E per peggiorare le cose, potresti non avere nemmeno una macchina fotografica che riprenda una buona immagine secondo gli standard odierni.

Basta guardare la differenza di qualità in queste due immagini da un iPhone 6s e un iPhone 8.

 

Questa immagine di iPhone 6 potrebbe sembrare buona a prima vista.

Ma quando lo pubblichi accanto al suo successivo da iPhone 8, le differenze risaltano davvero.

Soluzione n. 3: rimani fedele alle tendenze

Se sei in un settore che cambia molto, sai quanto sia difficile rimanere aggiornati con queste tendenze.

Quindi, quando inizi a esplorare le nuove tendenze in un’arena sconosciuta, puoi essere travolto molto rapidamente.

E ogni anno vede un sacco di tendenze visive cambiare e evolversi.

Basta controllare alcune di queste immagini che sono considerate parte delle tendenze di quest’anno.

Anche se potrebbe non adattarsi al tuo stile personale, l’apprendimento e l’adesione a queste tendenze visive possono aiutarti a coinvolgere il tuo pubblico Instagram e distinguerti dalla massa.

Inoltre, puoi anche guardare le tendenze consolidate su Instagram con le quali altri marchi hanno visto il successo.

Il 60% delle migliori marche utilizza lo stesso filtro e illuminazione per tutte le sue foto Instagram. Si tratta di creare una strategia fotografica.

Guarda Gucci.

Il direttore della strategia digitale e social di Condé Nast, Rochelle Stewart, afferma: “Instagram è una scelta naturale per noi perché consente ai nostri marchi di attingere a ciò che sanno fare meglio: Visual storytelling, bella fotografia, immagini che sono al contempo stimolanti e ambiziose.”

È chiaro che la creazione di una strategia visiva per Instagram è fondamentale. Pubblicare con un filtro coerente, immagini con volti e taggare la tua posizione può aiutarti a coinvolgere di più e a rimanere nei feed del pubblico.

Soluzione 4: inizia a fare video live

Lo streaming live sta rapidamente diventando una delle cose più importanti che il tuo brand può fare (anche su Facebook).

Secondo uno studio recente, lo streaming video rappresenta attualmente oltre due terzi del traffico Internet.

Ciò significa che non solo viene creato in grandi quantità, ma viene anche fruito.

E dal 2016, Instagram ha permesso ai brand di lanciare i propri video live in modo nativo sulla propria app.

I risultati sono stati più di quanto la maggior parte potrebbe mai immaginare, comprese le persone dietro il profilo dell’ Old House Vintage Market.

In un solo evento, hanno guadagnato 1.151 seguaci.

Questo è quasi l’80% del loro attuale seguito, e l’hanno ottenuto in meno di un giorno.

Se un piccolo marchio come questo può utilizzare il video live in modo così efficace, immagina cosa potrebbe fare per un marchio che ha già migliaia di follower.

Coinvolgendoti con un pubblico più vasto su Instagram, incoraggi l’interazione e e hai buone possibilità di salire in cima al feed delle notizie.

Neanche è necessario essere pianificato.

Basta accenderlo e condividere ciò che stai facendo in questo momento o cercare idee che puoi condividere.

Finché puoi interagire con i tuoi follower, puoi far crescere il tuo marchio e battere l’algoritmo di Instagram.

Soluzione n. 5: posta al momento giusto

Se sei stato nei social media per un po’, probabilmente hai visto tanti studi che cercano di trovare il momento perfetto per postare.

Molti di questi studi e valgono sicuramente il tuo tempo e la tua attenzione.

Secondo questo post di Sprout Social, Instagram vede il maggior traffico durante le ore centrali dei giorni infrasettimanali.

Ciò lascia intendere che potresti studiare contenuti atti a catturare l’attenzione delle persone mentre sono sedute in ufficio.

In realtà questi dati vanno certo ben letti, ma rappresentano gli orari di maggior engagement, non di pubblicazione migliore, e poi come sempre bisogna testare.

Se pubblichi messaggi in periodi in cui c’è troppa congestione (o non abbastanza), potresti perdere il coinvolgimento a causa di un filtro più pesante.

Soluzione 6: raggiungi più persone con gli hashtag

Anche se sembra che tutti li stiano usando, non sono sempre utili quando si parla di social media.

Ma Instagram è una questione completamente diversa.

L’unicità della piattaforma visiva di Instagram la rende la piattaforma perfetta per utilizzare gli hashtag.

Quando un utente fa clic su un hashtag di un post che sta visualizzando, viene indirizzato a una pagina che mostra più hashtag personalizzati.

Ad esempio, dai un’occhiata a questo post dell’attore Chris Pratt:

hashtag instagram

In esso, lui usa #farmlife

Quando fai clic sull’hashtag vieni reindirizzato ad un elenco composto da ogni post che ha utilizzato lo stesso hashtag.

Questo invita l’utente a scorrere, cercare più immagini che gli piacciono e interagire con più profili.

Pertanto, l’utilizzo di hashtag popolari può aiutarti a estendere la portata del tuo marchio e a trovare nuovi membri del pubblico.

E per farlo, ti consiglio vivamente di utilizzare un’estensione di Chrome come Hashtest per aiutarti a trovare hashtag ad alto volume.

Tutto quello che devi fare è inserire gli hashtag a cui stai pensando e ti darà un feedback immediato su quanto sia utile.

Quando trovi gli hashtag corretti, includili regolarmente nei tuoi post.

Le tue immagini avranno una maggiore portata e puoi apparire più spesso in più feed nel tempo.

Soluzione 7: usa un influencer

Quando si parla di influencer marketing, per nessun’altra piattaforma è importante come per Instagram.

influencer instagram

Gli influencer di gran lunga amano creare e condividere collaborazioni con i brand su Instagram.

La natura visiva e guidata dal prodotto della piattaforma lo rende il luogo ideale per creare e condividere contenuti con cui i follower vogliono impegnarsi.

Ciò significa che puoi sfruttare questa tendenza a tuo vantaggio trovando degli influencer che sono interessati al tuo marchio.

E gli Influencer stanno vedendo una crescita importante solo negli ultimi anni.

Con i nuovi Influencer e i creatori continuamente in scena, le opportunità per il tuo business sono abbondanti.

Dai un’occhiata a come la campagna ASOS Insiders ha utilizzato gli  influencer per aiutarli a vendere i loro prodotti.

Questa campagna si è concentrata su un gruppo esclusivo di giovani influencer che sono stati selezionati per mostrare i vestiti del marchio ASOS.

Attingendo al pubblico che questi influencer avevano già, ASOS ha creato un fenomeno globale che è ancora molto vivo oggi.

Ad oggi, ASOS ha più di sette milioni di follower sul proprio account Instagram.

Ciò significa che con ogni post che condividono, milioni di spettatori hanno optato per vedere il loro contenuto.

Ma non devi avere un budget enorme per tirare fuori questa impresa.

Puoi trovare influencer con migliaia di follower che sono disposti a condividere il tuo brand.

È una delle aree di marketing di Instagram in più rapida crescita e sarebbe saggio iniziare a usarla per i propri sforzi.

Soluzione 8: condividi contenuti generati dagli utenti

Abbiamo visto prima in che modo un marchio ha utilizzato i contenuti generati dagli utenti nelle loro storie, ma l’applicazione per i contenuti generati dagli utenti è molto più ampia di quanto si possa immaginare in precedenza.

Gli studi hanno dimostrato che la condivisione di contenuti generati dagli utenti rende il tuo marchio più autentico e umanizza la tua azienda.

Ciò significa che più condividi il contenuto fornito dagli utenti, più sentirai che sei effettivamente riconoscibile e degno della loro attenzione.

Inoltre, è visto come “utile” o “inestimabile” per il 99% dei marketer.

Quindi condividere più contenuti generati dagli utenti è il modo perfetto per riportare il tuo marchio a terra.

Se il tuo pubblico vede l’opportunità di essere pubblicato sulla tua pagina, ci sono molte più possibilità che vorrà interagire con te e creare contenuti per te.

Rent the Runway ha riscosso un enorme successo quando ha iniziato a concentrarsi sulla condivisione di contenuti generati dagli utenti.

Nel corso del loro studio, hanno scoperto che stavano anche risparmiando da cinque a dieci ore a settimana sulla creazione di contenuti.

E, ancora più importante, il loro engagement è aumentato del 21% rispetto al loro contenuto originale.

 

Semplicemente condividendo più dei loro contenuti generati dagli utenti, sono stati in grado di vedere miglioramenti misurabili nelle attività della loro pagina Instagram.

Quindi risparmia tempo e aumenta il tuo coinvolgimento utilizzando il contenuto del tuo pubblico.

Soluzione n. 9: ospita un Contest

I contest di Instagram sono la tattica finale che può aiutare il tuo marchio a superare l’algoritmo e ad aumentare il tuo engagement generale.

E secondo il rapporto sullo stato di Instagram, il 39% delle aziende prevede di fare più concorsi nei prossimi anni.

E quando si esamina il successo che alcuni marchi hanno ottenuto, non c’è da meravigliarsi che sempre più aziende vogliano provare questo approccio.

Prendiamo ad esempio il concorso MyNeoShoot ospitato da Adidas.

 

In questo contest, Adidas ha chiesto ai suoi follower di creare immagini ispirate al loro marchio.

Le migliori foto sono state poi invitate a creare un servizio fotografico professionale, e hanno persino scelto Selena Gomez per aiutarli a diffondere la notizia sul concorso.

Come risultato del concorso, Adidas ha generato 71.000 menzioni dell’hashtag #MyNeoShoot e ha guadagnato 41.000 nuovi follower.

Quindi usare un concorso creativo per il tuo marchio può portare a risultati simili.

Assicurati solo di stabilire regole chiare, altrimenti l’intero processo potrebbe ritorcersi contro.

 

 

Anche se non guadagni migliaia di nuovi follower, è quasi garantito che otterrai  il coinvolgimento del tuo pubblico attuale.

Ciò significa che sarai un passo avanti verso la rottura dell’algoritmo di Instagram, il che significa maggiore copertura e maggiore engagement.

 

Se vuoi ricevere una consulenza da me per il tuo profilo aziendale Instagram, contattami su Messenger!

 

 

7 concetti di psicologia che tutti i social media marketer dovrebbero conoscere

psicologia e social media marketing

Cosa hanno in comune la psicologia e i social media?

Molto più di quanto tu possa immaginare! Che ci crediate o no, ci sono alcuni motivi scientifici per cui le persone mettono “mi piace”, condividono, commentano, fanno click e persino acquistano i  prodotti online.

Comprendere i concetti di psicologia alla base del modo in cui il pubblico pensa sui social media è il primo passo verso la creazione di esperienze migliori, relazioni più solide e, nel lungo periodo, anche clienti più fedeli.

Per questo motivo ho tradotto e rielaborato per voi l’articolo di The Science of Social Media, in cui vengono esaminati i 7 concetti psicologici che tutti i social media marketer dovrebbero conoscere e come è possibile applicarli in tutto il processo comunicativo, dai contenuti e all’assistenza clienti fino alla strategia e all’esecuzione.

Cosa imparerai al termine in “pillole”

  • I professionisti di marketing di maggior successo utilizzano regolarmente la psicologia per aiutarli a migliorare il loro lavoro
  • Uno dei modi più efficaci per creare fiducia e credibilità per il tuo marchio è quello di essere trasparente e non esitare a mostrare i tuoi difetti
  • I colori sono uno strumento potente perché hanno un enorme impatto sul comportamento delle persone e su come percepiscono il tuo marchio fin dall’inizio
  • Secondo un rapporto di  Psychological Science, evocare emozioni forti può aumentare la probabilità che qualcosa venga condiviso

 

7 concetti di psicologia che tutti i social media marketer dovrebbero sapere

  1. Trasparenza e costruzione della fiducia dei clienti
  2. Perché le emozioni sono uno strumento potente (e persino contagioso!)
  3. L’effetto “Halo” (alone) e l’impatto sulle nostre percezioni
  4. Usare la reciprocità per aumentare l’azione
  5. Il fenomeno di Baader-Meinhof e illusione di frequenza
  6. Il Colore e suo impatto sul social media marketing
  7. Le 5 ragioni psicologiche per le quali le persone “condividono” online

Trasparenza e costruzione della fiducia dei clienti

Prima di tutto per generare fiducia e credibilità per il tuo brand, la prima cosa da fare è essere trasparente e non non nascondere a tutti i costi i difetti.

Perché la trasparenza è uno strumento così potente? Perché la gente non crede più alle dichiarazioni stucchevoli del marketing. E fa bene. Molte dichiarazioni semplicemente non sono credibili!

Quindi il modo per guadagnare fiducia è quello di essere trasparenti e imprevedibili, sottolineare i difetti o le carenze del prodotto.

Sii veramente aperto su ciò che fa e non fa il tuo prodotto. Puoi farlo nei post sui social media, negli annunci, in engagement quando i clienti ti fanno domande, ci sono un sacco di opportunità per essere più aperti e iniziare a creare fiducia con il tuo pubblico.

Perché le emozioni sono uno strumento potente (e persino contagioso)

Il secondo concetto psicologico che stiamo toccando oggi è che le emozioni sono davvero potenti e persino contagiose.

Evocare emozioni forti può aumentare la probabilità che qualcosa venga condiviso, secondo un rapporto di Psychological Science. E mentre ogni contenuto emotivo ha influenzato il pubblico, l’Università della Pennsylvania ha scoperto che, in particolare, i contenuti positivi hanno i migliori risultati. Più il contenuto è positivo, più è stato condiviso.

Questo perché rende la persona che interagisce con quel contenuto più positiva e felice, quindi è molto più probabile che voglia condividerla e diffondere la felicità.

E gli emoji hanno un posto davvero interessante in tutto questo.

Quindi, così come gli umani, mimano espressioni quando si è faccia a faccia per avvicinarsi l’un l’altro, gli scienziati hanno scoperto che l’uso di un’emoji attiva le stesse parti del cervello e replica la stessa esperienza di quelle interazioni faccia a faccia, rendendoci tutti più connessi.

Ci sono molti modi in cui puoi usare queste informazioni a tuo vantaggio come social media manager.

Un ottimo punto di partenza è quello di sentire il tono dei tuoi post social e ottimizzarli per positività e felicità. Quindi, testa e condividi altre storie di benessere dei tuoi clienti, magari in seguito all’utilizzo del tuo prodotto o servizio. Puoi anche usare l’umorismo nei tuoi contenuti e, naturalmente, aggiungere emoji positivi e felici ai tuoi post.

L’effetto alone e l’impatto sulle nostre percezioni

Parliamo ora di qualcosa chiamato l’effetto Halo e quanto influisce davvero su di noi.

 L’effetto alone è un bias cognitivo per il quale la percezione di un tratto è influenzata dalla percezione di uno o più altri tratti dell’individuo o dell’oggetto. Un esempio è giudicare intelligente, a prima vista, un individuo di bell’aspetto. (Fonte: wikipedia)

È come l’espressione: “non hai una seconda possibilità per fare una grande prima impressione.”

Ciò significa in pratica che tendiamo a consentire ad una singola qualità attraente di una persona o di un marchio di influenzare il nostro giudizio anche per altri aspetti non correlati.

E quello che si vuole davvero sottolineare qui è quanto molte celebrità possano influenzare le percezioni di un marchio, in cui il pubblico può associare i tratti della celebrità ad un marchio o un prodotto.

In sostanza quello che stiamo dicendo è che l’influencer marketing funziona, è supportato dalla psicologia.

Sì! Il marketing dell’influencer funziona e anche la prova sociale è importante.

Ecco alcuni modi in cui puoi sfruttare l’effetto alone nel tuo social media marketing:

Si può richiedere una testimonianza ad un cliente.
Puoi lavorare con influencer riconoscibili o, se possibile, ottenere l’approvazione di una celebrità.
Puoi associarti ad altre organizzazioni interessanti che migliorano il tuo marchio.

Usare le reciprocità per aumentare l’azione

Il concetto di reciprocità è semplice: se qualcuno fa qualcosa per te, dovresti naturalmente fare qualcosa per loro. Puoi approfondire con il libro del Dr. Robert Cialdini, Influence: The Psychology of Persuasion.

Penso che tutti sperimentiamo questo quotidianamente. Ad esempio, se un amico ti invita alla sua festa, potrebbe esserti d’obbligo l’invito a partecipare a una festa futura che ospiterai tu.

Per i social media marketer, omaggi, contenuti gratuiti e risorse inaspettate sono tutti ottimi esempi di reciprocità.

Quindi pensa ai modi in cui puoi usare la reciprocità nel tuo social media marketing, e può essere qualsiasi cosa, da adesivi, a un ebook o magari a un modello di design gratuito.

Assicurati di dare via la risorsa gratuita prima di chiedere qualcosa in cambio.

Il fenomeno di Baader-Meinhof e illusione di frequenza

Il fenomeno si verifica quando la cosa che hai appena notato, sperimentato o raccontato per la prima volta all’improvviso affiora improvvisamente ovunque. Ti dà la sensazione che dal nulla, praticamente tutti quelli che conosci stanno parlando della cosa che hai appena notato.

E tu non sei pazzo; lo stai vedendo!

Questo fenomeno è causato da due processi. Il primo processo è l’attenzione selettiva e entra in azione quando vieni colpito da una nuova parola, cosa o idea; dopo di ciò, inconsciamente tieni d’occhio e, di conseguenza, lo trovi sorprendentemente spesso.

Il secondo processo è un bias di conferma, in pratica le persone tendono a voler confermare le loro convinzioni acquisite.

Per i marketer, questo fenomeno è proprio il motivo per cui il lead nurturing è incredibilmente importante. Una volta che qualcuno inizia a notare il tuo marchio, magari in seguito all’interazione con un post su Facebook o sono andati sul tuo sito web, poi ti vedranno “ovunque”!

Uno dei modi migliori per aumentare l’efficacia dei funnel di vendita è inviare annunci di retargeting attraverso il  Facebook Pixel, che è un ottimo strumento per farlo (e se non lo stai utilizzando è molto male!)

Il Colore e suo impatto sul social media marketing

Il colore potrebbe essere la parte della psicologia con cui i professionisti del marketing hanno maggiore familiarità.

I colori sono potenti perché influenzano il comportamento delle persone e il modo in cui percepiscono il tuo marchio.

Potresti non aver pensato che il colore possa influire sulla strategia dei social media, ma la psicologia dietro i colori dimostra che valgono lo sforzo extra.

Ciò che è interessante qui è che anche se alcuni colori ci dicono cose specifiche, e ci arriveremo in un minuto, ciò che è veramente importante è che questi colori si debbano allineare al brand e al suo Tone of Voice.

Diamo anche un’occhiata ad alcune informazioni di un’infografica di KissMetrics in cui hanno esaminato il colore. Secondo loro, ecco cosa ci fanno sentire alcuni colori popolari:

Giallo: ottimismo e gioventù
Rosso: senso di urgenza
Blu: fiducia e sicurezza
Verde: ricchezza e relax
Arancione: aggressivo
Rosa: romantico
Nero: potente
Viola: calmo

Le 5 ragioni psicologiche per le quali le persone “condividono” online

Per concludere, parliamo della psicologia alla base della condivisione.

Cerchiamo sempre più coinvolgimento nei nostri post e vogliamo condividere contenuti che siano realmente in sintonia con le persone. Bene, fortunatamente per noi, il New York Times ha condotto un ampio studio sulla psicologia della condivisione online.

Hanno trovato cinque motivazioni principali per la condivisione, cui daremo un’occhiata, ma in particolare parlano di come ci sia un filo comune per tutte le motivazioni per la condivisione, e cioè che le persone sono motivate a condividere in base alle loro relazioni con la loro rete.

Come marketer dovremmo davvero concentrarci sulla creazione e sulla condivisione di contenuti con il nostro pubblico che miglioreranno le loro relazioni a seguito della condivisione.

Ecco i cinque motivi più importanti per cui le persone condividono online:

Vogliono migliorare la vita degli altri (94%)
Vogliono che il contenuto rifletta la loro identità online (68%)
Vogliono crescere e creare relazioni (80%)
Condividono perché amano la sensazione di avere altri commenti su di esso e impegnarsi (81%)
Vogliono spargere la voce su qualcosa in cui credono (84%)

 

 

Pubblicità tradizionale vs Pubblicità online

pubblicità tradizionale vs online Francesca Antonetti

Mi succede, troppo spesso, di relazionarmi con imprenditori “vecchio stampo” che naturalmente non comprendono fino in fondo il valore dell’advertising online perché non lo conoscono e ostinatamente spendono ancora moltissimi soldi per la pubblicità sui media tradizionali, con risultati nella maggior parte dei casi, non misurabili. L’approccio al social media marketing è ancora finalizzato esclusivamente all’immagine, sottovalutandone l’aspetto fondamentale: quello dell’advertising.

Breve storia della pubblicità

La pubblicità è strettamente intrecciata alla vicenda economica, sociale, intellettuale e culturale di un popolo ed è quindi opportuno delineare sommariamente lo sfondo storico entro cui si è originato e sviluppato il fenomeno pubblicitario, in modo particolare in Italia.

  • Seicento: prime inserzioni pubblicitarie (con la nascita del giornale)
  • Ottocento – Novecento: si diffondono forme specifiche del messaggio pubblicitario: slogan, cartellone. Fin qui il pubblicitario aveva un’unica funzione e un unico target, cioè la classe borghese, l’unica con potere d’acquisto e in grado di leggere i contenuti.
  • Primo ventennio del Novecento: la pubblicità del ventennio è fondamentalmente povera di eventi essendo soffocata da una strategia politico-economica che le era nettamente contraria. In un periodo di accelerata industrializzazione mondiale l’economia fascista vede nel contenimento industriale uno dei suoi capisaldi. Al di là della reale attuazione di un tale programma, la strategia pubblicitaria subisce un periodo di rallentamento e stasi, nel quale si configurano solo potenzialmente gli sviluppi comunicativi futuri della “modernizzazione” postbellica (nascita della radio, nuovi mezzi di propaganda politica, incremento e professionalizzazione delle agenzie di pubblicità).
  • Dopoguerra (Anni Cinquanta e Sessanta): dopo la seconda guerra mondiale, la pubblicità italiana inizia un percorso di rafforzamento prima, e di sviluppo poi. A questo punto, la pubblicità si porge come strumento indispensabile nel mondo economico italiano, orientando da un lato le aziende a una ricezione attenta delle esigenze del mercato, dall’altro il pubblico a un uso più ampio e razionale dei prodotti.
  • 3 febbraio 1957 – una data storica: va in onda per la prima volta Carosello, l’esempio più famoso e forse più longevo di pubblicità televisiva.
  • Anni 70: ostilità culturale nei confronti della pubblicità considerata manipolatrice e nefasta.
  • Ultimi anni: sono avvenuti moltissimi cambiamenti nel settore della comunicazione. Le persone sono sempre più orientate a prodotti e beni non di uso primario. I media stessi hanno subìto e stanno subendo trasformazioni importanti. Infine l’avvento dei Social Media.

Leggi anche La Rivoluzione dei Social Media: tutti i cambiamenti avvenuti dai rapporti interpersonali alla comunicazione aziendale

Mass media tradizionali

I “mezzi di comunicazione di massa”, o “media di massa”, in inglese mass media, sono mezzi progettati per mettere in atto forme di comunicazione «aperte, a distanza, con tante persone in un breve lasso di tempo». In altre parole la comunicazione di massa (quella classe dei fenomeni comunicativi che si basa sull’uso dei media) è costituita da organizzazioni complesse che hanno lo scopo di «produrre e diffondere messaggi indirizzati a pubblici molto ampi e inclusivi, comprendenti settori estremamente differenziati della popolazione» Fonte: Wikipedia

L’ampia gamma dei mezzi di comunicazione di massa può essere raggruppata come segue:

  1. Gli stampati (libri, opuscoli, giornali, fumetti, riviste, ecc.) dalla fine del XV secolo;
  2. Le registrazioni (dischi in vinile, nastri magnetici, musicassette, CD, VHS, DVD ecc.) dalla fine del XIX secolo;
  3. Cinema dal 1900 circa;
  4. Radio dal 1910 circa;
  5. Televisione dal 1950 circa;
  6. Internet dal 1990 circa.

Come avviene la comunicazione pubblicitaria sui media tradizionali?

media tradizionali-infografica Francesca Antonetti

Raggiungo il mio target?

Con la pubblicità sui media tradizionali, riesco a raggiungere davvero il mio target, cioè la mia fascia di potenziali acquirenti? E’ un dato misurabile? A che prezzo?

Esempio

Voglio promuovere la mia nuova attività: un centro estetico. Il mio target è formato soprattutto da donne dai 18 ai 60 anni. Decido di stampare 1000 volantini. Dovrò preoccuparmi di: grafica, stampa e distribuzione (quindi costi). Potrei consegnare i volantini nelle case o sulle automobili – e qui voglio sorvolare sull’aspetto davvero molto poco eco-friendly. Quante probabilità ho di incrociare la domanda del mio target? Voglio essere super ottimista e mirare ad un 40%. Una volta raggiunto il target giusto possiamo aspirare realisticamente ad una conversione (quindi contatto, richiesta di informazioni ecc) del 2% (sempre per essere ottimista) perché troveremo naturalmente delle barriere (ad esempio donne molto fidelizzate alla propria estetista, oppure non coinvolte che optano per il fai-da-te). La spesa vale l’impresa? Quanto budget è stato letteralmente sprecato? Fate i vostri conti. E ricordate che sono dati anche troppo ottimistici.

Social Media Advertising

Social media è un termine generico che indica tecnologie e pratiche in rete che le persone adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio. I professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein hanno definito i media sociali come un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del Web 2.0, che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti. I media sociali rappresentano fondamentalmente un cambiamento nel modo in cui la gente apprende, legge e condivide informazioni e contenuti. In essi si verifica una fusione tra sociologia e tecnologia che trasforma il monologo (da uno a molti) in dialogo (da molti a molti) e ha luogo una democratizzazione dell’informazione che trasforma le persone da fruitori di contenuti ad editori. Fonte: Wikipedia

I social media possono assumere differenti forme, che possono essere raggruppate in 13 categorie: Blog, business network (network professionali), collaborative project, enterprise social network (network aziendali), Forum Internet, microblog, photo sharing, review di prodotti/servizi, social bookmarking, social gaming, social network service, video sharing e virtual world (realtà virtuali).

Come avviene la comunicazione pubblicitaria sui social media?

infografica pubblicità sui social media Francesca Antonetti

Raggiungo il mio target?

Pensa a quante tracce di te, di quello che ti piace o non ti piace quando sei online. pensa quanti tuoi dati lasci solo per iscriverti su un social network. Nessuno ti conosce meglio. Pensa solo ai cookie. Tutti questi dati vengono utilizzati dalle maggiori piattaforme pubblicitarie per raggiungerti al momento giusto con il giusto messaggio.

Mi voglio soffermare su Facebook Ads – cioè la piattaforma pubblicitaria nativa di Facebook per la pubblicazione di annunci al suo interno. Una piattaforma pubblicitaria di primaria importanza se vuoi fare davvero marketing online. Perché? La risposta sta nei numeri: 2 miliardi di utenti attivi che lasciano volontariamente tonnellate di dati personali. Tra questi ci sarà qualcuno che può fare parte del tuo target? Direi proprio di sì 😉. Anche nel caso del B2B cioè nel caso tu ti rivolga ad altre aziende, non dimenticare che le aziende sono fatte di persone, quindi utenti.

Negli anni passati, i social media sono diventati uno dei canali pubblicitari più efficaci, capaci di ottenere nuovi lead (contatti) e trasformarli in clienti paganti.

Facebook Ads funziona sia nel B2C che nel B2B e sono molteplici i casi che mostrano un incremento di risultati, anche di 5 volte, dopo aver sfruttato l’advertising su Facebook.

La crescita di Facebook è continua, sia in termini di nuovi utenti che di opportunità di marketing, ed i budget dedicati all’Adv sui social media sono raddoppiati a livello mondiale negli ultimi 2 anni, passando da 16 miliardi di dollari nel 2014 a 31 miliardi nel 2016. Fonte: Studio Samo

Ma torniamo all’esempio di prima.

Esempio

Mettiamo il caso in cui per lanciare la mia nuova attività, il centro estetico, decida di utilizzare la pubblicità su Instagram anziché i volantini. Scelgo il budget da investire – con la possibilità di aumentarlo e diminuirlo in maniera dinamica a seconda dei risultati. Creo la mia audience: donne dai 18 ai 60 anni che vivono oppure si trovano nella mia zona di riferimento, con interessi: beauty, cura di sé, benessere ecc

La definizione dei destinatari basata su interessi e preferenze ti consente di perfezionare i destinatari della tua inserzione in base ai contenuti presenti sui loro profili, nonché alle Pagine, ai gruppi e ad altri elementi a cui sono connessi su Facebook, comprese le sezioni relative a interessi, attività, musica, film e programmi TV preferiti. (Per approfondire clicca qui)

In questo modo già so che il mio budget è utilizzato per raggiungere il mio target, quindi non raggiungerò un ragazzo di 16 anni perché non mi interessa e non sprecherò il mio budget!

Ora, l’esempio è una semplificazione, ma pensa in grande e pensa al tuo business. Credi che non meriti una possibilità? Io ti consiglio di testare.

Ovviamente è necessario avere un budget, non basta creare post accattivanti e pubblicarli, non è questo social media marketing. Bisogna disporre di diversi strumenti e saperli utilizzare alla perfezione, altrimenti il rischio di “spreco” è dietro l’angolo.

Infine, “per un’efficace strategia di promozione e vendita, occorre implementare ed integrare diversi media in modo che si concorra in maniera complementare al raggiungimento degli obiettivi.” (Credits: veronicagentili.com)

I 5 fattori più importanti per il successo di un E-commerce

I f fattori di successo di un ecommerce - Francesca Antonetti web e social media specialisti

Quali sono i 5 fattori di successo di un e-commerce? Grazie a questo articolo-guida tratto dall’articolo originale di Neil Patel, avrai ben chiaro cosa devi e non devi fare nella gestione del tuo e-commerce.

L’e-commerce sembra stia mangiando il mondo del retail in questo momento.

Stiamo assistendo alla chiusura o alla bancarotta di marchi al dettaglio di vecchia data che non ci saremmo mai aspettati di vedere scomparire dieci anni fa.

D’altra parte, il mondo digitale è un posto eccitante, gli imprenditori stanno iniziando ad introdurre i loro marchi e competere nel mercato digitale.

La maggior parte dei negozi fisici sono stati costretti a creare una presenza online.

Ma non è sempre facile “fare centro” online. Devi conoscere alcuni trade secrets se vuoi arrivare in cima.

Ecco i cinque fattori più importanti per il successo nell’e-commerce che non puoi permetterti di ignorare.

Innanzitutto, parliamo del motivo per cui così tante aziende di e-commerce inizialmente trovano difficoltà.

Perché molte aziende di e-commerce hanno difficoltà

Ci sono molte ragioni comuni e i negozi a seconda dei diversi settori affronteranno diversi disagi.

Ma ci sono alcune battaglie generali che tutte le aziende di e-commerce devono combattere.

Circa l’80% di tutte le attività di e-commerce falliscono. E ci sono tre ragioni comuni per cui i clienti rischiano di lasciarti nella polvere:

  1. I clienti non sanno come usare il tuo sito
  2. Il Product Value (valore del prodotto) non è chiaro
  3. La navigazione è difficile

Non avere paura! La soluzione per risolvere questi problemi potrebbe essere più semplice di quanto pensi.

Per cominciare, le persone non giudicano le iniziative o i prodotti aziendali per i loro meriti. I clienti vogliono semplicemente ciò che vogliono quando lo vogliono.

E a volte, le loro aspettative possono essere piuttosto alte. Soprattutto online.

Se disponi di troppe opzioni di spedizione sul tuo sito, scoraggi i clienti che desiderano rapidamente i loro prodotti.

Circa l’80% degli acquirenti americani afferma che il prezzo e la velocità di spedizione sono molto o estremamente influenti nel determinare dove acquistano.

Ecco perché dovresti offrire una spedizione veloce e gratuita quando puoi, oppure offrire una spedizione gratuita per ordini di importo pari o superiore a 30,00 € .

Quando i clienti non devono pagare per la spedizione, sono più propensi a fare click per un acquisto che non possono toccare, sentire o provare perché c’è meno rischio.

I clienti non vogliono aspettare per sempre per ottenere ciò che hanno ordinato, quindi, se sei disposto a fornire la spedizione gratuita, scegli un’opzione veloce.

All’inizio del 2017, la National Retail Federation ha ipotizzato che la vendita al dettaglio online sarebbe cresciuta 3 volte più velocemente rispetto al resto del settore della vendita al dettaglio, con le vendite di e-commerce via mobile in crescita.

L’ascesa degli acquirenti online ha anche accorciato la pazienza dei consumatori. Gli acquirenti online sono alla ricerca di convenienza.

Non vogliono occuparsi di politiche di reso difficili o di lunghe attese per gli ordini.

A parte i lunghi tempi di attesa e le difficili opzioni di spedizione, le aziende che hanno difficoltà difficoltà non tengono conto di quanto segue:

  • Branding
  • SEO
  • User experience
  • Trasparenza
  • Coinvolgimento

Ma la buona notizia è che avviare un’attività di e-commerce nel 2018 è perfettamente fattibile. E così tenere conto di ciascuno di questi fattori, può aiutarti a distinguerti dai concorrenti.

Il primo passo è costruire il tuo marchio con alcuni great values alle spalle.

1. Il tuo brand è il tuo fine

La tua attività di e-commerce ha un marchio al centro della sua identità, che tu lo sappia o meno.

Per scoprire di cosa si tratta, devi pensare a cosa fai e perché lo fai.

Il tuo marchio racchiude un insieme di valori relativi agli sforzi centrali della tua azienda. Alcuni marchi più vecchi non invecchiano bene, perché non hanno una missione chiara.

Oppure lo fanno, ma non lo rivelano.

Nel 2017, l’indice del valore mondiale di Enso ha analizzato 150 marchi in base a come gli americani identificano la loro mission e quanto bene la loro mission è allineata ai valori del cliente.

La ricerca ha anche esaminato la misura in cui ciascuna azienda motiva la promozione del marchio e l’acquisto.

I risultati erano molto diversi per i diversi dati demografici. I baby boomer hanno valutato Newman’s Own come il numero sette della lista, mentre i millennial hanno valutato la società come numero 81.

Il marchio potrebbe perdere il suo fascino se non riescono a raggiungere i millenials poiché la loro generazione è molto più grande dei Baby Boomers e tre volte più grande della Generazione X.

Le persone costruiscono ipotesi sull’identità del tuo marchio in base alle interazioni con la tua azienda e non è facile che dimentichino la loro prima impressione.

Ciò significa che si ricordano di te quando scelgono di effettuare un altro acquisto. Il modo in cui si ricordano di te determinerà anche le recensioni.

Il 31% dei consumatori spende il 31% in più in prodotti e servizi di aziende con recensioni eccellenti, mentre le recensioni negative possono allontanare il 22% dei clienti.

Un buon 85% dei clienti si fida delle recensioni online tanto quanto si fidano delle raccomandazioni personali.

I clienti insoddisfatti hanno maggiori probabilità di condividere storie negative con amici e parenti rispetto al contrario.

Mentre i clienti felici potrebbero raccontare l’esperienza positiva agli amici, i clienti scontenti lo racconteranno certamente.

Ciò significa che avrai molti più “anti-referral” che raccomandazioni positive.

Quando non stai posizionando il tuo marchio come il migliore, i tuoi concorrenti lo sono.

Nell’era digitale, la concorrenza non è più limitata al negozio dall’altra parte della strada.

Se un marchio più forte offre lo stesso tipo di prodotto che offri tu, consumerà volentieri la tua quota di mercato.

Ecco perché hai bisogno di una proposta di vendita unica, o USP, per conquistarli.

Il punto di un USP è di differenziare il tuo prodotto. Il valore dei tuoi USP entra in gioco solo dopo che i tuoi potenziali clienti entrano nella tua canalizzazione.

Quando il tuo marchio è debole, i concorrenti con marchi migliori assorbiranno i clienti. Il marketing è più efficace in combinazione con un marchio forte.

Un buon marketing prende la voce del marchio e la estende verso l’esterno per raggiungere lead qualificati.

Se il marchio non espande la sua identità principale, farà fatica a raggiungere il suo pubblico di destinazione.

Ecco perché devi sempre abbinare il buon marketing con i valori del marchio.

Dovrai anche fare un po’ di SEO.

2. SEO Porta traffico

Google è un po’ come un usciere che decide quali siti web si mescolano in cima ai risultati dei motori di ricerca organici.

Ma con aggiornamenti costanti degli algoritmi, può essere piuttosto difficile da mantenere.

Algoritmo di Google Francesca Antonetti

L’aggiornamento dell’algoritmo di Fred, lanciato l’8 marzo 2017, è indirizzato a siti Web che violano le linee guida per i webmaster di Google.

La maggior parte dei siti interessati sono quelli con post di bassa qualità creati esclusivamente per generare entrate pubblicitarie.

Quindi, se hai qualcuno di questi post sul tuo sito, potresti rischiare di rovinare le classifiche attuali (o peggio, perdere definitivamente le posizioni di alto livello).

Consulta regolarmente le Linee guida sulla qualità della ricerca di Google ed evita di pubblicare troppi contenuti centrati sulla pubblicità.

Se pubblichi annunci o contenuti affiliati sul tuo sito, assicurati che le pagine su cui li esegui siano pertinenti e di alta qualità.

Se provi a indurre Google a pensare che la tua pagina abbia a che fare con qualcosa di prezioso ma in realtà è solo piena di  link di affiliazione, rischierai la tua posizione in classifica.

Le pagine di destinazione con parole chiave pertinenti riceveranno un ranking Google più elevato e avranno maggiori probabilità di essere visualizzate anche durante le ricerche pertinenti.

La ricerca per parole chiave può aiutarti a capire come posizionare il contenuto della tua pagina.

Usa un tool come Google Adwords Keywords Planner o Ubersuggest per iniziare.

Basta inserire una parola chiave per scoprire parole correlate da poter utilizzare.

Ubersuggest esempio

Ricorda che anche il tuo marchio è una parola chiave. Il traffico altamente qualificato cercherà il nome del tuo marchio, quindi ti consigliamo di classificarlo.

Ma se “hackeri” il SEO per portare traffico aggiuntivo, potenzialmente non qualificato al tuo sito, le conseguenze non saranno piacevoli.

L’idea di SEO è di offrire agli utenti i risultati più qualificati per le loro domande. Le pagine che utilizzano tattiche sfruttatrici vengono penalizzate da Google.

Tutto sommato, la SEO è qualcosa per cui vale la pena dedicare del tempo.

Una volta acquisita un po’ di padronanza della SEO, rivolgi la tua attenzione all’esperienza dell’utente o user experience.

3. I clienti apprezzano una grandiosa user experience

Se desideri incanalare il traffico verso un’azione desiderata, come fare un acquisto, devi ottimizzare l’user experience.

Se i visitatori del sito si confondono o non trovano facilmente quello che cercano, se ne andranno. La navigazione del sito dovrebbe essere sempre facile.

Sul tuo sito web, devi chiarire cosa fa la tua attività.

Rafforza ciò che il tuo marchio fa sul tuo sito. Ciò che è ovvio per te potrebbe non essere ovvio per qualcun altro.

Come sono arrivati a questa pagina di destinazione? Perché il contenuto della pagina di destinazione è rilevante per lui? Utilizza un invito all’azione – una call to action– chiara e concisa.

esempio call to action chiara

Assicurati inoltre che il carrello acquisti sia facile da visualizzare e accedere. La procedura di checkout deve essere semplice.

Nessuno vuole occuparsi di un processo di checkout che rende l’acquisto del prodotto più difficile di quanto non sia necessario.

Incorpora contenuti interattivi nel tuo sito web (se appropriati). Ciò comprende:

  • Video
  • Immagini animate
  • Giochi

Non dimenticare di ottimizzare la user experience anche per dispositivi mobili, dal momento che sempre più consumatori effettuano acquisti su dispositivi mobili nel 2018.

Assicurati che la grafica sia di qualità e i tempi di caricamento siano di tre secondi o meno e che la versione mobile del tuo sito sia facilmente navigabile tramite touch.

Fondamentalmente, la versione mobile del tuo sito non dovrebbe apparire esattamente uguale al tuo normale sito web.

pagina web mobile

Se vuoi avere successo nel mondo dell’e-commerce, devi essere trasparente con i tuoi clienti o potrebbero non fidarsi di te.

4. La trasparenza crea fiducia

Uno dei modi più semplici per essere trasparenti è rendere le informazioni di contatto visibili sul tuo sito web.

Il tuo traffico dovrebbe essere in grado di trovare il tuo indirizzo email e il numero di telefono nella parte inferiore o superiore di ogni pagina del tuo sito.

In questo modo, i clienti sapranno come possono mettersi in contatto con te (e che sei un vero business con un indirizzo reale).

Quando si tratta di spese, comunicalo in anticipo. A nessuno piacciono le tasse nascoste. Mai.

Se si addebita un supplemento per la spedizione e la gestione, assicurarsi che questo sia comunicato a potenziali clienti prima che raggiungano la pagina di checkout.

Non dimenticare di dare informazioni ai tuoi potenziali clienti sul tuo eccezionale prodotto.
Il tuo prodotto potrebbe essere la migliore soluzione al problema dei tuoi clienti.

Le cattive notizie?

I visitatori Web non hanno un negozio fisico in cui provare il prodotto. Invece di “testare” i tuoi prodotti, vedono solo le informazioni disponibili.

La qualità delle informazioni sui prodotti e le immagini allegate possono essere determinanti per la tua pipeline di vendita.

Non dimenticare di evidenziare i principali vantaggi, come fa Apple:

apple-imac-description

E assicurati che il tuo prodotto abbia un prezzo competitivo.

Un prodotto troppo caro può essere percepito come non in linea con la sua utilità. Un prodotto sottocosto può essere sospetto o apparire meno prezioso rispetto a prodotti simili con prezzi più elevati.

Non valutare il tuo articolo per più di quanto lo pagheresti come cliente. O come se avesse più valore di quello che realmente ha.

Condividi testimonianze e recensioni.

Se vuoi trovare successo nell’e-commerce, avrai bisogno di visitatori del sito coinvolti. Ecco come ottenerli.

5. Aumenta l’engagement generale

Il modo più semplice per aumentare il coinvolgimento con il tuo negozio è utilizzare i social media organici per promuovere il tuo marchio in tempo reale.

Il content marketing è importante. Secondo il Content Marketing Institute, il 42% dei B2C content marketers si ritiene “molto impegnato nel content marketing”.

Se non lo hai già fatto, crea un blog sul tuo settore e sulle linee di prodotti.

Aiuta i tuoi clienti condividendo informazioni utili o guadagna nuovi potenziali rispondendo alle loro domande.

Potresti anche scrivere blog post sugli aggiornamenti e sviluppo di nuovi prodotti. Hai appena pianificato il lancio di un nuovo prodotto sul calendario? Scrivi un blog post per raccontarlo!

Spiega ai tuoi clienti perché il nuovo prodotto è utile, quali sono le sue caratteristiche e quando sarà disponibile.

Questo creerà interesse per il nuovo prodotto prima ancora di essere lanciato.

Il contenuto del blog aumenta il coinvolgimento perché aiuta a creare link a ritroso. E ogni volta che il tuo sito web è linkato, guadagni brand awareness.

Ora che hai un marchio forte, un’esperienza utente fantastica, contenuti pertinenti e trasparenza con il cliente, puoi iniziare a spendere il budget pubblicitario.

Prova a spendere parte del budget pubblicitario per la pubblicità diretta o per la pubblicità sui social media. Scegli saggiamente tra i due, però.

Tra tutte le opzioni di pubblicità a pagamento, i social media sono i meno costosi.

Guarda l’importo speso per raggiungere 1.000 persone per la pubblicità sui social media? Solo $ 2,50.

marketing-channels-cost

Investi in Facebook Ads o Instagram Ads, crea un community forte e altamente coinvolta. Ad esempio Nike ha creato Nike Talk, un forum in cui i clienti Nike possono pubblicare e commentare i propri contenuti.

Crea un evento.

Centra l’intero evento attorno al tuo marchio. Assicurati di avere i tuoi prodotti in vendita durante l’evento.

Parla con i clienti di ciò che i tuoi prodotti possono fare per loro e di come possono migliorare la loro vita. Distribuisci biglietti da visita con l’URL del tuo sito web e gli handle dei social media.

Solo perché il tuo sito web si trova online non significa che non puoi aumentare il coinvolgimento generale del marchio incontrando di persona i clienti.

Conclusioni

I giorni dei “negozi di mattoni” che dominano l’intero mondo del commercio sono ormai lontani.

Il panorama digitale è qui per rimanere, rendendo i negozi online il posto migliore per vendere.

Ma renderlo grande online è molto più difficile di quanto sembri. E molte aziende di e-commerce hanno difficoltà a distinguersi in un pubblico così saturo.

I clienti che non sanno come utilizzare il sito, i costi di spedizione nascosti, il valore del prodotto sconosciuto, la scarsa navigabilità e altro ancora sono da biasimare.

Fortunatamente, puoi prendere il controllo del successo del tuo e-commerce.

Prima di tutto, capisci che il tuo marchio ha un valore, e devi far sapere alla gente esattamente di cosa si tratta.

I valori del tuo brand dovrebbero allinearsi con i valori dei clienti, servire a uno scopo e supportare operazioni etiche.

Il SEO porta traffico, quindi devi lavorare per ottimizzare le tue classifiche. Fai qualche ricerca per parole chiave e aggiungi parole chiave sul tuo sito per attirare più clienti.

Ma non cercare di imbrogliare il sistema, o Google potrebbe penalizzarti, il che potrebbe portare a una diminuzione delle classifiche.

I clienti adorano una user experience fantastica. Metti in chiaro cosa vendi e aggiungi gli inviti all’azione in modo da poter incanalare le persone attraverso le pagine del tuo sito.

Ottimizza il tuo sito anche per gli utenti mobile.

Crea trasparenza aggiungendo le informazioni di contatto al tuo sito, rivelando eventuali costi aggiuntivi o costi di spedizione prima del checkout e incorporando le recensioni dei clienti.

Questo aiuta a costruire la fiducia con gli acquirenti.

Non dimenticare di aumentare i tassi di coinvolgimento generale. Diventa attivo sui social media, crea un blog con contenuti di valore o aggiornamenti di prodotti o pubblica online alcuni annunci a pagamento.

Crea una sezione “forum” o “community” sul tuo sito web in cui gli utenti possono incontrarsi o ospita eventi.

 

 

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